Dreams – Recensione

Chi nella propria vita non ha mai pensato almeno una volta di voler creare un videogioco? Tutti i videogiocatori almeno una volta hanno desiderato ardentemente di poter migliorare un titolo già esistente o, addirittura, crearne uno da capo. E così, nel corso del tempo, una serie di sviluppatori, amatoriali e non, hanno dato sfoggio della loro fantasia, creando titoli  grazie sia a editor intuitivi (ma dalle potenzialità limitate)  sia al quantitativo spropositato di informazioni reperibili in rete che hanno dato praticamente a tutti la possibilità di improvvisarsi programmatori. Nel corso degli anni, però, il team di sviluppo Media Molecule, grazie ai 3 capitoli della serie LittleBigPlanet, ha fornito degli strumenti basilari per creare dei veri e propri videogiochi, grazie alla combinazione di una serie quasi infinita di elementi messi a disposizione del giocatore. Grazie alla potenza di PlayStation 4 e a un duro lavoro durato anni, Media Molecule ha creato Dreams un titolo che porta l’universo di LittleBigPlanet a un livello successivo e che consente ai giocatori di far diventare reali e concrete tutte le idee che hanno nella loro testa.

Mettiamo le cose in chiaro: Dreams non è un gioco, o meglio, non è un gioco nel senso letterale del termine. Se dovessi fare un’analogia per spiegare Dreams, probabilmente prenderei a esempio i celebri mattoncini danesi LEGO: partendo da un infinito spazio di appoggio, i giocatori potranno collocare su di esso una serie di elementi, decorativi e non, modificandone tutte le caratteristiche e dare così vita al proprio progetto. Ecco, ora abbiamo spiegato Dreams in breve (e qualcuno di voi potrebbe decidere di andare a leggere direttamente il commento finale n.d.a.), ora invece cercheremo di raccontarvi l’esperienza di utilizzo di Dreams perché, per certi punti di vista, non è un titolo facilmente descrivibile.
Dreams è a tutti gli effetti, e lo si capisce fin dalle prime battute di gioco, una celebrazione e un’esaltazione degli sviluppatori indipendenti che con dei budget contenuti ma con delle idee chiare e solide sono stati capaci di proporre al pubblico nel corso del tempo dei veri e propri capolavori. L’idea che c’è alla base di Dreams è molto semplice ma allo stesso efficace in quanto il giocatore è chiamato a strutturare il proprio titolo fin dalle fondamenta, partendo dai fondali e dagli elementi che lo decorano, passando per la creazione del personaggio, la cui struttura è completamente personalizzabile e lo stesso si può dire del set di movimenti di cui sarà dotato; a completare il quadro, ovviamente, c’è la possibilità di utilizzare, creare o attingere a un vasto campionario di colonne sonore, create da Media Molecule o da altri utilizzatori di Dreams, a cui verrà fornito in automatico un tributo nei dettagli del gioco. A descrivere così Dreams è facile pensare che presto o tardi ci si imbatterà in una qualche sorta di linea di codice da programmare o magari qualche elemento che richiede un minimo di conoscenze di informatica avanzate ma state tranquilli, niente di tutto questo si verifica in Dreams poiché ogni creazione, ogni setup, ogni modifica viene eseguita attraverso alcuni appositi menù che non complicheranno la vita ai creatori ma, anzi, la semplificheranno nei più svariati modi possibili. Dreams, insomma, non arronza nessun aspetto del videogioco ed elementi come illuminazione, mappe, collegamenti logici nella storia possono essere completamente strutturati e manipolati a proprio piacimento.
Fortunatamente, però, come da prassi nei titoli di Media Molecule, il giocatore non viene catapultato immediatamente nell’editor di gioco e dato in pasto alle decine di menu possibili, o meglio, può farlo, ma come stesso il sistema di gioco consiglia, è presente una lunga serie di  tutorial che spiegano tutte le funzioni e le caratteristiche dei menu di gioco e, oltre a fornire formazione, i tutorial danno la possibilità di sbloccare nuovi contenuti da poter utilizzare per la creazione dei propri titoli.
Nella fase creativa, però, Dreams mostra un limite fin da subito. Nonostante le diverse sezioni siano ben distribuite e ben organizzate così da non creare sconpiglio e confusione, si sente fin da subito la mancanza di poter utilizzare un mouse o una tastiera: le levette analogiche, infatti, non sempre garantiscono una immediata precisione nella collocazione degli elementi o, per esempio, nel prolungamento di un percorso sulla mappa di gioco. Peccato per questa mancanza, ma non escludiamo, come vociferato in passato, che questa possibilità venga inclusa in un futuro aggiornamento.

Passiamo ora ad analizzare l’altra faccia di Dreams, quella che probabilmente potrà interessare ai giocatori più pigri o a coloro che non hanno tempo o voglia di stare lì a creare dei contenuti; Dreams offre  infatti la possibilità di giocare ed esprimere il proprio gradimento per titoli realizzati da altri sviluppatori e la scelta è veramente ampia e il numero di titoli disponibili è costantemente in aumento. Oltre a remake e “versioni Dreams” di titoli già noti, una vasta gamma di novità attendono i giocatori e i titoli appartengono ai più svariati generi e con i gameplay più strani che potete immaginare. Giusto avvisare, però, che questi titoli non contengono alcun trofeo da ottenere e il loro completamento e fine a se stesso.
I ragazzi di Media Molecule, però, non hanno voluto mancare l’appuntamento con una modalità di gioco “campagna” completabile in tre ore denominata Il Sogno di Art.  Il Sogno di Art  vede come protagonista un contrabbassista che, a causa dei contrasti col resto della band, decide di abbandonare la musica e tutti i sogni di gloria a esso collegati.  Questo titolo in buona sostanza non è altro che un mezzo per dimostrare ai giocatori cosa è possibile creare con Dreams e i requisiti fondamentali sono solamente due: la fantasia e la pazienza.

In Conclusione

Come vi avevamo premesso a inizio articolo, Dreams alla fine dei conti non è un gioco in senso stretto, ma piuttosto un editor di contenuti, un megacontenitore dal quale è possibile estrapolare una quantità sproporzionata di contenuti per far diventare realtà i propri sogni. Certo un prodotto del genere non è per tutti e non è alla portata di tutti (soprattutto se soggetti poco pazienti), ma è innegabile la potenzialità e l’offerta per la creazione di contenuti originali per dare voce alla propria fantasia senza troppi grattacapi. Purtroppo la mancanza della possibilità di utilizzare un mouse e una tastiera rende un po’ più difficoltosa la fase di composizione, ma con un po’ di pazienza e tanto tempo ci farete sicuramente la mano.


9.5
voto