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Oniken: Unstoppable Edition- Recensione

Chi è cresciuto a pane e console 8-bit non può non considerare Oniken come una atto d’amore verso quella generazione di giochi. Ma a pensare che i giochi di una volta esenti fossero esenti da difetti e riproporre alcune dinamiche di gioco, si rischia di creare un titolo troppo punitivo. È questo quello che succede con Oniken? Scopritelo assieme a noi in questa recensione.

Vestiremo i panni del ninja Zaku, e attraverso sei livelli a scorrimento laterale, dovremo farci strada tra nemici di varia foggia e temibili boss finali, che metteranno a dura prova i nostri riflessi e a cvolte anche la nostra pazienza. In pratica ci troviamo di fronte ad un classico platform d’azione che strizza abbondatemene l’occhio al classico Shinobi e a tutti i suoi cloni.

La storia è un mix tra Terminator e Ken il Guerriero, poiché il nostro compito sarà quello di salvare la terra, devastata da un cataclisma, dal dominio di un esercito di robot. Sinceramente ormai questo tipo di trama è eccitante come veder salire il caffè nella moka, ma alla fine serve essenzialmente per creare un collante tra le varie fasi del gioco. Le cutscene sono carine, ironiche nei contenuti e ben realizzate in pixel art, ma aggiungono veramente poco all’esperienza complessiva del gioco.

Fortunatamente Il gameplay di Oniken è solido, anzi ben rodato e collaudato. Si ha una grande soddisfazione nell’abbattere nemici e boss di seconda categoria, ma appena si arriva ad incrociare le armi con i Big Boss di ogni livello, si devono comunque sfoggiare doti di abilità e precisione veramente elevate, tanto da mettere in difficoltà anche i giocatori più esperti. Durante ogni livello potremo raccogliere delle granate che ci torneranno utili per abbattere i nemici più coriacei, anche se per utilizzarle senza sprecarle, è necessario fare un po’ di pratica con i comandi. La spada, ovvero la nostra arma principale come in Stider, può ricevere potenziamenti raccogliendo power-up durante il cammino, che ci permetteranno di avere un portata maggiore nella fase di attacco.  Naturalmente saranno disponibili delle ricariche alla nostra salute che viene intaccata molto spesso dai colpi nemici. Peccato che tutti i miglioramenti siano limitati a questi, per cui manca un po’ di varietà in essi, cosa che rende un po’ monotono il nostro schema di attacco.

I controlli sono abbastanza accurati, anche se in realtà in alcuni frangenti avremmo preferito un po’ più di precisione, Infatti quando si tratta di aggrapparsi ad appigli di vario genere, non è proprio intuivo e facile, anche considerando il fatto che questo accade anche durante gli scontri con i boss e non solo durante l’esplorazione, per cui il rischio di morire ed essere riportato all’inizio dell’ultimo segmento non è proprio piacevole ed in alcuni casi può risultare un’esperienza abbastanza frustrante. I livelli sono suddivisi quindi in segmenti, che ci permettono per lo meno di non dover ricominciare tutto il quadro da capo che visto il livello di difficoltà complessivo, questa è un’ottima cosa.
Terminando il gioco è possibile accede ad una modalità hardcore, che sinceramente abbiamo abbandonato alla fine del primo livello, perchè la difficoltà è veramente troppo elevata, ma che piacerà a chi ama le sfide al limite dell’impossibile.

La componente grafica è quella tipica dei giochi ad 8-bit, con un’alta cura del dettaglio degli sfondi, ma un po’ meno delle animazioni, che risultano un po’ troppo stereotipare e troppo simili a cose già viste. Il comparto audio si rifà anch’esso a quello che sentivamo generare del NES, rimanendo su degli standard medi che non lo rendono sicuramente niente di memorabile, si per quel che riguarda la colonna sonora o gli effetti.

 

In Conclusione

Oniken prende alcuni elementi positivi dei giochi ad 8-bit, unendoli però ad alcune limitazioni che non lo rendono un prodotto altemente originale. Sicuramente gli amanti degli action platform “old school” apprezzeranno il suo livello di difficoltà sopra la media, ma questo elemento non potrebbe essere gradito a tutti. I casual gamer infatti potrebbero trovarlo troppi ostico e non apprezzarlo adeguatamente, in quanto manca la possibilità di regolare la difficoltà. Ci sono dei livelli molto impegnativi, così come alcune boss fight che ci hanno messo veramente in difficoltà e abbiamo pensato sinceramente di lasciar perdere tutto. Ma la nostra costanza ciu ha permesso di arrivare fino in fondo, anche se vi possiamo garantire che non sarà un’impresa facile. Un gioco consigliato a chi non si lascia prendere dallo sconforto e sopratutto a coloro i quali sono stati forgiati con i titoli della vecchia guardia, che però riusciranno a chiudere un occhio su alcune sbavature, soprattutto nella precisione dei controlli.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dal publisher per PlayStation 4.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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