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Cloudpunk – Recensione

Cloudpunk è un titolo sviluppato dallo studio indipendente ION LANDS di Berlino che si è rilevato una gradita sorpresa. In sostanza si tratta di una avventura esplorativa di matrice cyberpunk, realizzata con maestria grafica e una narrazione che ci ha conquistato. Scopriamolo assieme in questa recensione.

Tutta la vicenda si svolge nella megalopoli Nivalis, che ricorda molto la città de “il Quinto Elemento” di Besson, nella quale dovremo muoverci a bordo della nostra macchina volante, denominata HOVA. La nostra esplorazione ci porterà a scandagliarla tutta sia in estensione orizzontale che verticale. I palazzi si ergono per chilometri verso il cielo e mentre la popolazione più indigente è costretta a vivere nelle umide e scure fondamenta di Nivalis, i più abbienti hanno i loro appartamenti nelle zone più elevate, denotando quindi una rigida gerarchia sociale all’interno  di questo ecosistema artificiale. La popolazione è composta da umani, alcuni dei quali dotati di cyber innesti, ma anche da IA ed androidi, in un pot-pourri formicante di ricchezza sfacciata e miseria assoluta, con una milizia privata, la CorpSec che cerca di mantenere l’ordine, ma con molta difficoltà. Non è facile controllare tutto e nelle interstizi della città proliferano sacche di piccola e grande criminalità, zone grigie che fungono da motore economico della società distopica tratteggiata in Cloudpunk. LA nostra alter-ego digitale è Rania, una ragazza che è scappata dalle zone rurali perché braccata da strozzini intenzionati a riscuotere da lei i debiti della sua famiglia. Sapendo destreggiarsi bene con le HOVA, Rania viene assunta da Cloudpunk, una società ai margini della legge, che si occupa di consegne nella tentacolare megalopoli. Come dipendenti siamo autorizzati a movimentare carichi, ma il più delle volte le missioni che ci vengono assegnate sono relative a carichi discutibili, per cui la società e i suoi fattorini non godono di una buona fama, ma essendo elementi utili alle connessioni tra le persone, la CorpSec chiude un occhio…e a volte anche tutti e due, magari foraggiando i vigilantes con cospicui compensi. Pere fare bene il nostro lavoro abbiamo due sole direttive: consegnare sempre i pacchi che ci vengono assegnati e non chiedere mai quale sia il loro contenuto. Così inizia la nostra prima notte di lavoro, che funge anche da tutorial, sia per impratichirci sui comandi della nostra vettura volante, che per scoprire come muoverci velocemente e in maniera efficiente all’interno delle varie zone della città. Il gioco è essenzialmente un’avventura narrativa che si svolge durante le prima notte di lavoro di Rania, che di missione in missione vivrà varie avventure e incontrerà numerosi personaggi con i quali interagire. Un primo punto a favore di Cloudpunk è proprio la narrazione che ci ha coinvolto immediatamente e il concatenarsi degli eventi ci ha permesso di vivere una storia interessante e appassionante. Non esistono vere e proprie side-quest, ma durante i nostri spostamenti, che avverranno in parte anche a piedi, verremo in contatto con moltissimi NPC che ci assegneranno anche piccole missioni che potranno in qualche modo anche influenzare la trama principale. Ma qua ci fermiamo, per non rovinarvi il piacere della scoperta. Sappiate comunque che sarete trasportati in un mondo buio, dalle mille sfaccettature, con il quale interagire e confrontarsi anche in termini di scelte morali.

Il nostro contatto principale con Cloudpunk è un impiegato della società, denominato “Controllo”, che ci affiderà le varie missioni. Ogni missione ci farà guadagnare denaro, che potremo spendere in vari modi. Dovremo rifornirci di carburante e riparare la macchina, ma potremo anche acquistare componenti estetiche per abbellire la nostra HOVA o elementi per migliorarne le prestazioni, anche se i soldi guadagnati da Rania le serviranno essenzialmente per comprare un nuovo corpo al suo cane Camus, del quale abbiamo un download della personalità.

Il gameplay ci porterà a guidare la nostra macchina  a levitazione attraverso controlli semplici ed intuitivi. Il modo migliore di interagire con il gioco è il pad. Con la levetta sinistra impostiamo la direzione, con quella destra l’altitudine e con i due grilletti acceleriamo e freniamo. Possiamo volare ovunque, ma per essere più veloci potremo sfruttare delle highway che ci consentiranno di mantenere una velocità più elevata. Ci sono dei gate che collegano tra di loro i vari quartieri, permettendoci di navigare velocemente tra di essi.
Come dicevamo prima, una perte del nostro movimento sarà a piedi, per cui una volta trovato un parcheggio adibito, poiché non è possibile lasciare la macchina al di fuori di essi, dovremo usare le nostre gambe per completare le missioni. Durante questo tipo di esplorazione potremo raccogliere oggetti disseminati sulla mappa, oppure interagire con NPC e negozi. Da quest’ultimi potremo comprare bevande energetiche, stimolanti e altri generi di varia utilità, che potranno migliorare le nostre prestazioni, come velocità e resistenza. Gli oggetti che troviamo possiamo poi rivenderli per rimpinguare il nostro conto.

Il level design è una vera gioia per gli occhi, con un sacco di dettagli, varianti architettoniche e le immancabili insegne al neon. Il tutto è realizzato con grafica Voxel e il motore Unity gestisce in maniera ottimale l’illuminazione, tanto da stentare a credere che questo gioco sia frutto delle fatiche di uno studio indipendente. E come ottimo compendio alla parte grafica, c’è la componente audio che con musiche synthwave realizzate in maniera stupenda che ci avvolgono completamente in una coperta cyberpunk, assieme ad un set variegato di effetti sonori che ci fanno vivere il caos della città in tutte le sue sfumature.

L’unica pecca evidente è l’assenza di una mappa generale della città. Avremo a disposizione una mappa abbastanza dettagliata di ogni distretto nel quale ci troviamo, ma mancano indicazioni precise della collocazione spaziale dei vari quartieri, per cui se non abbiamo degli indicatori che ci indirizzano, difficilmente potremo decidere di andare da una parte all’altra di Nivalis, a patto di non cercare i vari gate di collegamento nel dedalo di edifici che compongono ogni distretto. C’è anche qualche problema nella gestione della visuale, soprattutto quando saremo costretti a muoverci con l’HOVA in spazi angusti, non essendoci data la possibilità di usare uno zoom per avvicinare od allontanare la visuale. Sono comunque tutti problemi che potranno essere risolti tranquillamente con patch successive, ma che comunque non limitano la giocabilità.

In Conclusione

Cloudpunk è stata una piacevole scoperta, un’avventura narrativa con un gameplay semplice ma al contempo accattivante, un’ottima colonna sonora e una grafica che non sfigurerebbe in un titolo tripla A. A parte alcuni piccoli difetti, abbiamo trovato questo gioco veramente appassionante, anche grazie ad una trama interessante e ad un sacco di dettagli che ci hanno permesso di godere a pieno di questa esperienza. La sua durata complessiva è di circa quindi ore ed è un tempo rispettabilissimo per una produzione indie. Consigliato a chi ama le esplorazioni e a chi vuole immergerci nelle atmosfere cyberpunk in attesa di Cyberpunk 2077.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per PC (Steam). 

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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