Nioh 2 – Recensione

Dopo una lunga attesa durata tre anni, giunge finalmente sugli scaffali di tutti i negozi Nioh 2, attesissimo sequel di Nioh, uno dei cosiddetti “soulslike” più amati degli ultimi anni che, ricordiamo, è stato anche regalato agli abbonati al servizio PlayStation Plus alcuni mesi fa. Sebbene fin dalle prime battute fosse chiaro che Nioh 2 avrebbe riproposto alcuni elementi del capitolo originale, Team Ninja si è impegnato ad arricchire e approfondire un gameplay di per sé già funzionale, senza però rinunciare a un’impennata della curva di difficoltà e al miglioramento delle strategie di combattimento che fanno di Nioh 2 uno dei più completi soulslike fino a oggi.

articolo a cura di Lorenzo Corda & Mr. Pink

Le vicende narrate in Nioh 2 sono ambientate circa cento anni prima di quelle di Nioh e il protagonista sarà un eroe creato a nostro piacimento attraverso un robusto editor del personaggio che ci permetterà di dare abbastanza sfogo alla nostra creatività, vincolata nel precedente capitolo all’aspetto predefinito del protagonista William. La trama di NiOh 2 reinventa in modo creativo e fantasioso il periodo del Giappone feudale del tardo 1500, uno dei momenti più importanti dell’Epoca Sengoku, in cui tantissimi signori della guerra facevano lotte cruente con l’obbiettivo ultimo dell’unificazione del Giappone. Il protagonista silenzioso (il cui nome è Hide) è un sangue misto, nato da padre umano e madre Yokai, che ha ereditato i poteri della madre e che conduce una vita tranquilla come Cacciatore di Yokai. Questa relativa tranquillità iniziale sarà sconvolta dall’incontro con una delle figure più importante dell’epoca, il grande Nobunaga Oda, che prenderà Hide ed il suo compagno sotto la sua ala e li coinvolgerà nel suo sogno di un Giappone unificato sotto il suo stendardo. La prima metà del gioco è fortemente dominata dalla figura di Oda, che abbandonando il suo tradizionale ruolo da cattivo o quantomeno da antagonista, qui emerge prepotentemente come un generale audace e fortemente determinato dando prova di capacità che lo renderanno decisamente più appetibile al gusto occidentale rispetto alla passate interpretazioni della sua figura. Durante la seconda metà del titolo la trama prende una piega decisamente più sovrannaturale, ponendo l’aspetto storico in secondo piano ma creando comunque un buon intreccio in grado di condurre il giocatore attraverso le numerose ore necessarie a portare a termine il titolo. All’interno del contesto storico che vi abbiamo raccontato, si svolge l’avventura del nostro protagonista attraverso un intricato dedalo di missioni primarie e secondarie, intervallando interventi in grandi battaglie storiche ad improbabili duelli contro generali del calibro di Tadaktsu Honda. Il lato della trama è quindi decisamente promosso, nonostante la presenza di margini di miglioramento nel ritmo della narrazione.


Come abbiamo avuto modo dirvi in precedenza, Nioh 2 è un titolo che pesca a piene mani dal suo passato per quanto riguarda il gameplay, riuscendo però ad ampliarne la formula e il contenuto consolidando il già ottimo lavoro svolto dal suo predecessore. La peculiarità, però, è rappresentata dalla possibilità del protagonista di trasformarsi in tre diverse forme di Yokai (“demone”): feroce, ci permetterà di utilizzare attacchi rapidi e veloci, brutale, invece, permetterà di padroneggiare attacchi potenti a discapito della velocità, spettro che, a differenza dei due precedenti, si limiterà a eseguire attacchi magici dalla distanza. La possibilità di trasformazione in uno Yokai è scandita da una sorta di barra preposta ed è un “arma” che deve essere usata in maniera assolutamente oculata al fine di non farci trovare sprovvisti durante i combattimenti più ostici. Fronteggiando i diversi nemici che ci sbarreranno il cammino, sarà inoltre possibile ottenere dei nuclei speciali che andranno poi inseriti all’interno dei due slot a disposizione di ciascun spirito guida; in base alla potenza del nucleo, il “costo” dell’armonizzazione sarà sempre più alto obbligando il giocatore a valutare con attenzione quali nuclei equipaggiare in base alla tipologia d’attacco e di bonus fornito. Equipaggiando i nuclei  e  spendendo barra anima, potremo effettuare alcuni attacchi speciali capaci di provocare un danno veramente ingente, ampliando così le nostre opportunità tattiche in combattimento. Similmente a quanto accadeva con il capitolo precedente, Nioh 2 offre un set di armi veramente enorme  che va dalle già note spada, lancia, i tonfa, l’Odachi, la Doppia Katana, etc. alle due new entry falcioni e accette. Ogni arma consente tre diverse impugnature, ognuna con un suo specifico moveset e consumo di stamina (o Ki come viene chiamato nel titolo) ed abilità specifiche potenziabili attraverso la spesa di punti in una serie di corposi albero delle abilità. All’uso delle armi si affiancano le tecniche di Ninjitsu e magia Omnyo, che nonostante siano state ampliate rispetto al passato rimangono comunque un complemento all’uso delle armi e non una vera alternativa.

