Mad Games Tycoon – Recensione

Mad Games Tycoon ci mette direttamente nei panni di uno sviluppatore di videogiochi che parte da niente e deve tentare la scalata per diventare il più ricco e potente personaggio della game-industry. Non ci sono storie, trame o altre amenità varie, il nostro compito principale è quello ci creare il nostro piccolo impero partendo da un umile garage, iniziare a produrre il primo gioco, poi passare al secondo e così via per ore ed ore. Detta così sembrerebbe di trovarsi davanti ad un gioco potenzialmente noioso, ma se leggendo questa recensione vi possiamo assicurare che questo titolo, nonostante alcuni difetti, può riservare molte piacevoli e positive sorprese.

Mad Games Tycoon ci fa iniziare nel più classico dei modi, ovvero nell’umile garage di casa nostra, con a disposizione un certo capitale, che varierà di quantità seconda del livello di difficoltà che sceglieremo. Un tutorial contestuale ci spiega le dinamiche del gioco, ma essendo veramente tante le cose da fare, scoprirete che non è facile come può apparire a prima vista mettersi nei panni di un novello produttore di videogiochi e soprattutto nelle prime fasi di apprendimento dei meccanismi di gioco ci siamo ritrovati a gettare i nostri risparmi nel cesso perché non è ben chiaro come impostare realmente la nostra gestione dello studio.

Sotto la superficie scanzonata che può dare l’impressione di avere MGT, ci sono una marea di variabili da tenere sotto controllo, ricerche da sviluppare cercando di dare le giuste priorità, incarichi da compiere in parallelo con altri, un sistema di micromanagement complesso e inaspettatamente profondo. Quando abbiamo iniziato la nostra prima partita tutto questo non ci è stato mostrato e il gioco sembrava la solita simulazione carina ma non certo impegnativa, ma dopo esserci rimasti infognati per ore ed ore siamo stati realmente in grado di godere a pieno di quello che MGT riesce ad offrire. Nel momento in cui pensavamo di aver intrapreso la strada giusta per il successo, di aver creato il videogioco simbolo di tutta la nostra carriera, un imprevisto inatteso, un errore di valutazione da parte nostra, una fluttuazione del mercato ci fanno precipitare al punto di partenza.

Come succede alla classica palla di neve che rotolando dal pendio diventa sempre più grande, proseguendo nel gioco vedremo crescere in maniera esponenziale e folle l’elenco delle cose che dovremo gestire. Patch, pubblicità, personale, layout di ufficio, ricerca, kit di sviluppo, sviluppo di motori di gioco, gestione di conflitti interni, sviluppo in conto terzi, beta testing, ampliamento dell’ufficio, coordinazione dei progetti in parallelo o in seriale, gestione dei pacchetti di vendita, rimasterizzazione o sequel di nostri vecchi titoli. Durante le prime fasi si riesce a seguire tutto abbastanza agilmente, ma con l’avanzare del tempo, con l’aumentare dei titoli che rilasceremo, con l’ampliamento del nostro ufficio da garage a loft super attrezzato, le incombenze saranno una miriade e a quel punto che il gioco si fa veramente avvincente.

Un consiglio che non vi viene dato nel tutorial e che abbiamo imparato a nostre spese, è quello di puntare subito nelle prime fasi nella Ricerca, che è il vero fulcro del gioco. Quando inizieremo avremo a disposizione solo pochi generi e sottogeneri di giochi che saremo in grado di sviluppare, così come le tipologie di giochi saranno limitate ad Arcade, Puzzle e Giochi di Abilità. Per cui la prima cosa da fare, dopo aver preso una scrivania ed un programmatore che si metta allo sviluppo dei nostri titoli, è quella di affiancargli immediatamente un altro impiegato che si metta a lavorare con costanza allo sviluppo di generi, stili di gioco e tutto quello che serve pe creare giochi innovativi, ma che soprattutto riescano a vendere bene. In alto a destra sullo schermo principale ci sono due generi, quello che va alla maggiore nel momento e quello che invece viene odiato dalla maggior parte dei gamers, per cui tenere d’occhio questi due indicatori non è male, perché ci permetterà di sviluppare giochi che possano essere apprezzati dalla stragrande maggioranza del pubblico. Oltre a questo, quando progettiamo il nostro prossimo gioco ci sono molte opzioni su cui riflettere. Ci sono infatti un sacco di elementi che possono rendere appetibile o far affondare  il tuo nostro titolo. Saremo chiamati a decidere per quale fascia d’età crearlo, quante risorse dedicare a ciascuna parte, su quali piattaforme sarà disponibile, con quale motore funzionerà e molte altre cose che si aggiungeranno nel tempo. Si inizi in piccolo ma alla fine avrai una vasta gamma di opzioni tra cui scegliere e tutte devono essere ponderate con molta attenzione e in alcuni casi anche con lungimiranza. Le prime ore di gioco sono solo quindi solo di preparazione per quello che poi verrà dopo, per cui se volete vedere l’anima di Mad Games Tycoon dovrete dedicargli un po’ di tempo, ma ne vale la pena.

