Arise – A Simple Story – Recensione

Arise – A Simple Story è il titolo di debutto dello sviluppatore spagnolo Piccolo Studio che è stato presentato, come indica anche il suo nome, come un’esperienza semplice, che fonde assieme gameplay e narrazione visiva, unendoli in un abbraccio caldo e intrigante, grazie anche ad una dinamica di gioco piacevole, ma mai stucchevole.È un gioco che si rifiuta di dilettarsi in meccaniche complesse o narrazioni contorte e riesce laddove molti titoli di produzioni blasonate e plurimilionarie hanno fallito: regalare una esperienza semplicemente coinvolgente.

 

Nel silenzio che segue una cerimonia funebre, saremo calati nei panni di un anziano signore, che rivive nel post-morten, la dolce ed incantevole soria della sua vita e del suo amore, condita da un senso di amarezza per quel che è ormai passato e perduto. Rivisitermo gli eventi importanti che hanno modellato la sua storia, che  prendono la forma di sculture rocciose che diventano interattive man mano che ci avviciniamo ad esse.
La mancanza di qualsiasi forma di recitazione vocale o testuale rende Arise un titolo ancor più coinvolgente, perché riesce a raccontare la sua storia solo attraverso la narrazione visiva. Anche in questo caso  la semplicità fa da padrona, riuscendo ad innescare ancor più profondamente una risposta emotiva che difficilmente abbiamo mai trovato in altri giochi. sappiamo già che il nostro viaggio avrà un termine, per cui la coa che ancor più ci affascina è che vorremo centellinare ogni momento che passiamo dentro Arise, godere di ogni sfumatura, cercando di rallentare all’infinito il tempo che ci conduce alla inesorabile conclusione. Il tutto però senza creare tristezza o instillare disperazione, ma solo un profondo senso di partecipazione alle esplorazioni del nostro alter-ego

Le scene sono collagate le une alle atre attraverso una specie di platform 3D, che esula dai canoni  acui siamo abituati. Anche qua è la semplicità il fulcro di tutto: il nostro personaggio si potrà muovere attraverso i vari livelli saltando e scalando pareti rocciose, ma anche utilizzando un unico potere, che è quello di manipolare il tempo. In questo modo potremo cambiare le stagioni, far salire o scendere il livello delle maree, far apparire o sparire cumuli di neve. Tutti questi elementi ci serviranno per oltrepassare i vari ostacoli ambientali che ci troveremo ad affrontare. Sta a noi capire come interagire per poter passare da un ricordo all’altro, ma non temete, perchè la struttura lineare del gioco non ci metterà mai in condizioni di non saper cosa fare o dove andare. Qualche puzzle potra essere un po’ più articolato di altri, ma alla fine il livello di complessità non è così elevato da averci mai messo in reale difficoltà. Magari è un po’ più complicata la gestione dei movimenti durante i salti, perchè in questo caso la precisione richiesta è notevole e molte volte ci siamo ritrovati a dover ripetere più volte alcuni passaggi all’aparenza semplic, ma che dovevano essere compiuti con precisione quasi millimetrica.

Ci sono poi un sacco di collezionabili nascosti nelle varie aree esplorabili, un elemento che ci porta ad affrontare altri enigmi se vogliamo raggiungere deterimate posizioni.  Interagire con la natura e manipolarla a proprio piacimento è un vero piacere, così come alcune delle sugestioni che si apriranno davanti a noi più avanti nel gioco, sono momenti veramente memorabili. E non è un gioco che siamo obbligati a giocare in solitaria, poichè potremo condividere l’esperienza con un altro giocatore, solo in locale.In questo caso avremo un giocatore che controlla il protagonista e l’altro che decide quando invertire e far avanzare il flusso temporale. È comprensibile quindi perché la non esista anche una funzionalità online, carenza dovuta a questioni pratiche, ovvero alla impossibilità di un reale coinvolgimento nella storia e nelle sue dinamiche in forma diretta da parte di uno sconosciuto che interagisce da remoto. La co-op locale l’abbiamo invece trovat un’aggiunta intelligente per coloro che desiderano giocare con un partner sul divano.

Il playthrough iniziale dei 10 livelli del gioco ci ha impegnato tra le cinque e le sei ore, ma l’esperienza non finisce qui, perchè come dicevamo, ogni area è piena di oggetti collezionabili legati ai ricordi sentimentali dei nostri protagonisti, che aggiungono sia colore  che calore emotivo alla scena che stanno rappresentando, aggiungendo ancro più contesto alla storia.

Come realizzazione grafica, siamo molto vicini alla magnificenza di Journey, con alcuni livelli che irrompono sullo schermo con una forza travolgente che empaticamente ci trascina nel viaggio di scoperta emozionale che Arise è in grado di creare. La grafica è semplice ma ben realizzata, così come l’illuminazione e i cambi di aspetto del paesaggio sono fluidi e dinamici, quasi da no far credere che questa sia effettivamente l’opera di uno studio indipendente. Il tutto è completato da una colonna sonora ambientale che si adegua magnificamente ad ogni passaggio, creando una vera e propria sinestesia tra vista ed udito.

In Conclusione

Arise: A Simple Story con la sua semplicità eccelle in tutti in tutti i sui aspetti. La struttara del platform 3d si interseca aalla perfezione con la manipolazione del tempo, la trama che si dipana attraverso le immagini è coadiuvata da un comparto sonoro avvolgemte, gli ambienti e le luci creano una esperienza ludica che sfocia nella partecipazione emotiva. Senza dubbio ci trovaimo di fronte a quella che potrebbe essere una forma d’arte interattiva che fonde assieme ogni elemento rimanendo fedele al concetto di “semplice”, senza scadere nel patetico o nel morboso, ma cullandoci ad ogni passo fino alla scoperta finale.


8.5
voto