Samurai Shodown (Switch) – Recensione

Samurai Shodown è un franchise leggendario nato durante l’era degli arcade degli anni ’90, quando i giochi di combattimento dominavano incontrastati la scena. Quelli che come me sono stati abbastanza fortunati poter giocare e possedere un Neo-Geo MVS hanno potuto gustarsi l’unico gioco di combattimento all’epoca esulava dai canoni abituali, grazie all’inventiva e alla lungimiranza di SNK. Samurai Shodown si svolgeva luogo duecento anni fa nel Giappone governato da shogun, con protagonisti  indiscussi samurai, ninja, cavalieri e altri personaggi di incontrastato fascino. Oggi, dopo ben 27 anni dall’uscita del titolo originale, siamo nuovamente trasportati nell’era del Tenmei per un reboot di Samurai Shodown. Scopriamo assieme se questa lunga attesa è valsa la pena!

Samurai Shodown segue vagamente la trama del gioco originale. C’è un nuovo protagonista, Yashamaru,  ma i vecchi favoriti come Haohmaru,Nakoruru e Ukyo sono ancora presenti. Ad un roster di tutto rispetto, grazie al DLC, abbiamo 13 veterani e tre nuovi arrivati. Ogni personaggio ha un tema e uno stile di gioco unico ed originale, che non “scimmiotta” altri giochi del genere. Ed uno dei punti di forza di questo reboot è sicuramente il design visivo di ogni personaggio.

Il tipo di combattimento esula delle macchinose combinazioni di colpi che devono essere sapientemente realizzate ed eseguite, portandoci nel campo degli scontri classici. Immaginate a un duello in un vecchio film di samurai: due avversari si incontrano, la tensione aumenta, il sudore scende lento lungo la tempie dei due contendenti e all’improvviso parte l’attacco da entrambe le parti, dando vita ad una danza di spade e di corpi che evitano fendenti e si destreggiano per sconfiggere l’avversario. Ecco, ogni scontro in Samurai Shodown è una danza, elegante e cruenta, fino all’ultimo respiro, colpo su colpo, fintanto che uno dei due contendenti non riesce a sferrare il colpo decisivo ed assicurarsi la vittoria, con gloria ed onore.

Avremo a disposizione  a quattro attacchi – leggero, medio, pesante e calcio- e alcune tecniche avanzate che permettono di aggiungere un po’ di tattica ad ogni scontro. Si può rompere la guardia avversaria, schivare e scatenare micidiali attacchi speciali. Quando l’indicatore della rabbia è pieno, si può rilasciarla per avere un temporaneo aumento della potenza d’attacco ed eseguire alcune mosse davvero appariscenti e devastanti. Questa possibilità è utilizzabile solo una volta durane ogni singolo scontro, quindi vi consiglio di attivarla nel momento più utile.

Ogni personaggio che ha il suo stile visivo e di combattimento che ci permette di utilizzare varie strategie di attacco e difesa diverse a seconda di chi selezioniamo. Ci sono personaggi veloci ma deboli negli attacchi, altri più lenti e pesanti, ma dalla forza devastante, per cui sarà compito nostro provarli tutti e decidere quale sia quello che più si addice al nostro modo di giocare. Il consiglio è di iniziare a giocare con i personaggi più bilanciati, tipo Haohmaru, per poi passare a sperimentare gli altri. Fortunatamente il numero di comandi limitati, che potrebbe apparire un limite, permette invee di imparare con naturalezza le varie mosse e tecniche di combattimento che contraddistinguono ogni singolo combattente ed apprezzare quindi le loro caratteristiche senza dover troppo impazzire in complicate combinazioni.

