Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX – Recensione

In un periodo decisamente piatto per la console ammiraglia Nintendo fa capolino sul mercato Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX, un titolo ripescato direttamente dal passato di Gameboy Advance e Nintendo DS e che a suo tempo riscosse parecchio successo grazie a un gameplay intricato e avvincente e a un copioso numero di Pokémon protagonisti. Riuscirà Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX a risultare un prodotto convincente anche a quattordici anni di distanza dalla pubblicazione originale?

“Parcheggiato” per il momento l’universo principale dei Pokémon in attesa delle espansioni di Scudo e Spada, Nintendo ha spostato l’attenzione sul marketing di Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX un titolo che si discosta notevolmente dalle meccaniche dei titoli Pokémon a cui siamo abituati. I titoli della serie Mystery Dungeon, infatti, mostrano una trama per certi versi più corposa e annodata rispetto ai titoli della serie Pokémon tradizionali ma, a differenza di quest’ultimi, lo sviluppo degli eventi avviene attraverso una costante esplorazione di Dungeon che il sistema genera automaticamente di volta in volta, anche nel caso in cui ci accingiate a visitare un dungeon esplorato precedentemente. Sebbene mostrino fin da subito una struttura a più piani, purtroppo, i dungeon risultano essere fin da subito identici tra loro, nonostante sia presente un dedalo di strade percorribili al fine di ottenere nuovi oggetti nascosti oppure di raggiungere il piano successivo. Per gli utenti più pigri (come il sottoscritto), gli sviluppatori hanno inserito la possibilità di procedere a una esplorazione automatica del dungeon che verrà disattivata ogni volta che vi imbatterete in un nemico.  In ogni caso bisogna ammettere che la ripetitività del gameplay circa la fase esplorativa non tarderà ad arrivare, soprattutto se pensate di dedicarvi a sessioni di gioco intense e prolungate; discorso diverso invece è se prenderete Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX come un titolo per delle partite “mordi e fuggi”: in questo caso potreste non accusare l’onnipresente e fastidioso senso di deja-vù.
L’incipit della storia si presenta veramente strano ma, al contempo, interessante: il protagonista del gioco è un essere umano che, non si sa per quale ragione, la mattina si sveglia nei panni di un Pokémon (che vi verrà assegnato alla fine di una serie di domande). Dopo avere incontrato un altro Pokémon, nel nostro caso Charmender, entrambi i personaggi decidono di mettere in piedi una squadra di soccorso che si occuperà di completare alcune missioni specifiche e di salvare altri Pokémon in difficoltà. Quello che vi abbiamo raccontato è solamente l’inizio di una storia che, almeno nelle prime fasi di gioco, si presenta abbastanza semplice e infantile ma che procedendo nella storia e nelle missioni andrà via via diventando più profonda e articolata.

Come abbiamo avuto modo di dirvi poco più su, durante le fasi esplorative sarà possibile imbattersi in altri Pokémon ostili che faranno di tutto per intralciarvi il cammino. A differenza della serie principale, in Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX i combattimenti non sono slegati dal resto del gioco ma, anzi, sono integrati nella fase esplorativa. In sostanza, andando incontro a un Pokémon-nemico presente nel dungeon sarà possibile immediatamente sferrargli contro uno dei quattro attacchi a disposizione del proprio Pokémon e/o dei propri compagni di squadra che, in linea di massima, agiranno in totale autonomia se non deciderete di prenderne il controllo. A seguito di  un’alternanza tra attacchi inflitti e ricevuti, sarà possibile ottenere dei punti esperienza con cui far eseguire un level-up ai membri della propria squadra e ottenere alcuni oggetti aggiuntivi. Durante le scorribande nei vari dungeon è assolutamente importante tenere d’occhio l’indicatore di fame del proprio Pokémon che, se dovesse raggiungere lo 0, provocherà l’istantaneo svenimento del personaggio. Rispetto alla versione originale del gioco, questa volta il numero di Pokémon che potranno unirsi alla nostra squadra è aumentato fino a un massimo di otto, stesso discorso invece per il roster di Pokémon utilizzabili, molto più ampio ed evoluto rispetto alla prima release.
Durante le prime fasi di gioco, oltre ad apprendere le meccaniche di lotta e i diversi comandi, ci verrà mostrato una sorta di hub di gioco (il Borgo Pokémon) in cui sarà possibile dedicarsi ad alcune attività propedeutiche alla missione: oltre alla casa del protagonista, è possibile recarsi in una serie di negozi ad acquistare oggetti oppure depositare o ritirare denaro. Presso il suddetto hub è possibile inoltre allenare Pokémon (senza essere obbligati per forza a esplorare i dungeon) ed è inoltre possibile acquistare dei Campi Base, delle aree utili per ospitare i diversi Pokémon che decideranno di unirsi alla nostra squadra. Ricordate, però, che ogni tipo di Pokémon necessita di uno specifico campo base, senza il quale non gli sarà possibile entrare a far parte del nostro team. L’ufficio postale Pelipper, invece, sarà il luogo in cui sarà possibile ottenere o inviare richieste di soccorso.

Come abbiamo avuto modo di ricordarvi all’inizio di questo articolo, sono passati circa quattordici anni dalla prima versione di Pokémon Mystery Dungeon e, nonostante il maggior numero di risorse messe a disposizione di Nintendo Switch, il comparto tecnico del gioco non è del tutto soddisfacente. Il comparto grafico, infatti, presenta una semplice ripulitura visiva e una maggiore definizione dei modelli dei personaggi, comunque ben lontani dalla definizione vista in Pokémon Scudo e Spada; per quanto riguarda invece gli ambienti di gioco invece, come abbiamo avuto modo di dirvi poco più, sono troppo spogli e simili tra loro. Il comparto audio invece si limita a riproporre i brani di Pokémon Mystery Dungeon riadattati in una chiave moderna, sicuramente più gradevole da ascoltare.

In Conclusione

In un periodo “piatto” per Switch, in attesa di Animal Crossing: New Horizons, Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX rappresenta una ventata di freschezza, soprattutto grazie al suo gameplay leggero (ma non per questo poco profondo) e ai suoi colori perennemente accesi e variopinti. Purtroppo però, a causa dell’estrema ripetitività nelle meccaniche di gioco, ci sentiamo di consigliarvi delle sessioni di gioco brevi o comunque frazionate così da non avere l’impressione di stare facendo da ore sempre le stesse cose. Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX  può rappresentare un buon punto d’inizio per la serie Mystery Dungeon su Nintendo Switch, ma da eventuali nuovi e futuri capitoli ci aspettiamo sicuramente qualcosina in più.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dal publisher per Switch


7
voto

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