Tales of Xillia – Recensione

Team Milla FTW

Ah la serie Tales of –

La saga affonda le sue radici nel remoto 1995, quando l’allora Namco (oggi Namco Bandai) affidò il progetto di un tale di nome Eiji Kikuchi nelle mani dei produttori Shigeru Yokoyama e Yohichi Haraguchi, che si avvalsero della collaborazione in veste di sceneggiatore del futuro (cioè attuale) presidente della Tri-Ace: Yoshiharu Gotanda, e che videro bene di affidare character design e colonna sonora rispettivamente a Kosuke Fujishima e Motoi Sakuraba. Il nome del progetto in questione era Tales of Phantasia (che si legge Fantàsia, come nella Storia Infinita) e presentava al mondo, o quantomeno al mondo dei possessori di una console domestica Super Famicon (quindi il Super Nes giapponese), la personalissima visione di Namco riguardo il genere del JRPG.

Una visione, per altro, che prende le distanze dalle classiche meccaniche proprie del genere, proponendo formule che nell’arco degli anni hanno pesantemente caratterizzato tutti i capitoli successivi della serie. Inutile dire che se, dopo ben 18 anni, siamo qui a parlare di un nuovo (come dicono gli anglofoni) installment della saga, queste formule hanno funzionato e, SPOILER, funzionano ancora.

Maestro…

Titolo: Tales of Xillia
Sviluppatore: Namco Tales Studio
Publisher: Namco Bandai Games
Genere: JRPG
Numero Giocatori: 1-4 in multiplayer locale
Piattaforme: Esclusiva Playstation3
Localizzazione: Voice over Inglese, testo e sottotitoli in Italiano

I titoli appartenenti al franchise Tales of- hanno da sempre spaccato il pubblico dei videogiocatori tra chi ama incondizionatamente la serie e chi non può vederla nemmeno in pittura. Caratteristica principale della serie, sin dal suo debutto, è la combinazione di una storyline che gira attorno al concetto di “inchiesta cavalleresca” (in soldoni la ricerca di un oggetto oppure il compimento di una missione) di un cast di personaggi tutt’altro che convenzionali, e di un sistema di combattimento che punta tutto su meccaniche action in tempo reale, piuttosto che su un gameplay a turni. Se da una parte, tralasciando per ora le meccaniche di combattimento, la storyline ed i personaggi  di Tales of Xillia (così come degli altri capitoli della serie Tales of -) sembrano rientrare appieno nei canoni classici del genere del JGDR, il vero punto di rottura nei confronti di altri titoli dello stesso genere, risiede nell’esecuzione e nel modo che solo la serie Tales of- ha di porre il cast di personaggi al centro della vicenda.

La vicenda di Tales of Xillia è ambientata nel mondo di Rieze Maxia, dove gli Spiriti Elementali, gli esseri umani e le creature selvagge hanno sviluppato una sorta di simbiosi e dove le terre conosciute ed esplorate si riducono ai due regni di Auj Oule e Rashugal. Il primo caratterizzato da una potenza militare che si fonda sul controllo dei mostri mentre il secondo sulla tecnologia che sfrutta il controllo sugli Spiriti Elementali. Sullo sfondo delle tensioni politiche, sempre crescenti, tra i due regni; proprio nella capitale di Rashugal avviene l’incontro tra i protagonisti principali della trama: Jude Mathis, giovane studente di medicina di Fenmont, e Milla Maxwell, incarnazione di Lord Maxwell signore degli Spiriti e di tutte le cose, intenzionata a  rintracciare e distruggere un’arma straordinariamente potente che potrebbe mettere a repentaglio tutte le forme di vita su Rieze Maxia. Da qui prende il via la storia di Tales of Xillia che vedrà il giovane Jude venire trascinato nella missione di Milla, missione che proseguendo nel tempo coinvolgerà gli altri protagonisti.

Come dicevo poc’anzi, la vicenda di Tales of Xillia ruota tutta intorno al concetto di “inchiesta” dove i protagonisti si ritrovano coinvolti nella ricerca di un oggetto in particolare, in modo da portare a termine una determinata missione.

Parlando di giochi di ruolo, ed in particolare di JGDR mainstream, la struttura narrativa dell’Inchiesta Cavalleresca potrebbe risultare talmente tanto canonica da poter esser considerata quasi banale; gli sviluppatori di Namco Tales Studio, però, forti di quasi due decenni di esperienza riescono nell’arduo compito di offrire al videogiocatore occidentale dell’anno 2013 un titolo estremamente gradevole impreziosito dall’eccellente caratterizzazione dei personaggi. Ciascuno di essi, infatti, anche incarnando gli stereotipi più classici del genere come: il mercenario combattuto tra dovere e morale, oppure il vecchio stratega in pensione, piuttosto che la bambina considerata malvagia a causa della sua bambola parlante, recita perfettamente il proprio ruolo senza scadere in manierismi superflui e senza risultare patetici (in senso negativo) né tanto meno stucchevoli.

Il peso, in senso positivo, che la caratterizzazione dei personaggi di Tales of Xillia ha sulla progressione narrativa del titolo stesso, viene costantemente sottolineato da una serie di sketch (cui è possibile assistere premendo il tasto select durante le fasi di esplorazione) che hanno lo scopo di espandere le storie personali di ognuno di essi, rendendoli così ulteriormente vivi ed estremamente piacevoli. Ma mentre la scena viene interamente divorata dai personaggi, la trama di per sé pare assumere un andamento più rilassato verso il finale, nonostante gli eventi iniziali sembrassero promettere ben altri sviluppi; lasciando un vago senso di “non risolto”.