Nioh 2 offre un vasto campionario di nemici che in troppi casi sembrano essere praticamente copia-incollati dall’originale Nioh, sia per quanto riguarda le fattezze estetiche sia per quanto riguarda le animazioni. Fortunatamente, al di là dell’aspetto, i nemici sembrano essere diventati più forti e intelligenti, grazie anche alla possibilità di trasformarsi come accade al protagonista. I nemici, quindi, sono ora molto più potenti e capaci di creare ancora più problemi di quanto non facessero nel capitolo originale. Una delle novità inserite la capacità degli avversari di sferrare attacchi furiosi, che verranno eseguiti quando il loro corpo sarà circondato da un’aura rossa ma che potranno comunque essere interrotti grazie a un tempestivo contrattacco. Nonostante però le numerose capacità a disposizione del giocatore, la difficoltà del titolo mostra evidenti problemi di bilanciamento ed una certa propensione alla slealtà nei confronti del giocatori. Un level design che sfrutta troppe spesso le imboscate o le trappole ambientali per mettere in difficoltà, unito ad un numero di nemici veramente eccessivo, finisce con il frustrare il giocatore che si vede sconfitto da un bilanciamento difettoso piuttosto che da una sfida elevata ma equa. Questo problema si estende anche attraverso i boss, che si dimostrano qualitativamente altalenanti (anche se con picchi abbastanza meritevoli), alternando creature mostruose a samurai e ninja pronti a farci la pelle. Se i nemici umani si dimostrano ben disegnati ed affascinanti, in grado di mettere davvero alla prova la vostra capacità di leggere le animazioni relative ad ogni singola arma, lo stesso non si può dire dei nemici non umani che unendo attacchi difficilmente leggibili ad una capacità di danno molto elevata possono spazzarvi via con pochi colpi. Di poco aiuto saranno le Tombe della Misericordia, rappresentate da una spada blu, utili per avere un’ulteriore compagno di viaggio durante l’esplorazione di un livello ma decisamente meno incisive durante le boss battle a causa di un’intelligenza artificiale decisamente deficitaria.

La natura a missione del titolo rende inevitabile una certa sensazione di deja-vu, che purtroppo coinvolge gran parte dei modelli e dei livelli del titolo. Nonostante sia evidente la volontà di aderire ad uno stile visivo ben preciso, una maggiore varietà nei nemici e nelle armature avrebbe senza dubbio impreziosito il titolo. Questo non vuol dire che i modelli siano mal realizzati, ed in particolare i boss colpiscono per varietà e personalità. Per quanto concerne i vari ambienti invece la sensazione di muoversi sempre attraverso gli stessi scenari è decisamente presente, differenziando di poco le varie zone se non quelle più insolite e sovrannaturali. Fortunatamente la struttura a missioni minimizza l’importanza di una robusta narrazione ambientale, ponendo invece nel combat system il fulcro dell’esperienza. L’aspetto audio offre una colonna sonora appagante ed adeguata, che sottolinea con la giusta enfasi le battaglie più importanti ma che passa in secondo piano durante le fasi esplorative. Allo stesso modo il doppiaggio si dimostra convincente e ben realizzato, e consiglio decisamente l’uso del doppiaggio giapponese per una maggiore immersione nell’atmosfera del titolo. Il mix di difficoltà elevata, le numerosi missioni secondarie disponibili (alcune che richiedono precisi prerequisiti per essere sbloccati) e la presenza di una modalità nuova partita+ garantisce una notevole longevità al titolo, in grado di occupare senza sforzi decine di ore. Se a queste poi aggiungiamo la presenza di un season pass con future espansioni, è chiaro che Nioh 2 è in grado di regalare tantissimi contenuti a chiunque voglia dargli una possibilità.

 

In Conclusione

Nioh 2 è un soulsike avvincente in cui i giocatori dovranno mettere alla prova i propri nervi e tempismo per giungere vivi fino all’ultima missione. Il gameplay fonda le sue basi sul successo del capitolo precedente, ma si mostra decisamente più profondo e ramificato, con un’ampia possibilità di personalizzazione del personaggio e delle armi a 360 gradi, riuscendo così ad allontanare definitivamente da se l’etichetta di clone in salsa giapponese di Dark Souls e dando vita così ad un brand con sue meccaniche e peculiarità. Purtroppo però il titolo mostra diversi difetti che gli impediscono di consacrarsi accanto ai suoi fratelli maggiori, a partire dalla presenza eccessiva di asset riciclati e un comparto tecnico sì curato, ma non quanto ci saremmo aspettati da un titolo pubblicato  nel 2020. Una difficoltà che troppo spesso viene aumentata in modo artificioso, unita ad un level design che punisce brutalmente il giocatore alla minima disattenzione, può scoraggiare i giocatori meno determinati e pazienti. Se invece sarete in grado di superare queste imperfezioni, sarete ricompensati ad un combat systema profondo e ricchissimo di possibilità, che esalta la libertà concessa durante lo sviluppo del personaggio e premia i giocatori più determinati.  Indubbiamente Nioh 2 è un titolo che va assolutamente acquistato se siete amanti dei titoli dotati di un livello di sfida alto e dove il combat system e lo sviluppo del personaggio sono messi al primo posto anche al netto di alcune imperfezioni tecniche e di bilanciamento.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dal publisher per PlayStation 4.


8.0
voto