Warcraft 3 Reforged – Recensione

Era il lontano 2012 quando sui nostri pc faceva la comparsa un titolo che avrebbe per sempre cambiato la storia del mondo dei videogiochi. Warcraft 3 infatti non è stato un grande titolo soltanto per i suoi meriti oggettivi (seppur considerevoli) ma anche e soprattutto per l’essere stato il progenitore di titoli come World of Warcraft e DOTA 2, in grado di polarizzare il mercato e cambiarne radicalmente il volto. L’enorme successo di World of Warcraft ha chiaramente allontanato dalla mente di Blizzard la possibilità di sviluppare un nuovo capitolo della saga rts che l’ha generato ma durante il 2018 è stato finalmente annunciato Warcraft 3 Reforged, una sorta di remastered che si poneva l’ambizioso obbiettivo di modernizzare un titolo che aveva oramai raggiunto la maggiore età in modo da renderlo più vicino ai gusti moderni. Obbiettivo senza dubbio ambizioso, che ha generato paure ed aspettative nella fanbase, divisa tra la paura di uno stravolgimento del titolo e la speranza che si avvicinasse di più alle sensibilità moderne. Dopo una prova abbastanza approfondita, siamo pronti a dire la nostra su questo controverso progetto.

Recensire oggi Warcraft 3 non avrebbe molto senso, nonostante il suo indubbio valore si tratta di un titolo uscito ben 18 anni fa, e per questo motivo ci limiteremo ad analizzare l’aspetto “Reforged” della produzione. La prima (e per certi aspetti unica) grande novità è rappresentata dalla nuova veste grafica, che strizzando l’occhio ai modelli utilizzati nelle successive produzioni del brand offre un miglioramento visivo veramente considerevole. Avvicinando la visuale di gioco ad una qualunque unità balzerà immediatamente all’occhio l’enorme mole di dettagli e la cura che il team ha messo nella realizzazione dei modelli, nelle loro animazioni e nei piccoli gesti che le unità compiono quando lasciate inattive. Lo stesso vale per le varie strutture che costituiscono la nostra base, veramente ben dettagliate e realizzate in modo impeccabile. Chiaramente la maggiore fedeltà grafica trova il suo massimo risalto durante le cutscene, quando la telecamera si avvicina considerevolmente ai modelli mettendone in mostra l’ottima realizzazione. Purtroppo, è proprio dalle cutscene che l’opera di Blizzard ridimensiona considerevolmente la sua carica modernizzante ed assume più i tratti di una costosa mod grafica. Anche se le inquadrature sono state leggermente modificate rispetto all’originale, siamo ben lontani dal dinamismo drammatico mostrato nei trailer pre-lancio, con il celebre massacro di Stratholme che veniva esaltato da una telecamera decisamente più cinematografica rispetto a quella che conoscevamo. Le modifiche alla UI, che nel 2018 appariva decisamente più moderna, sono state accantonate con forza in favore di una UI praticamente indistinguibile da quella originale.

Lo spirito conservatore ha inoltre azzerato qualunque modifica al gameplay, che si ripresenta inalterato ma inevitabilmente datato. Il limite alle unità selezionabili e creabili, unito ad un gameplay abbastanza lento e una progressione dei vari eroi appena abbozzata, non riesce a reggere il confronto con titoli che hanno saputo far evolvere il genere e lo obbliga ad un confronto decisamente impietoso. Riproporre oggi certe meccaniche, senza tenere in considerazione l’esistenza di titoli come Dawn of War 2 o lo stesso Starcraft 2, appare una scelta troppo conservatrice e dettata dalla paura di incorrere nelle ire dei fan più conservatori, che ne apprezzano il gameplay lento e le possibilità di creare intere campagne customizzate, ma che potrebbero non vedere nel revamp grafico una giustificazione per passare alla nuova versione (non che abbiano una scelta visto che la versione originale è sparita dal client battle.net e che la versione Classic è giocabile solo attraverso l’acquisto della Reforged) considerando che alcune delle funzionalità legate alle partite personalizzate non sono presenti nella versione Reforged. Per quanto riguarda i fan del genere strategico invece, la volontà di mantenere inalterato il gameplay e di non prendere in considerazione le numerose evoluzioni che il genere ha vissuto (grazie anche alle basi gettate da Warcraft 3) potrebbe accentuare la sensazione di trovarsi davanti un titolo valido ma innegabilmente datato e che fatica a reggere il confronto con produzioni più moderne. Le sue missioni di difesa estenuantemente lunghe, che troppo spesso richiedono al giocatore fino a 40 minuti di tempo, alternate a missioni che si concretizzano in attraversare la mappa seguendo l’unico percorso disponibile alla guida di un ridotto gruppo di soldati, rappresentavano una criticità del titolo già all’epoca ed avrebbero tratto sicuramente giovamento da una revisione che ne riducesse il peso nell’esperienza complessiva.

In Conclusione

Warcraft 3 Reforged per certi versi sembra più una mod grafica, molto curata e assolutamente convincente dal punto di vista tecnico, piuttosto che quella opera di rimodernamento che Blizzard prometteva al suo annuncio. Probabilmente il successo di WoW Classic, unito alle lamentele delle parti più conservatrici della fanbase, ha scoraggiato il team di sviluppo che ha quindi preferito limitarsi al semplice ritocco grafico accantonando cambiamenti più radicali. Definire Warcraft 3 Reforged un semplice reskin del gioco originale sarebbe poco onesto, ma lo sarebbe anche parlare di un effettivo rimodernamento del titolo.  Per quanto mi riguarda, Warcraft 3 Reforged è senza dubbio una grande occasione mancata per il team di Blizzard, che aveva la possibilità di riadattare all’epoca moderna un titolo dal valore inestimabile e che invece si è limitata ad una semplice revisione grafica che potrebbe far avvicinare qualche nuovo giocatore al titolo ma solo a patto di accettarne i limiti dati dall’età. Peccato.


6
voto

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