La grafica in generale è sorprendente. Samurai Shodown prende ispirazione dallo stile artistico di Street Fighter 4 con contorni spessi, effetti visivi inchiostrati e una tavolozza di colori naturale per evocare la sensazione del vecchio Giappone. Lo Switch riesce a renderizzarlo tutto senza singhiozzi, cosa che non avevo dato per scontato quando avevano annunciato il porting sulla console Nintendo. La mia preoccupazione principale è che ci potessero essere dei notevoli cali di framerate per mantenere una grafica di ottimo livello come quella vista sulle altre console, ma fortunatamente così non è stato.Non ho notato una caduta di un singolo frame da nessuna parte, e anche con il controller wireless non ho rilevato alcuna latenza imprevista.

La modalità Storia di Samurai Shodown sembra uscita pari pari dagli arcade anni ’90 di fare le cose. Dopo una breve introduzione sulla motivazione del tuo personaggio e una breve descrizione degli eventi che guidano la narrazione, dovremo combattere di avversario in avversario. selezionati in modalità casuale, fino al boss finale, che si è rivelato di una difficoltà veramente elevata, anche per un veterano dei picchiaduro come il sottoscritto. Ma con qualche “continue” si ha comunque la meglio e ci si può godere il filmato finale dedicato al sinolo personaggio e sbloccare un po’ di elementi estetici, filmati e altre amenità.

Samurai Shodown ha anche altre modalità offline. La modalità Gauntlet ti consente di combattere con  ogni personaggio in una serie di match best-of-one. Time Trial e Survival mettono alla prova le vostre abilità per velocità e resistenza, rispettivamente.

Ci sono, ovviamente, battaglie online, con modalità classificate e casuali. Purtroppo non ho avuto modo di testarle perché nel frattempo mi è scaduto l’abbonamento all’online della Nintendo.
C’è anche il Dojo, che ti consente di scaricare i dati dei giocatori da Internet e combattere i “ghost”  di altre persone. Sembra un modo decente per esercitarsi, anche se non è comunque un degno sostituto per gli avversari dal vivo.

Come fan di Samurai Shodown e dei suoi seguiti, adoro il modo in cui SNK è riuscita a rimodernare la serie  senza perdere ciò che l’ha resa così unica, senza snaturarla . Il design dei  personaggi è eccellente e non farete fatica a trovare il vostro preferito o preferita in pochissime partite. Anche il comparto audio, sia come colonna sonora che come effetti, e gli stage sono di ottima fattura. Da ogni singolo pixel questo gioco trasuda amore verso la serie e verso i fan.

Ci sono però un paio di elementi che non rendono Samurai Shodown un gioco eccelso. Ci sono i tempi di caricamento, che pur non essendo i peggiori che abbia mai sperimentato, sono comunque troppo lunghi tra un combattimento e l’altro. Questo penalizza il ritmo, che viene spezzato, facendo cadere la tensione che invece è un elemento portante di ogni gioco di scontri. Passare da un avversario all’altro è adrenalinico, ma se questa adrenalina viene diminuita, il feeling cade rapidamente in semplice monotonia. L’altro elemento negativo, per me che non possiedo un stick di combattimento arcade, è la scarsa precisione dei controller standard della Switch. Anche con un Controller Pro la situazione non cambia e ho avuto palesemente la sensazione di andare a casaccio, non per colpa della latenza, ma della scarsa attendibilità dei comandi.

In Conclusione

Samurai Shodown prende il meglio di quello che i picchiaduro arcade “old school” avevano da offrire e lo mescola sapientemente con elementi moderni, sia grafici che di gameplay, creando un cocktail unico e dinamico per i giocatori moderni. Non so come ma SNK è riuscita a fare un porting  su Nintendo Switch che pur non essendo perfetto, riesce a fare quello che deve fare in maniera stupefacente. Se siete coloro che amano i giochi di combattimento che premiano la pazienza, la strategia e il tempismo, allora potete prendere tranquillamente Samurai Shodown, ma con l’avvertenza di dotarvi di uno stick arcade, perché i controlli tramite Joy-Con o Controller Pro sono purtroppo non tanto precisi quanto servono.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per Nintendo Switch

 


8
voto