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The Complex – Recensione

Wales Interactive negli ultimi anni ci ha proposto molti titoli che sono più inquadrabili nel genere “film interattivo che come giochi. Stiamo parlando di produzioni come The Bunker, Late Shift, The Infectious Madness of Doctor Dekker e SIMULACRA. Alcuni di questi titoli hanno avuto buoni riscontri, altri un po’ meno. Scopriamo assieme dove possiamo collocare The Complex nella scala di gradimento.

A tutti gli effetti The Complex è un thriller che ci porta ad esplorare intricati complotti all’interno di una potente società di ricerca, come una dittatura militare voglia manipolare le sorti del mondo e cosa succede all’interno di un laboratorio super sicuro mentre una  squadra cerca di curare una persona contaminata da una strana sostanza. Due giovani medici, la dottoressa Amy Tenent e il dottore Rees Wakefield lottano contro il tempo in un laboratorio chiuso con Clare per risolvere questo problema, mentre un cast più ampio sta cercando di trovare una soluzione altrove. Quello che saremo chiamati a fare è di scegliere i percorsi che ci porteranno alla conclusione, che si articola in nove finali diversi, a seconda delle scelte che faremo.

L’attrice principale  è Michelle Mylett, che interpreta la Dottoressa Amy Tenent e assieme a lei ci sono Al Weaver come Dottor Rees Wakefield,  Kate Dickie (Lysa Arryn ne “Il Trono di Spade”),  Kim Adis come Clare, Rachel Petladwala come Emily,  Okorie Chukwu nel ruolo di Parker Caplani e Nathalie Kensington.
Il regista di The Complex è Paul Raschid e la sceneggiatura è stata affidata a Lynn Renee Maxcy, che ha lavorato in The Handmaid’s Tale e Covert Affairs. La produzione è quindi solida dal punto di vista sia del cast che della direzione, con attori credibili nei loro ruoli, un buon taglio registico ed una trama che appassiona, nonostante non sia eccessivamente originale,ma che ha comunque dei guizzi interessanti e si lascia seguire con passione fino alla fine.

Come dicevamo, la nostra interazione con questo film è legata alle scelte che Amy deve compiere ad intervalli regolari. Si può decidere che comportamento tenere con i nostri colleghi, se rispondere oppure no ad una determinata chiamata, o anche situazioni più drammatiche come decidere chi salvare in una determinata situazione, tra due o più opzioni. Ogni scelta comporta dei cambiamenti nel livello di “gradimento” degli altri personaggi nei confronti di Amy, che può essere visualizzato da un menù che su PS4 viene richiamato attraverso il touch pad. Ogni scelta apre una strada diversa che porta quindi ad un finale diverso, con delle ramificazioni che conducono a percorsi alternativi. Alcuni di essi portano alla medesima conclusione se concatenati in un determinato modo, altri ad finali diversi. Il tutto comunque scorre abbastanza linearmente, senza intoppi, dall’inizio alla fine, sostenuto da una buona interpretazione da parte di tutto il cast e con una storia che ha una sua coerenza. Inizialmente abbiamo trovato un po’ di slegatura tra quello che viene introdotto e alcune scelte da fare, ma avanzando nel gioco la logica si fa più chiara, permettendoci di scoprire cosa si cela dietro questo thriller interattivo. Abbiamo qualche riserva su alcuni percorsi che abbiamo deciso di seguire, in quanto poi il finale, secondo noi, si discosta un po’ troppo rispetto a quanto ci siamo immaginati, costruendo la trama con determinate scelte. Sicuramente questo titolo non ha le velleità di Detroit: Become Human in termini di complessità, ma ci saremmo aspettati una maggiore coerenza nello sviluppo di alcuni segmenti della trama rispetto al finale che poi abbiamo raggiunto.

Non essendo un gioco nel vero senso del termine, ma più una vera e propria produzione cinematografica, ci ha comunque stupito positivamente, a parte il buon livello di recitazione dei personaggi, anche la realizzazione generale e la ricostruzione realistica degli ambienti. Il laboratorio di massima sicurezza restituisce benissimo l’idea di quello che rappresenta, gli abiti, le strumentazioni, gli ambienti in generale sono molto plausibili, sempre rimanendo nell’ottica di un’opera di fantasia. Un po’ meno realistica è l’implementazione della Computer Grafica all’interno di alcune scene, che si fonde male con gli ambienti reali, creando la sensazione di posticcio.
Non è necessario rigiocare tutta l’avventura nella sua interezza per sbloccare i vari finali, in quanto è possibile saltare scene già viste per poter procedere più speditamente nelle run successive. Questo è un elemento positivo e basta ricordarsi le scelte che abbiamo fatto, o se abbiamo la memoria corta, appuntarcele, per poter sbloccare tutte le scene e i finali disponibili in un tempo abbastanza breve. L’intero film “giocato” dall’inizio alla fine, dura circa un paio d’ore complessivamente, ma le run successive si possono fare in poco più di mezz’ora, saltando le scene già visualizzate.

Il film è in inglese con sottotitoli in italiano.

In Conclusione

The Complex è a tutti gli effetti un film interattivo, che conta un buon cast ed una buona realizzazione complessiva. Anche la trama è ben strutturata, prendendo gli elementi del thriller, mescolandoli con un pizzico di fantascienza, per ottenere un buon mix tra l’investigativo e l’introspettivo. Guidare Amy nelle sue scelte ci metterà di fronte a scelte a volte difficili, moralmente ed eticamente, stimolandoci anche a ripercorrere il gioco per variare sia i percorsi che conseguentemente i finali, che sono in tutto nove. In alcuni casi manca un po’ di coerenza tra le scelte fatte e il risultato finale, ma nel complesso è un’ottima produzione, ben diretta ed interpretata.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per PlayStation 4. 

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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