Conglomerate 451 – Recensione

Siete amanti del cyberpunk e dei dungeon crawler “old school”? Bene, allora non potete non avere nella vostra libreria Conglomerate 451. Pensate che stiamo esagerando? Allora scoprite nella nostra recensione perché questo gioco ci è convinto e coinvolto!

Dopo una prima missione introduttiva, metteremo i panni del CEO di un’agenzia speciale assegnata al 451 ° settore di una città conglomerata. Come la più consolidata tradizione cyberpunk vuole, la città è sotto il controllo di  voraci corporazioni e di bande che hanno deciso di spartirsela senza alcun tipo di etica o morale Quello che conta è il potere e ogni mezzo per ottenerlo e mantenerlo è lecito. Naturalmente il nostro compito, tutt’altro che facile, sarà riportare l’ordine laddove regna il caos e l’illegalità e solo con la violenza  e la legge del più forte è possibile far valere le proprie ragioni.

Ogni mappa del gioco è suddivisa in quadrati che compongo l’intero ambiente di gioco. I più anziani che hanno giocato ai classici come Eye of the Beholder o as A Bard’s Tale si sentiranno estremamente a loro agio. Ma anche coloro che per la prima volta affrontano un titolo con questo tipo di struttura lo apprezzeranno immediatamente. Infatti l’atmosfera è permeata da uno stile cibernetico e futuristico che ci ha affascinato sin dalla prima partita. Ci sono luci al neon, vicoli oscuri, palazzi decadenti e un sacco di altri elementi resi in maniera fantastica. Ogni pixel trasuda di distopia, ci fa vivere pienamente in questo mondo del prossimo futuro che abbiamo amato grazie alle meravigliose visioni che Lawrence Paull, da poco scomparso, ci ha regalato con Blade Runner e che William Gibson ha instillato nelle nostre menti con i suoi romanzi.

Nonostante il movimento avvenga passando da un riquadro all’altro, tutti i singoli elementi che compongono la mappa sono esplorabili, per cui si ha una grande libertà di esplorazione che ci permette di scoprire segreti e vantaggi che potranno risultare molto utili nella nostra avventura. Inoltre potremo anche spostare la visuale per ammirare gli sfondi digitali che ci circondano e se vogliamo, possiamo anche scattare delle foto delle inquadrature più suggestive.

Mentre esploriamo verremo confrontati da una larga serie di avversari e questo comporterà entrare nella modalità combattimento. Esso avviene tramite una sequenza temporale e un ordine a turni. L’ordine delle mosse è determinato dalla velocità di ciascun individuo. Ogni turno ci consentirà di fare una sola mossa, quindi è necessario studiare una strategia opportuna di volta in volta, per sconfiggere nel modo migliore e possibilmente indolore (per noi) i nemici. Ci sono varie opzioni tra le quali possiamo scegliere per affrontare la lotta. Ci sono attacchi con armi da fuoco di vario tipo e potenza, oppure attivare scudi difensivi e anche cercare di hackerare gli avversari per poter indebolire gli avversari. Si possono impostare anche vai buff o debuff per potenziarci o indebolire i nemici, così come usare kit medici o l’equivalente delle pozioni curative del mondo cibernetico. Il problema di questi farmaci, che possono dare anche momentanei vantaggi di attacco o di difesa, è che possono portare i nostri agenti a sviluppare dipendenza da essi e quindi a far calare drasticamente le loro statistiche.

Quando combattiamo ci viene data la possibilità di scegliere manualmente quali parti del corpo colpire. Questo è una meccanica che ci permette di valutare la ricompensa e i rischi a seconda di quello che decidiamo di fare. Scegliere se sparare alla testa con il rischio di mancare il bersaglio ma con la possibilità di ottenere un colpo critico devastante, oppure  mirare al corpo per un colpo sicuro ma poco dannoso, comporta un ragionamento tattico che rende ogni combattimento diverso dall’altro.

