Doom Eternal – Hands-on (PC)

Grazie ad una prova di ben quattro ore abbiamo potuto provare in anteprima la nuova versione di Doom Eternal, seguito del reboot avviato da Id Software nel 2016. Tra le mani ci siamo trovati un prodotto che fin da subito ci ha mostrato il suo valore in ogni aspetto e che non vediamo l’ora di raccontarvi.

Un motivo in più per uccidere

La demo che Bethesda ci ha permesso di giocare ha subito fatto capire una cosa fondamentale: in Doom Eternal sarà presente una forte componente narrativa. La software house texana ha espanso quanto fatto con il capitolo precedente per quanto concerne il gameplay aggiungendo finalmente una trama propriamente detta, con tanto di svariate linee di dialogo e cut scene, per quanto visto finora, ben scritte e girate. Longevità e rigiocabilità sembrano stavolta essere stati alcuni degli elementi chiave nello sviluppo. Segnaliamo inoltre il ritorno in ogni mappa di gioco di segreti da scoprire e fasi platform da affrontare in grado di donare un ritmo tutto particolare all’azione di gioco, sempre frenetica ed adrenalinica a livelli mai visti prima.

Chi si ferma è perduto

Tuttavia ancora una volta l’elemento principale del gioco rimane lo shooting, la frenesia e l’adrenalina che il gioco è in grado di darti una volta impugnati mouse e tastiera (o pad). Il primo elemento che i giocatori della saga noteranno una minore velocità di corsa del Doom Guy e l’assenza dello strafe jump. Tutto ciò però non si traduce in un’azione di gioco rallentata rispetto al passato, anzi, ad essere esaltate sono tutte le opzioni di movimento date in mano al giocatore: double jump, schivata, rampino e molti altri elementi presenti negli spettacolari scenari di gioco che vanno a comporre quello che Id Software definisce un puzzle shooter. Ed è una definizione che ci sentiamo di sposare in toto: le possibilità offerte per fare a pezzi i demoni sono davvero incredibili, ogni mossa va tuttavia pensata e ragionata nell’arco di pochi millesimi di secondo, perché chi si ferma muore.
A cambiare è stata anche la struttura del gioco. È stato introdotto infatti un hub centrale da cui il Demon Slayer potrà far partire le missioni, allenarsi ed espandere man a mano che recupererà celle energetiche sparse nel mondo di gioco, aprendo nuove opzioni di personalizzazioni e potenziamento. Anche da quest’ultimo punto di vista gli sviluppatori non si sono risparmiati. Completando delle sfide assegnate casualmente ad ogni missione verranno guadagnati dei punti per potenziare ciascuna delle due mod disponibili per ogni arma, mentre accumulare rune darà accesso a potenziamenti di vario genere, adatti ad ogni tipo di giocatore.

Più grande, più demoni, più sangue

L’engine di sviluppo di Doom Eternal è l’Id Tech 7 che svolge egregiamente il suo lavoro. A risaltare prima di tutto è la qualità delle rinnovate ambientazioni di gioco, di più ampio respiro rispetto al passato, intricate e dotate di una verticalità, varietà cromatica e paesaggistica stupefacente se si pensa alle sole quattro ore di giocato.
Rispetto al capitolo del 2016 sono migliorati anche gli effetti particellari, il sistema di illuminazione ed anche la qualità generale delle texture. Insomma l’Id Tech nella sua settima incarnazione migliora e rifinisce quanto fatto in passato, senza tuttavia rappresentare un nuovo punto di riferimento dal punto di vista tecnico.
Sbalorditivo invece il lavoro fatto sulla quantità e la varietà delle animazioni delle mosse con cui il Doom Guy finisce i vari demoni, dotati stavolta anche di un inedito sistema di smembramento dinamico. Infine torna ancora una volta una colonna sonora magistrale, cattiva, epica e sporca capace di sottolineare ogni momento, ogni colpo sparato e confezionare un prodotto dirompente, in linea con la tradizione della saga.
La versione da noi testare era quella PC in FullHD a 60fps con la seguente configurazione:

CPU: Intel Core i9-9900K

Scheda Madre: ROG STRIX Z390-F

RAM: 32GB DDR4 3200Mhz

Storage: 500GB NVMe M.2

GPU: ROG STRIX RTX2070S GAMING

I fotogrammi al secondo sono rimasti inchiodati sulla soglia dei 60 e con tutta probabilità l’engine di gioco si dimostrerà ancora una volta estremamente leggero e scalabile, grazie alle nuove API Vulkan.

In Conclusione

Dopo una prova di quattro ore la sensazione di aver scalfito solo la superficie del gioco è percepibile e non vediamo l’ora di approfondire l’impianto narrativo messo in piedi da Id Software che stavolta è realmente intenzionata a sfornare un prodotto in grado di entrare nel cuore dei giocatori e nella storia. Più grande, più bello, più difficile ed appagante del predecessore, Doom Eternal arriverà su PS4, Xbox e PC il 20 Marzo 2020, successivamente su Nintendo Switch, e vi metterà letteralmente in mano le chiavi dell’Inferno.


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