Rune Factory 4 Special – Recensione

Il genere dei farming game è sempre stato un mondo che ho frequentato poco. Le meccaniche estremamente ripetitive, che affondano le loro radici (per rimanere in tema) in un grinding costante e spesso poco vario non sono mai state in grado di attirarmi realmente. L’unica eccezione fu Rune Factory, che nel lontano 2006 offriva una gradevole contaminazione del genere con meccaniche rpg ed esplorazione di dungeon. Il titolo diede il via ad una fortunata saga, sviluppata da Neverland fino alla sua chiusura ben bancarotta nel 2013. Di recente però Marvelous AQL ha ricostruito il team dietro lo sviluppo dei titoli per portare su Switch un nuovo episodio. Nell’attesa dell’uscita di Rune Factory 5, Marvelous (Xseed nel territorio non giapponese) ha deciso di portare sulla nuova ammiraglia Nintendo un remake del 4 episodio del titolo chiamandolo Rune Factory 4 Special. Preparatevi quindi spada e zappa, e tuffiamoci nel mondo di Rune Factory.

Nei panni di un giovane (o di una giovane) senza nome, ci troveremo in pellegrinaggio verso la lontana città di Selphia per offrire un dono alla sua misteriosa divinità. Purtroppo, il nostro trasporto verrà attaccato da alcuni briganti ed in seguito ad una violenta colluttazione ci troveremo a senza memoria ed ospitati proprio dalla divinità della città, che ci scambierà per un principe in visita e ci ospiterà nel suo tempio fin tanto che ci prenderemo cura dell’appezzamento terriero retrostante e che ci dedicheremo all’amministrazione della città al posto del vero principe (poco propenso alle responsabilità del suo ruolo). Per quanto funzionale, l’incipit della trama tradisce fin da subito come questa passi in secondo piano rispetto al gameplay, anche a causa di un ritmo estremamente lento che lascia totalmente in mano al giocatore la scelta di quando proseguire nella trama. Al netto di un cast di comprimari ben scritto e decisamente sopra le righe, in grado di intrattenere durante le svariate ore di gioco del titolo, la trama si rivela decisamente trascurabile nell’economia del titolo e non ne rappresenta certo uno dei punti di forza a differenza del gameplay.

La saga di Rune Factory si è sempre distinta nel genere per via della sua capacità di introdurre elementi rpg come il combattimento e la magia all’interno di una formula altrimenti fin troppo ripetitiva. La gestione del nostro appezzamento terriero comporta una grande mole di azioni e decisioni, a partire dalla semplice manutenzione del fondo fino alla ben più complessa scelta di quali semi piantare per ottimizzare raccolti e guadagni, mentre facciamo il conto con la stamina del nostro personaggio ed il clima del luogo. Ogni compito portato a termine, per quanto apparentemente piccolo o poco importante, concorre a migliorare il nostro personaggio e gli strumenti a sua disposizione, garantendo una costante e piacevole sensazione di crescita. Se si considera che esiste persino una statistica legata alla nostra capacità di dormire, che migliora praticamente ogni giorno, è facile capire che il team si sia voluto assicurare che il giocatore percepisca come ogni azione ne migliori il rendimento all’interno del gioco. Ma non dovremo occuparci esclusivamente della coltivazione, dovremo anche impugnare le armi per esplorare le pericolose terre selvagge che si estendono poco oltre i confini cittadini.  Anche se il combat system si dimostra decisamente semplicistico, così come la gestione dei vari parametri e dell’equipaggiamento, le nostre escursioni all’interno dei vari dungeon presenti offrono un gradevole cambiamento rispetto alla routine bucolica presente. Dove però il titolo brilla davvero è nella sua capacità di interconnettere questi due mondi, creando una routine piacevole e coinvolgente. Dal vostro orto produrrete cibi e risorse indispensabili per le vostre esplorazioni, che a loro volta vi daranno accesso a materiali che vi aiuteranno nella coltivazione, mentre le statistiche del vostro personaggio crescono in modo costante.

Questo rende ben fruibile il titolo anche in sessioni ridotte, sfruttando così appieno anche la capacità mobile della Switch, così come accadeva con il 3DS. Unico difetto in questo loop collaudato è la mancanza di un tutorial abbastanza robusto, in grado di chiarire le numerose interazioni tra attività e statistiche. Tecnicamente il titolo non nasconde la sua età, essendo uscito quasi 8 anni fa su Nintendo 3ds, e nonostante una maggiore pulizia visiva appare praticamente identico all’originale. Il design dei vari personaggi è funzionale e convincente, anche se ricalca fin troppo i tipici stereotipi delle produzioni giapponesi. Il comparto animazioni del titolo lascia a desiderare, ed anche i suoi scenari finiscono ben presto per tradire una certa ripetitività. Il comparto sonoro non si dimostra particolarmente degno di nota, con musiche abbastanza anonime e che ben preso finiscono per essere dimenticare dal giocatore.

 

In Conclusione

Rune Factory 4 Special è indubbiamente un buon titolo per chiunque sia alla ricerca di un prodotto in grado di offrire una grande mole di cose da fare e da vedere, grazie al suo riuscito mix tra farming game ed rpg. La profonda interconnessione tra questi due aspetti, che trasformano ogni attività in un preparativo utile alla successiva, dona al giocatore una sensazione di sviluppo costante ed allevia la percezione negativa della considerevole mole di grind presente. Nonostante un comparto tecnico che tradisce la sua natura di titolo nato su portatile, ed una serie di modalità extra che a conti fatti aggiungono poco all’offerta ludica complessiva, il titolo si dimostra assolutamente valido ed in grado di dare tantissime ore di intrattenimento anche se lievemente ripetitive.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per Switch.


6.8
voto