Thief of Thieves: Season One – Recensione

Il rapporto tra fumetto americano e videogiochi non è stato mai troppo idilliaco: è innegabile che le produzioni videoludiche qualitativamente sufficienti basate su fumetti americani si contino sulle dita di una sola mano, soprattutto poi se le produzioni in questione non vanno a “toccare” personaggi o storie Marvel. Fortunatamente, però, negli ultimi anni qualche software house ha avuto il coraggio di addentrarsi in territori finora inesplorati, portando alla ribalta alcune storie poco note in Europa, come per esempio quella di Thief of Thieves, serie a fumetti nata nel 2012 dalla penna di Robert Kirkman, noto al pubblico perlopiù per The Walking Dead. Dopo un primo esordio su Xbox One e PC nel mese di luglio del 2018, Thief of Thieves: Season One arriva finalmente sulla console portatile Nintendo. Riuscirà il titolo a fare colpo?

Prodotto e sviluppato da Rival Games, Thief of Thieves: Season One ha come protagonista Celia, una ladra membro di una squadra di truffatori con a capo Redmond che tira i fili di un’organizzazione criminale dedita al furto di oggetti di valore e beni preziosi. A causa di un colpo non andato come sperato, Celia si ritrova a dover essere “esiliata” in Italia in attesa che si calmino le acque. Da questo momento in poi ha inizio la storia narrata nel gioco che, sotto molti aspetti, potrebbe essere inquadrato come un’avventura grafica in cui la trama risulta essere il vero cuore pulsante. La trama è raccontata attraverso un’alternanza di momenti in cui è possibile giocare e altri in cui è possibile assistere a delle cut scene realizzate in stile comics in cui i personaggi interagiranno tra loro, con l’ironia  e le battute che contraddistinguono la serie a fumetti, ma nonostante le diverse risposte che è possibile dare durante lo scambio di battute, la trama del gioco non sembra giungere a differenti conclusioni. Purtroppo, però, il gioco è completamente in lingua inglese e potrebbe esserci qualche difficoltà nella comprensione dei dialoghi per quelli che sono meno abili con la lingua inglese.

Il gameplay del gioco propone una formula semplice ma efficace nel genere: il giocatore è chiamato a muovere il personaggio all’interno dello scenario di gioco, aggirando guardie, eludendo sistemi di sorveglianza, scassinando serrature e completando una lunga serie di obbiettivi. La protagonista avrà la possibilità di utilizzare un numeroso campionario di mosse, come sgattaiolare o distrarre il nemico, che consentiranno di completare più agevolmente la missione. Procedendo nel gioco sarà inoltre possibile chiedere aiuto ad altri membri della squadra di Celia che riusciranno a fornire supporto in svariati modi.
Se il gameplay dal canto suo offre una buona varietà di situazioni che riescono a tenere incollato al pad il giocatore per ore, dall’altra la scarsa intelligenza artificiale del nemico rende fin troppo facile la vita e sono veramente rari i casi in cui vi sentirete in difficoltà al punto da rischiare di fallire la missione e dover ricominciare da uno dei vari checkpoint.

Dal punto di vista tecnico Thief of Thieves: Season One è un titolo che, per quanto riguarda la realizzazione delle cutscene, mostra una veste grafica in perfetta sintonia con il fumetto. Purtroppo, però, il motore grafico in game non è altrettanto efficace e non sono rari i casi in cui incapperete in qualche breve rallentamento. Va lodato però il sistema di illuminazione presente nel gioco e la paletta di colori scelta per colorare i vari ambienti di gioco capaci di dare quella tinta “noir” di cui è ricca la controparte cartacea.
Altro aspetto del gioco che proprio non ci ha convinto è la presenza di una telecamera fissa che in diverse occasioni va praticamente a nascondere gli obbiettivi della missione oppure non consente di seguire correttamente i movimenti del nemico.

In Conclusione

Thief of Thieves: Season One è un titolo che su Nintendo Switch dà il meglio di sé in modalità portatile, grazie alle sue cutscene fumettose e a situazioni di gioco ben orchestrate e divertenti. Peccato che il gioco però non offra una longevità eccezionale (ci vogliono cinque ore a completarlo) e sono del tutto assenti motivi per cui rigiocare il titolo. Altra nota dolente è l’assenza dei sottotitoli in lingua italiana che permetterebbero di potere cogliere tutte le sfumature dei vari dialoghi.


7
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com