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Null Drifter – Recensione

Eastasiasoft ci sta abituando alla pubblicazione di un sacco di shooter che definire originali e strampalati è poco. E con Null Drifter la saga degli shump minimalisti continua. Stavolta ci viene proposto un gioco monocromatico con la grafica ad 1-bit (come la definiscono i suoi creatori) che avrebbe potuto girare tranquillamente su uno Speccy. Ma nonostante questa apparenza scarna, e alcuni difetti,. secondo noi questo gioco vale la pena di essere provato.

Il gioco in sé è uno sparatutto twin-stick a schermo singolo, un po’ come Asteroid, ma senza a possibilità di varcare i confini dello schermo per fare il warp. È tutto veramente molto semplice e l’unica aggiunta che lo fa distinguere dalla massa è la possibilità di attivare lo scatto per ottenere qualche secondo di invincibilità. Scattare verso i nemici ne provoca anche un maggior numero di danni, ma immaginate bene che questa operazione potrebbe risultare controproducente se eseguita senza la giusta coordinazione. La levetta sinistra ci permette di muoverci, mentre con la desta potremo mirare e sparare. Più semplice e basilare di così è difficile trovarlo. La cosa positiva è che il tutto scorre fluido e frenetico, restituendo al giocatore anche la sensazione di possedere una grande potenza di fuoco e la soddisfazione di creare devastazione tra le file dei nostri avversari. Questi sono di diverse tipologie e dotati dei loro schemi di attacco, ma appariranno random in ogni livello, per cui non è possibile imparare i loro pattern. Al massimo, dopo qualche partita, potremo aver capito i loro punti deboli. Sicuramente scopriremo ben presto che in questo la sopravvivenza, soprattutto nelle prime fasi, è una pia illusione. Iniziamo con una sola vita e la potenza di fuoco ridotta al lumicino. Durante ogni partita appaiono dei bonus che aumenteranno la frequenza e la potenza di fuoco, che ci faranno cambiare arma, ma anche delle monete. Raccogliendole e facendone scorta, potremo accedere ad un menù dei potenziamenti per poter aumentare le nostre statistiche. Solo dopo innumerevole partite riuscirete a superare il primi tre livelli e poi dopo molte altre ancora potrete pensare di arrivare dopo il decimo.
La nostra progressione è comunque legata in aprte al caso. Abbiamo avuto esperienza di alcune partite che sono terminate bruscamente dopo poco, nonostante avessimo già acquisito tutti i potenziamenti, mentre in altre siamo riusciti ad andare spediti fin oltre il decimo livello. Questo è dipeso dal fatto che siamo riusciti con fortuna ad inanellare una serie di bonus che ci hanno potenziato durante la singola run, rendendoci delle inarrestabili macchine da guerra.

Peccato che nonostante una partita tiri l’altra come le ciliege, alla fine Null Drifter diventa un divertente intermezzo mentre si scaricano degli altri giochi e poco di più. Il sistema dei trofei è talmente facile che non ci siamo nemmeno accorti di averlo platinato. In un paio d’ore di partite intensive avevamo già sbloccato praticamente tutto, comprese le varie palette di colore con le quali cambiare lo schermo di gioco. Gli spites dei nemici sono ben realizzati ed animati nonostante la loro bassa definizione. In alcuni frangenti lo schermo è talmente pieno di elementi che si perde letteralmente il la nostra posizione, che però può essere rapidamente ritrovata grazie a due indicatori ai lato dello schermo, che come un plotter, indicano le nostre coordinate.

L’electro-jazz psichedelico chiptune che accompagna tutte le nostre partite è ipnotico e sicuramente da un valore aggiunto a Null Drifter, mentre gli effetti sonori, se possibile, sono ancor più spartani della grafica.

In Conclusione

Null Drifter è un divertente interludio, uno shooter da giocare a tempo perso, che purtroppo soffre di una evidente mancanza di contenuti. HA una grafica spartana ma piacevole, una colonna sonora ben realizzata e un sacco di potenziale che però rimane inespresso, come se fosse una bella farfalla che però non riesce ad uscire da una crisalide troppo spessa. Tra un download di un aggiornamento e l’altro, è un ottimo passatempo, ad un costo talmente contenuto che alla fine potrebbe anche meritare l’attenzione degli manti degli shooter con un buon livello di difficoltà.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per PlayStation 4. 

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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