Liberated – Recensione

Per essere originali bisogna studiare sempre nuove forme di progettazione, stupire il proprio pubblico con linguaggi diversi, accendere la lampadina coma Archimede Pitagorico in Topolino e creare un prodotto che esca fuori dagli schemi della consuetudine. Questo tipo di processo creativo lo troviamo sicuramente più nel mondo dei titoli indipendenti, perché le grandi major produttrici di videogiochi ormai si sono adagiate sulla comoda possibilità di riproporre ciclicamente i soliti elementi fondamentali dei loro franchise più famosi, minimizzando gli investimenti per massimizzare il guadagno. In Liberated, gli sviluppatori Atom Wolf hanno preso l’idea di un fumetto interattivo, peraltro già sfruttata in altri titoli in passato e hanno deciso di unirla con le dinamiche di uno sparatutto d’azione. Sicuramente un azzardo bello grosso, perchè si può avere come risultato un grosso successo od un grosso fallimento. Scopriamo assieme da che parte pende il nostro giudizio.

Ormai di distopie dovreste esserne avvezzi, poiché nei nostri ultimi articoli nel abbiamo parlato abbastanza e anche qua ci troviamo in un futuro prossimo, il 2024, nel quale il Governo è arrivato a monitorare praticamente ogni persona in tempo reale. Coloro che escono dagli schemi, che possano rappresentare anche la minima minaccia all’ordine costituito, finiscono multati, imprigionati e forse anche peggio. Per combattere questa forma di oppressione nasce un gruppo di resistenza denominato “The Liberated”, pronto a combattere, anche in maniera violenta, contro l’oppressione governativa. Dopo l’ultimo attacco terroristico, le forze dell’ordine decidono di spazzare via questa amalgama di ribelli e di qui parte la nostra avventura.
Il gioco è composto da quattro capitoli, ognuno dei quali rappresentato da un singolo albo a fumetti. Ogni capitolo è suddiviso in scene che rappresentano il layout dei fumetti digitali, per cui passeremo da una vignetta all’altra, ma con fluide animazioni. 

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Le sezioni d’azione sono ben strutturate e saremo in grado di usare la nostra arma mirando con la levetta destra e sparando con il grilletto del pad. La mira è assistita mediante il tracciamento della traiettoria, per cui con un po’ di esperienza potremo evitare di crivellare di colpi i nostri avversari, uccidendoli all’istante con precisi colpi alla testa, che sicuramente restituiscono una gran soddisfazione quando riusciamo a portarli a segno. Il nostro armamentario sarà composto da tre tipi di pistole che potremo raccogliere durante la nostra avventura. Ogni tipo ha una curva di apprendimento diversa rispetto al suo utilizzo, ma abbiamo trovato abbastanza semplice ed intuitivo i loro diversi modi di utilizzo. Ogni arma deve essere ricaricata, per cui state ben accorti alle tempistiche di questa operazione, perché nonostante sia possibile effettuarla in modalità automatica, in alcuni frangenti è bene tenere sotto controllo quante munizioni abbiamo nel caricatore ed eventualmente anticipare la ricarica, per non trovarci in guai seri quando dovremo affrontare bersagli multipli che provengono da varie direzioni.

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Sicuramente l’elemento di difficoltà maggiore è il fatto che non abbiamo una gran resistenza ai colpi avversari e bastano un paio di colpi per metterci fuori combattimento. Molte sezioni richiedono più che la mera forza bruta, un approccio stealth. È infatti possibile nascondersi dietro strutture specificatamente indicate per sparire momentaneamente agli occhi degli avversari in completa sicurezza e poter poi  eseguire un abbattimento furtivo. Non ci sono solo nemici umani, ma anche veloci droni d’attacco che ci daranno del filo da torcere grazie alla loro capacità di infliggerci danni pesanti. In ogni livello, per spezzare l’azione continua, ci sono anche alcune sezioni puzzle, che riescono ad essere a loro modo impegnative, anche se un po’ troppo sporadiche. Il bilanciamento del gioco propende sicuramente in maniera prioritaria verso l’azione, ma un maggior numero di enigmi avrebbe bilanciato maggiormente le due sezione, rendendolo un po’ meno frenetico e maggiormente riflessivo.

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Quando abbiamo iniziato a trovare anche delle sezioni QTE ci siamo un po’ preoccupati, perchè non siamo degli amanti del genere, ma in Liberated fortunatamente, la loro presenza non è così disdicevole. Infatti questi eventi in quick-time hanno un ritmo blando, decisamente alla portata di tutti.

Il focus principale del gioco rimane comunque la narrativa, per cui scomporla in tanti QTE sarebbe stato un modo troppo pesante di spezzettare la trama, che ha degli spunti realmente interessanti e avvincenti. Durante la nostra avventura potremo anche compiere delle sclte che ci porteranno a scoprire sezioni altrimenti non percorribili, anche se la narrazione principale segue sempre lo stesso cammino tracciato.

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La palette grafica di Liberated è composta da una grossa scala di grigi che dettaglia in maniera perfetta il mondo desolato ed oppressivo che fa da sfondo alla nostra avventura. La realizzazione delle “tavole” dei fumetti che compongono tutto il gioco è di altro livello, tanto che non sfigurerebbe in un albo fisico da comprare in libreria. Anche i personaggi, con la loro stilizzazione intensa restituita da una illuminazione realizzata a regola d’arte, vivono nel contrasto tra luci ed ombre, che li rendono malinconicamente stanchi ed oppressi. Questa impostazione grafica di alto livello ha il limite di allungare molto i tempi di caricamento tra le scene, comportando quindi una perdita di ritmo complessivo, nche se questo difetto rimane marginale. Così come marginale è l’effetto ragdoll dei nemici che abbatteremo, ma sono tutte condizioni che rappresentano delle sbavature minori rispetto alla struttura generale del gioco, che rimane di ottimo livello.

La componente audio, sia per qual che riguarda la colonna sonora che gli effetti, è un ottimo accompagnamento a tutta l’avventura, regalando momenti di intensità di buon livello.

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Sicuramente il fiore all’occhiello di Liberated è la sua struttura e composizione narrativa. Ogni singolo capitolo ci propone la storia diversa di un diverso personaggio e attraverso le sue azioni, che vivono come la palette cromatica del gioco, in un mondo fatto di scelte in una zona grigia tra legalità, moralità ed eticità, potremo vedere lo svilupparsi della trama da un punto di vista diverso. I tutto si conclude, dopo circa quattro ore di gioco, in maniera brusca ma coerente e anche se avremmo voluto giocare ancora per altro tempo, non siamo rimasti  delusi dalla sua conclusione

 

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In Conclusione

Liberated tratteggia nelle varie tonalità del grigio, un narrazione distopica di un mondo dominato dalla dittatura del controllo, dove i personaggi vivono tra luci ed ombre il loro quotidiano, gettandosi in una avventura piena d’azione. Realizzato come un fumetto interattivo, offre al contempo la possibilità di dedicarsi ad ottime sezioni d’azione, esplorando la trama attraverso vari punti di vista. La sua durata non è eccelsa, così come alcuni elementi, come ad esempio i tempi di caricamento, possono penalizzare un po’ il ritmo, ma nel complesso si tratta di un ottimo prodotto, avvincente ed appassionante, che vi regalerà ore di sano divertimento ad un costo veramente ridotto.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per Nintendo Switch. 


8.0
voto