C’è anche una meccanica permadeath che rende varia l’esperienza di gioco, Se uno dei nostri agenti muore, lo avremo perso per sempre, per cui dovremo sempre tenere di conto le loro statistiche per cercare di riportarli tutti sani e sali a casa. ma questo non sarà possibile, per cui potremo creare dei nuovi agenti clonandoli.

Grazie ai progressi della tecnologia, saremo in grado di creare cloni unici, ognuno con classi e abilità diverse per adattarsi al nostro stile di gioco. Potremo sbizzarrirci mescolando ed abbinando  classi e specifici ceppi di DNA per creare tratti unici che potremo utilizzare nel modo migliore sul campo di battaglia . Anche questo elemento rende varia e sempre unica l’esperienza di gioco di Conglomerate 451, portandoci a creare agenti sempre diversi e a sperimentare nuovi abbinamenti di classi e caratteristiche.

Di base avremo tre tipologie di Cloni:

  • Soldato: Eccelle nei combattimenti a corto e medio raggio ed ha una buona difesa, ma basse statistiche per quel che riguarda l’hacking
  •  Infiltratore: Ottimo ne combattimento a distanza, ma debole fisicamente debole e con pochi punti ferita.
  •  Drifter: Il medico della squadra, che è predisposto per supportare la squadra con varie abilità e buff.

La combinazione di queste classi di basi e la scoperta di nuovi ceppi di DNA ci permetterà di ampliare la gamma di agenti che saremo in grado di creare.
Gli agenti sono forniti di una batteria che servirà loro per vari scopi. Principalmente alimenta gli scudi protettivi, ma serve anche per l’hacking e altre funzioni. È quindi necessario tenere sott’occhio il livello di carica restante, per non rischiare di rimanere a secco nei momenti topici di ogni missione e compromettere fatalmente il buon esito.

Come CEO della nostra agenzia avremo anche il compito di gestire una serie di attività amministrative che sono fondamentali per il buon successo della nostra missione principale. L’aspetto gestionale sarà sicuramente graditissimo a tutti coloro che amano il “micro-managing” ed è un’ottima implementazione per dare varietà e profondità a Conglomerate 451. Il livello di scelte che vengono proposte è elevato. Dovremo decidere a quali ricerche dare precedenza, potenziare e modificare le armi, scegliere i cloni migliori , curare i danni subiti dagli agenti feriti ed un sacco di altre azioni che ci terranno occupati tra una missione e l’altra. Per i miglioramenti è necessario raccogliere crediti e tecnologie durante ogni singola missione e poi dovremo decidere il modo migliore di come investirli. Piano piano la nostra agenzia espanderà la sua fama e con essa avremo accesso a missioni più remunerative, a negozi dove comprare tecnologie avanzate e farmaci migliori.

Ci sono due modalità di gioco. Una a tempo limitato, dove ci verranno assegnate 75 settimane (di tempo del gioco) per portare a compimento la nostra missione di “bonifica” del settore 451, con una trama principale ed una grande varietà di sotto-trame tutte da esplorare. L’altra invece è una modalità infinità che ci permetterà di giocare senza limiti, con contenuti generati proceduralmente, anche dopo aver sconfitto tutte i boss previsti nel gioco principale. Un gioco ha quindi una grandissima longevità, poiché tutti i suoi elementi e le variabili permettono di essere ricombinati per avere sempre un approccio diverso.

In Conclusione

Conglomerate 451 riprende le dinamiche i un gioco tabletop, le digitalizza, le arricchisce di una grafica intrigante e le espande con una serie di variabili che lo rendono praticamente un gioco infinito. Ogni elemento, dalla trama alla generazione dei cloni, alla gestione della nostra agenzia, si interseca alla perfezione in un costrutto solido e convincete, che ci restituisce un titolo solido e avvincente. Consigliato a chi ama il cyberpunk, i dungeon crawler e il micromanagement. Insomma, Conglomerate 451 è un gioco imprescindibile per molti, anche per coloro che magari non amano uno di questi elementi, ma che rimarranno comunque affascinati dal suo gameplay ricco ed avvincente.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per PC


8.5
voto

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