Il gioco di Eggcode Games è uscito su PC dal 2016 e la prima cosa che abbiamo pensato quando abbiamo avuto il codice per Ps4 è che avremmo avuto non pochi problemi nel gestirlo con il pad. Questa tipologia di giochi  sono strutturati per essere più adatti ad essere giocati su PC, in virtù del loro schema di controllo: progettare layout di uffici, passare da un menù all’altro velocemente, sono sicuramente azioni molto più agevoli utilizzando una tastiera e un mouse. Avendo alle spalle un bel po’ di gestionali e simulazioni trasportate del PC a console, troviamo sempre molto interessante vedere come uno sviluppatore supera la sfida di tradurre gli strumenti di progettazione per lavorare su di un controller.

La prima cosa che abbiamo che abbiamo notato quando si è avviato il gioco,  è che possiamo spostare il puntatore con il sensore giroscopico sul controller Dualshock 4, e questo è in qualche modo un’idea “rivoluzionaria” che permette in qualche modo di superare la mancanza di controllo del mouse. Con nostra graditissima sorpresa, questo sistema funziona davvero molto bene. Si vede chiaramente che MGT è stato creato per PC perché comunque l’interfaccia utente è orientata per chi usa quel sistema e trovarselo riproposto pari pari su console non è proprio semplice da governare. Mentre la “simulazione” del mouse con il pad funziona egregiamente, la stessa cosa non si può dire quando si deve navigare attraverso vari menù e si debbono fare operazioni che richiedono un minimo di precisione, come creare stanze, spostare impiegati ad altre mansioni, selezionare varie tipologie di azioni in sotto menù un po’ troppo piccoli. Anche in questo caso è tutta questione di pratica, ma rimane comunque frustrante per tutto il gioco la sensazione di essere comunque goffi, impacciati da una UI poco orientata al gioco su console.

Dal punto di vista grafico si vede chiaramente che da parte degli sviluppatori di Eggcode c’è stata infusa molta passione nella creazione di questo titolo, ma la rappresentazione generale rimane un po’ datata e già nel 2016 questo gioco sarebbe apparso un po’ obsoleto rispetto ai suoi simili. La cosa divertente è che alla fine la grafica poco raffinata si amalgama bene con l’impronta scanzonata che è stata data a MGT, con le sue improbabili case editrici con i nomi storpiati in Romedie, Ibusoft e un sacco di altri nomi che appartengono agli albori di questa industria. Sappiamo bene che non era sicuramente una cosa voluta, ma paradossalmente il tutto gira bene, per cui non ci possiamo lamentare. Anche quando svilupperemo i nostri titoli potremo dare loro dei nomi che suonano vagamente familiari, come Front of the Colossus, Housevania, Set Pack Radio, che potranno apparire su varie piattaforme come la Siga Master Station o l Commander C63. Questa parte è veramente geniale e divertente, un altro elemento che va ad aggiungersi a quelli positivi trovati in Mad Games Tycoon

In Conclusione

Se vi piacciono le simulazioni ed i gestionali allora Mad Games Tycoon è un gioc oche vi consigliamo di provare, anche nella sua versione console. Ci sono sicuramente alcune pecche, come una grafica ed un sonoro non certo eccelsi, una interfaccia utente a volta macchinosa e controlli non sempre precisi, ma nel complesso è un gioco che si fa apprezzare, non subito,nel tempo. C’è un sacco di profondità in MGT, forse anche troppa ed un tutorial che non sempre è all’altezza della missione che è chiamato a compiere, per cui dovremo essere noi a scavare ogni singolo anfratto del gioco, passandoci qualche ora, per scoprire le ricchezze che cela. Una volta entri nel meccanismo di gioco lo troverete divertente, molto gratificante e veramente impegnativo. Consigliato a tutti coloro che amano questa tipologia di gioco e che sono pronti a dedicarci molte ore. Diventare il nuovo Gabe Newell non è facile, ma così potete almeno dire di averci provato.


7,0
voto