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Persona 5 Royal – Recensione

Il 4 Aprile del 2017 usciva il tanto atteso Persona 5, ultimo capitolo della celebre saga targata Atlus e di fatto uno dei migliori jrpg mai realizzati. Abbiamo già espresso i nostri pareri sia sul titolo che sulla saga, ed è stato impossibile non riconoscere il grandissimo valore del titolo e la sua trasversalità in grado di renderlo appassionante anche ai meno smaliziati. Due anni dopo, Atlus ritorna con una versione Royal che, oltre ad apportare numerose migliorie, introduce la completa localizzazione in italiano del titolo rendendolo così ancora più accessibile al grande pubblico. Se al momento dell’annuncio di questa nuova versione molti utenti hanno storto il naso davanti all’ipotesi di dover acquistare nuovamente il gioco al posto di poter avere i nuovi elementi sotto forma di dlc (magari gratuito), sono bastate poche ore per spazzare via qualunque dubbio. Persona 5 Royal si afferma con prepotenza come uno dei migliori titoli del genere jrpg, pronto a sfidare a testa alta anche i nomi più blasonati. Scopriamo quindi quali migliorie sono state apportate dal team in questa versione!

Indubbiamente la novità che salta subito all’occhio (e che è stata ampliamente pubblicizzata) è senza dubbio la tanto richiesta presenza di una localizzazione italiana. La barriera linguistica rappresentata dall’uso dell’inglese è stata finalmente rimossa in favore di una completa traduzione di tutti i testi del titolo. Nonostante qualche scetticismo iniziale, non posso che definirmi soddisfatto dall’opera di adattamento svolta, che riesce a tradurre senza mai snaturare espressioni gergali o abilità. Chiaramente viste le differenze linguistiche alcune sfumature finiscono per perdersi, ma si tratta veramente di dettagli minimi che non influenzano in nessun modo la godibilità e l’accessibilità alla bellissima trama che caratterizza il titolo. L’altra grande novità è senza dubbio rappresentata dall’introduzione di un nuovo semestre ricco di eventi e che andrà sbloccato attraverso il raggiungimento di particolari requisiti, per dare accesso a nuovo “true ending”. Senza cadere nello spoiler (che sarebbe un peccato vista l’altissima qualità della narrazione) sappiate solo che i nuovi personaggi introdotti hanno un ruolo chiave in questa parte extra, in particolar modo la storyline di Kasumi Yoshizawa. La new entry all’interno del gruppo dei Ladri Fantasma si dimostra all’altezza della situazione, inserendosi senza forzature all’interno del complicato intreccio che già caratterizzava il titolo. Se proprio vogliamo trovare un neo sul fronte della trama è l’aver concentrato la maggior parte delle novità nelle fasi finali del titolo e dietro il raggiungimento di alcuni (a dire il vero abbastanza abbordabili) requisiti. Indubbiamente questa scelta è stata dettata dalla volontà di non alterare eccessivamente la narrazione originale, ma potrebbe far storcere il naso ai veterani alla ricerca di novità fin da subito. Al netto di questa piccola critica però, Persona 5 Royal riesce nuovamente a conquistare il pubblico grazie alla sua trama matura e straordinariamente intricata, che riesce a non scadere negli stereotipi del genere ed anzi li sfrutta per sorprendere il giocatore. L’aggiunta dell’italiano impreziosisce il pacchetto, rendendo l’aspetto narrativo del titolo un’eccellenza assoluta.

Il lato più colpito da questa nuova edizione del titolo è però quello del gameplay, grazie all’innumerevole quantità di ritocchi al bilanciamento, alla gestione del tempo, al combat system ed a praticamente ogni aspetto del gioco. Oltre all’introduzione di tantissime nuove Persona, i nostri indispensabili alter ego in combattimento, molte delle vecchie hanno subito ritocchi alle loro statistiche o modifiche alle abilità disponibili in modo da rendere più bilanciata (ma non più semplice) la sfida offerta. Allo stesso modo è stato arricchito l’arsenale di oggetti a nostra disposizione, tra i quali spiccano fin dalle fasi inziali i vari accessori in grado di donarci temporaneamente l’uso di abilità extra attive e passive. Altra grande modifica è quella apportata ai Baton Pass, adesso denominati Staffetta, e che si potenziano man mano che vengono eseguiti in sequenza fino a concedere l’uso gratuito di abilità e considerevoli incrementi alle capacità d’attacco e di cura (oltre al recupero di preziosi HP ed SP se adeguatamente migliorati attraverso le giuste abilità). Ovviamente le novità non riguardano solo cose a nostro vantaggio, e coinvolgono anche i nemici che adesso vantano tra le loro file una nuova categoria di Ombre in grado di rispondere istantaneamente ai nostri attacchi ma che esploderà danneggiando i suoi alleati una volta sconfitta. Un ruolo centrale nelle modifiche ai nemici è stato sicuramente riservato ai vari boss, che adesso dispongono di tecniche e fasi interamente nuove, in grado di prendere in contropiede i giocatori più smaliziati e convinti di sapere cosa aspettarsi. Giocatori che saranno piacevolmente sorpresi del nuovo design dei dungeon, che attraverso l’uso del nuovissimo rapino, guadagnano dinamismo e complessità tridimensionale oltre a nuovi percorsi e segreti da scoprire. Chiaramente orientata ai giocatori più abili è la possibilità di intraprendere delle speciali sfide presso le nostre carceriere Justine e Caroline, alla ricerca di un punteggio sempre più alto e di equipaggiamenti particolarmente potenti. L’inserimento di una terza trasformazione per le Persona dei membri del nostro party, e di una nuova tecnica d’attacco combinata che scaturisce casualmente tra i membri del gruppo vanno a chiudere quest’elenco (che sicuramente non comprende qualcosa) di migliorie che elevano ulteriormente il suo combat system ad uno dei migliori per quanto riguarda i jrpg a turni.

