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Streets of Rage 4 – Recensione

Nei primi anni della mia adolescenza, durante alcune caldissime notti d’estate ed in compagni del mio fraterno cugino, sono venuto a contatto con Streets of Rage 2. Il picchiaduro a scorrimento sviluppato da SEGA è stato in grado di regalarmi infinite ore di divertimento, ben più del suo sequel che ho sempre trovato meno “a fuoco” come produzione rispetto al predecessore. Per questo motivo sono stato più che lieto quando ho visto l’annuncio congiunto di DotEmu e Lizardcube, che con il benestare di SEGA si impegnavano nello sviluppo di quel sequel vociferato e tanto desiderato fin dalla seconda metà degli anni 90. Dopo poco meno di due anni di sviluppo è finalmente uscito Streets of Rage 4, e grazie all’inclusione nel programma Game Pass ha potuto avere un’ampia diffusione presso il grande pubblico. Resta solo una cosa da appurare, se il tanto atteso sequel si è dimostrato all’altezza delle aspettative dei fan.

Parlare di trama in un picchiaduro a scorrimento è forse un’esagerazione, trattandosi in questo caso più di un semplice incipit volto semplicemente a motivare i personaggi. Sono passati 10 anni dalla fine del terzo capitolo ed un nuovo gruppo di criminali ha preso il possesso delle strade della città. Capeggiato dai due figli di Mr. X, poco originalmente chiamati Gemelli Y, questo gruppo si è rapidamente infiltrato ad ogni livello nelle infrastrutture cittadine e spetta noi porre fine al loro regno con una sana dose di violenza. Dovremo quindi attraversare i bassifondi cittadini, le fogne, pontili abbandonati e navi mercantili, aprendoci la strada tra orde di nemici pronti a tutto pur di fermarci. Vestiremo nuovamente i panni dei veterani Axel e Blaze, ai quali si aggiungono i nuovi arrivati Floyd (un gigantesco lottatore con braccia bioniche) e Cherry, la giovane figlia di Adam (uno dei protagonisti del primo capitolo). Bastano pochi secondi con il pad in mano per rendersi conto che questo capitolo riprende direttamente da dove la saga si era interrotta, restituendo in pieno il feeling tipico dei picchiaduro a scorrimento dell’epoca. Evitare di essere circondati dai nemici, alternando combo e colpi speciali e tenendo sempre d’occhio lo scenario alla ricerca di oggetti distruttibili che potrebbero nascondere preziose armi o cibo per ripristinare la salute, tutto si mescola creando un gameplay immediato ma coinvolgente e che nasconde diverse sfumature da padroneggiare.

Tra queste spicca senza dubbio l’uso di particolari attacchi che consumano una porzione di salute del personaggio, ripristinabile portando a segno attacchi consecutivi senza essere colpiti. Questa semplice meccanica obbliga il giocatore a valutare rapidamente i rischi, nella speranza di riuscire a ripristinare rapidamente la salute ipotecata. Per quanto collaudato e assolutamente efficace il gameplay però non è privo di difetti, in primis la tendenza dei nostri personaggi ad essere sbalzati dai colpi avversari. Anche i nemici base sono in grado di proiettarci in aria con semplici attacchi e la presenza di numerosi pericoli ambientali rende fin troppo comune la perdita di vite preziose. Al tempo stesso i nemici si dimostrano decisamente resistenti allo stordimento, in particolare i boss che sono in grado di sferrare numerosi attacchi impossibili da contrastare e che in alcuni casi tendono ad uno spam eccessivo dei loro colpi. La vera critica che si può muovere al gameplay rimane comunque quella legata alla sua mancanza d’innovazione. Se da un lato infatti è evidente la volontà di raccogliere l’eredità lasciata dalla saga, compito che il titolo assolve in modo impeccabile proprio grazie al suo gameplay estremamente immediato ed intuitivo, dall’altro sarebbe stato interessante vedere qualche tentativo di far evolvere ulteriormente il genere andando oltre le meccaniche basilari che conoscevamo più di 20 anni fa. Si tratta però di una critica squisitamente ideologica e che non vuole svalutare l’ottimo lavoro svolto dal tema di sviluppo.

Visivamente il titolo colpisce grazie al suo stile che strizza l’occhio ai prodotti d’animazione più moderni. Ogni personaggio è ricco di dettagli e particolari, mantenendo un livello altissimo non solo con i protagonisti ma anche con i vari nemici su schermo nonostante l’utilizzo frequente del palette swap per indicare i diversi tier di nemici. I livelli ricalcano quelli che sono stati gli stage più significati dei capitoli passati, ricchissimi di easter egg e piccole citazioni dedicate ai fan. La colonna sonora ricalca in pieno le sonorità del passato ma il titolo permette anche di selezionare le colonne sonore originali dei primi due capitoli, un vero tocco di classe. Dal punto di vista della longevità il titolo si attesta attorno alle 3-4 ore a difficoltà normale, ma la presenza di diversi livelli di difficoltà (uno dei quali che ricalca l’esperienza di gioco con un solo gettone a disposizione) e di tantissimi sbloccabili garantisce numerose ore per coloro che vogliono vedere tutto quello che il gioco può offire. La possibilità di giocare in compagnia con 2 giocatori in remoto e fino a 4 locale, unita alla possibilità di disattivare il fuoco amico, rende il titolo un’ottima scelta per passare una serata in compagnia con titolo sospeso a metà tra modernità e retrogaming.

In Conclusione

Streets of Rage 4 è senza dubbio una vera e propria lettera d’amore ad un genere oramai quasi del tutto scomparso. L’attenzione di Lizardcube nel riportare in vita la saga è innegabile, così come il profondo rispetto per l’opera originale e le sue meccaniche. La scelta di rispettarne così tanto l’eredità chiaramente impedisce al titolo di far evolvere il genere oltre i limiti storici della saga, aggiungendo principalmente la possibilità del gioco online come principale concessione alla modernità. Pur con questi limiti però Street of Rage 4 rimane un grandissimo titolo, che celebra un grande saga con un nuovo capitolo in grado di portare indietro nel tempo tutti quelli che hanno provato i suoi bellissimi predecessori. Consigliatissimo ad ogni fan del genere.

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Lorenzo "Nameless One" Corda

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.
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