Wavey the Rocket – Recensione

Wavey the Rocket è un nuovissimo platform che ci ha colpito profondamente per il suo gameplay e nonostante non sia esente da difetti, rimane una boccata d’aria fresca per innovazione e struttura. Cavalcate insieme a noi l’onda di questa recensione.

Wavey the Rocket è di base uno scroller laterale 2D, anche se poi effettivamente ha più l’impostazione di un platform, ma anche di uno shoot-em-up, per cui è quasi impossibile collocarlo in un genere preciso. Quello che dobbiamo dare è guidare un razzo attraverso dei livelli, ma non usando il pad, ma la lunghezza d’onda. Detto così pensiamo di aver generato in voi tanta curiosità quanta confusione, quindi andiamo a vedere subito come è strutturato il gameplay.

Il nostro Wavey deve seguire obbligatoriamente l’onda sinusoidale come se fosse su di un binario e costantemente in movimento. Questo ci consegna quindi un set di comandi particolari. Per poter far avanzare il razzo dovremo infatti modificare la lunghezza e l’ampiezza dell’onda. Se allunghiamo l’onda verso sinistra, prenderemo velocità, accorciandola rallenteremo, se variamo l’ampiezza potremo spostarci più in alto o più in basso nello schermo. Comprimendo al massimo l’onda potremo bloccare Wavey e anche fargli percorrere il percorso a ritroso.  Se quello che vi abbiamo spiegato fino ad ora vi sembra complicato, giocarci per sessanta livelli lo è sicuramente di più!
Per controllare lunghezza ed ampiezza dell’onda ci vengono proposti due schemi di controlli, ma in entrambi i casi, non sono intuitivi e ci vorrà parecchia pratica per poter attraversare i livelli indenni. Si può scegliere se usare i due grilletti del pad per aumentare o diminuire l’ampiezza d’onda e la levetta analogica sinistra per allungare o ridurre la lunghezza d’onda. In alternativa al posto dei fue grilletti, si può usare la levetta destra, ma non è possibile rimappare i controlli. Quello che vi possiamo dire e che non abbiamo trovato un metodo migliore dell’altro e che alla fine forse il controllo con grilletti/levetta è quello che ci è sembrato meno problematico, ma la scelta alla fine è molto soggettiva.

Se non volete usare il pad ma il mouse, potrete variare ampiezza e lunghezza d’onda spostandolo sue e giù e a destra e a sinistra. Mai come in questo caso è necessario avere un mouse con una buona precisione e reattività, perchè altrimenti potrete dire addio alla vostra sanità mentale. Anche in questo caso ci vogliono un po’ di sessioni di pratica per poter dominare il gioco e come dicevamo sopra, non siamo in grado di poter dire se questo sia il sistema migliore, anche perché tutto è legato alla vostra manualità.

Imparare un nuovo sistema di controllo può essere stato faticoso all’inizio, ma ci ha permesso di mettere in moto i neuroni per adattarci ad uno stile di gioco che esula da quello che abbiamo provato finora. Attraversare i livelli, pieni di ostacoli e monete da recuperare, diventa una sfida nella sfida. Bisogna pensare velocemente, adattare la nostra velocità e direzione a seconda di quello che appare sullo schermo, cercare di recuperare quanti più oggetti possibili, cercando di schiantarci il minimo indispensabile. L’unione di vari stili di gioco è veramente ben riuscita in Wavey the Rocket.

Se i primi livelli vi sembrano inizialmente impegnativi per via dei controlli e deciderete di fare come noi, ovvero di ripeterli fintanto che non sarete riusciti ad accumulare più punti e meno morti, sappiate che procedendo il livello di difficoltà non fa altro che crescere, mettendoci di fronte a nuove sfide che metteranno a dura prova i vostri riflessi e coordinazione occhio/mano. E poi si arriva ai boss che richiedono un tempismo ed una accuratezza nei movimenti millimetrica. C’è anche la possibilità di utilizzare un”dash” che ci fornisce una spinta propulsiva. Ce ne sono a disposizione tre per ogni livello, ma è possibile aggiungerne altre raccogliendo i power up disseminati lungo il cammino, e ci permettono di superare passaggi stretti che anche modulando la forma dell’onda sarebbero inaccessibili normalmente. Possiamo usare la spinta sia a destra che a sinistra, cambiando quindi velocemente anche la nostra direzione, nel caso volessimo andare a raccogliere gli oggetti che abbiamo lasciato alle nostre spalle. Sappiate che i vari oggetti servono ad indicarci in qualche modo il cammino migliore che possiamo intraprendere, in quanto per raccoglierli dovremo modulare una particolare lunghezza d’onda. Però nella stessa partita non è possibile raccogliere oggetti di tipo diverso, perchè i percorsi che dovremo utilizzare sono incompatibili. Questo per permettervi di rigiocare ogni livello cercando di raccogliere quello che nella prima run avete abbandonato, un modo per aumentare la longevità del titolo.

I vari livelli sono accessibili attraverso un hub di selezione, che è rappresentato come un grande labirinto isometrico di colore neon viola e turchese. Da qui potremo accedere ad ogni nuovo livello che si sblocca al completamento precedente, oppure cercare di migliorare i nostri punteggi nei livelli già giocati, per confrontarci con le classifiche mondiali.

La grafica è ben realizzata, semplice e senza troppi fronzoli, i livelli sono chiari e ben definiti, un elemento fondamentale che ci permette di non non essere disturbati nel nostro percorso. Sembra di vedere un gioco anni ’90, con un personaggio caricaturale che sarebbe stata un’ottima mascotte di qualsiasi console dell’epoca. Le animazioni sono ben realizzate e c’è una gran varietà grafica lungo tutti i sessanta livelli e mai una volta ci sono stati problemi relativi al calo di framerate.

Anche la colonna sonora è ben realizzata, anch’essa ispirata ai classici degli anni ’90, con un buon repertorio di musiche accattivanti che ci fanno ballare sulla sedia al ritmo dell’hip hop. È stato fatto un ottimo lavoro anche sul versante degli effetti sonori. L’unica pecca è che ci saremmo aspettati un’unione tra le modifiche della forma d’onda e il ritmo dei pezzi, ma così non è stato. Peccato, un’occasione mancata, ma che non toglie niente alla genuinità di Wavey the Rocket.

 

In Conclusione

Wavey the Rocket è un gioco difficile da descrivere e ancor più difficile da giocare. Modificare il percorso del nostro razzo cambiando ampiezza e lunghezza d’onda è un’idea originale e divertente, ma per padroneggiare questo titolo è richiesta una forte dosa di pazienza e perseveranza. La sfida che ci propone è molto elevata ed ogni livello metterà a dura prova i nostri riflessi, la nostra determinazione e la nostra sanità mentale. Preparatevi a fallire centinaia di volte, a dover ripetere gli stessi percorsi fintanto che non avrete affinato il perfetto controllo della regolazione della forma d’onda, ma anche a quel punto, sappiate che una sorpresa può essere dietro l’angolo ed essere fatale. Wavey the Rocket rimane comunque un gioco che ameranno coloro che volgono sempre mettersi in gioco e che consigliamo a coloro che sanno apprezzare l’originalità di un gameplay innovativo.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per PC (Steam). 


8.0
voto

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