La serie di Persona, in particolar modo da quando è diventata più presente in occidente, ha sempre unito la componente da jrpg a turni a quella di un life simulator dove la gestione del tempo libero del nostro alter ego rappresenta la chiave per il successo. Era quindi scontato che anche questo aspetto fosse rivisto nella versione Royal, non solo aumentando il numero di attività disponibili ma anche modificando la gestione del tempo. L’aumento delle attività che possono essere intraprese di notte, in precedenza uno slot che offriva possibilità molto limitate, ha reso molto più facile vedere quanto la città abbia da offrire o aumentare quella statistica troppo bassa per mandare avanti un Confidente. Un nuovo quartiere è stato aggiunto alla città, oltre a nuove attività da svolgere con i nostri compagni ed una progressione più lineare e snella per la maggior parte dei rapporti con i vari personaggi. Anche il Memento, l’enorme dungeon procedurale che si nasconde sotto la metropolitana della città è stato ampiamente rivisto e migliorato, introducendo un sistema di modificatori in grado di aumentare le ricompense ottenute. La stessa storia dietro il Memento è stata espansa ed approfondita introducendo un misterioso personaggio che in cambio di rari fiori trovati all’interno di gallerie vi fornirà oggetti unici. Sebbene molte delle modifiche alla gestione del tempo ed al ritmo del gioco siano difficili da esplicitare con precisione, la sensazione generale è di trovarsi davanti ad un gioco più accessibile e che permette al giocatore di sfruttare in modo più efficiente il tempo a disposizione senza però modificare in modo troppo evidente la formula della sua versione precedente.

Il lato tecnico è forse quello che viene meno influenzato da questa nuova versione, ma non è comunque privo di modifiche. Al netto di un livello di dettaglio che in alcuni frangenti mostra ancora la sua origine di titolo cross gen, in particolare per quanto concerne alcune texture ambientali, il prodotto vanta una maggiore pulizia dell’immagine ed un frame rate impeccabile (in particolar modo su Ps4Pro). L’utilizzo di alcuni dei modelli di Dancing in Starlight migliora l’impatto visivo complessivo senza però modificare lo splendido lavoro di character design fatto da Shigenori Soejima. Il lato audio vede l’introduzione di ben 30 nuove tracce musicali, che si inseriscono armonicamente nella ricchissima colonna sonora affiancandosi ai bellissimi temi del titolo. L’immensa longevità del prodotto, in grado di superare senza difficoltà le 100 ore, insieme alla presenza di un New Game+ e di diverse difficoltà, lo rende un gioco che pretende l’attenzione assoluta dell’utente per un lungo periodo prima di essere portato a termine.

 

In Conclusione

Con Persona 5 Royal il team di Atlus è riuscito in un compito che sembrava impossibile, migliorando uno dei titoli più riusciti della generazione e del suo genere. Un lavoro di revisione attento e meticoloso, che ne raffina la formula senza intaccare il complicato equilibrio dei numerosi sistemi ed amplia la già straordinaria offerta ludica dell’originale. I nuovi contenuti, sia per quanto concerne la trama che le varie modifiche ed aggiunte al gameplay, si innestano in modo straordinariamente armonioso e danno vita ad un prodotto sublime. Persona 5 Royal è senza dubbio la miglior versione immaginabile di un titolo che non dovrebbe mancare nella collezione di nessun possessore di Ps4 o appassionato di jrpg. L’introduzione della localizzazione in italiano abbatte l’ultima barriera che poteva giustificare qualche scetticismo nei confronti del titolo, e fa ben sperare per una migliore e più rapida distribuzione dei futuri titoli della saga in occidente. Dare un voto numerico in grado di rappresentare l’ulteriore incremento qualitativo senza ricorrere ad un perfect score sarebbe difficile, e mai come in questo caso il voto vuole premiare la capacità di un team di partire da una base ottima e migliorare ulteriormente. Semplicemente un must buy.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dal publisher per PS4.

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Lorenzo "Nameless One" Corda

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.
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