Si mangiano la scena, e si vede.

Il vago senso di incompletezza, affligge anche il setting del titolo Namco Bandai. 

Sia ben chiaro, visivamente parlando le ambientazioni del titolo sono da urlo: la varietà e la mole di dettagli che caratterizzano ogni area esplorabile e la maggior parte delle città di Rieze Maxia sono uno spettacolo per gli occhi e quasi mai ripetitive (eccezion fatta per i porti che sono praticamente identici salvo che per qualche dettaglio…), ma, e forse questo è imputabile alla mancanza di una world map pienamente esplorabile, le aree extra sono praticamente ridotte all’osso riducendosi ad un solo dungeon bonus di 30 livelli composto da un collage di tutti i dungeon già affrontati nel gioco. Gli eventi secondari inoltre, per lo più fetch quest, poco aggiungono in termini di longevità e di lore.

Da fan della saga Tales of- (e fan al punto da essermi andato a cercare la versione region free di Tales of Grace f) ammetto di aver patito la mancanza di simili contenuti bonus.

You’re next!

A livello tecnico Tales of Xillia non delude. Se le ambientazioni sono decisamente belle da vedere e piacevoli da esplorare, i modelli poligonali dei personaggi, tutti resi in un cel shading pulito ed estremamente dettagliato (con tanto di black ink outline ridotto al minimo) rendono al giocatore la sensazione di assistere ad un anime di fattura più che buona. Punto di forza, della caratterizzazione grafica dei personaggi, ad opera di Kosuke Fujishima (famoso  in Italia per “Sei in arresto!” e ancora di più per “Oh mia Dea!”) è la grande varietà di espressioni che questi assumono, durante i filmati in grafica di gioco che scandiscono la progressione degli eventi. Inoltre, ad imprimere ulteriore vita a ciascuno degli attori del titolo Namco Bandai, il voice over (interamente in Inglese, ma ottimamente sottotitolato in Italiano) che pur rimanendo ancorato a canoni da produzione animata, risulta pregevole e coinvolgente, anche nelle fasi di battaglia quando le voci dei personaggi sottolineano gli attacchi più potenti.

Questo è solo uno dei tanti paesaggi evocativi di Rieze Maxia

La colonna sonora del titolo Namco Bandai, oltre all’ottimo brano J-pop di Ayumi Hamasaki, intitolato Progress che fa da introduzione, porta la firma del compositore della serie Motoi Sakuraba che, sottolinea le battaglie con pezzi ritmati ed orecchiabili, che bene si accordano al sistema di combattimento frenetico.

Certo, non siamo ai livelli di un Valkyrie Profile: Silmeria (sempre ad opera di Sakuraba) il cui commento musicale alle battaglie rendeva al giocatore un senso di epicità e di poesia, che per altro si inserivano perfettamente nel contesto della trama del titolo Tri-Ace,  ma la sensazione generale rimane comunque quella di un commento musicale perfettamente integrato con l’azione di gioco. Lo stesso discorso, purtroppo, non vale per le musiche che accompagnano il giocatore nelle fasi di esplorazione, che riescono a risultare di quando in quando, addirittura noiose.

Se a volte la musica non arrivasse quasi ad esser noiosa… SAKURABA!

Trattandosi di un JGDR, Tales of Xillia presenta le classiche fasi di esplorazione, in cui il personaggio posto a capo del party esplora le aree, siano esse selvagge o cittadine, alla ricerca di indizi per far avanzare la storia o di tesori. Fin qui, apparentemente nulla di nuovo, se non fosse che quest’ultima, ovvero la ricerca di tesori, è affidata alla gestione della telecamera. Di base, attraversando le regioni ed i dungeon di Rieze Maxia, si incontreranno lungo il cammino forzieri e sacchi di bottini, ben riconoscibili sulla mappa, cui potremo attingere senza problemi. In diverse occasioni, invece il giocatore sarà costretto ad operare sull’angolazione della telecamera in modo da individuare uno scintillio, magari tra le rocce di una parete, che sta ad indicare la presenza di un oggetto, se non uno dei tesori dei pirati che, contraddistinti da contenitori viola, consistono di potenziamenti vari oppure di gadget da utilizzare per personalizzare questo o quel personaggio, senza dover ricorrere all’acquisto dei vari dlc (per lo più tutti costumi extra), portando così il giocatore ad esplorare il mondo di gioco in maniera più attenta, rispetto al classico muoversi dal punto A al punto B.

Le creature ostili saranno presenti sulla mappa, dando al giocatore la possibilità di evitarle o di ingaggiare battaglia. 

Swing

Tratto distintivo del franchise sono le battaglie in tempo reale, in cui l’attacco fisico di base è assegnato al tasto X, la parata al tasto quadrato, mentre l’utilizzo delle Arti (gli attacchi magici o speciali) viene demandato al tasto cerchio o alla combinazione tra il tasto cerchio ed una delle quattro posizioni dell’analogico sinistro.

Il sistema di combattimento di Tales of Xillia, prende il meglio dai suoi capitoli precedenti ed aggiunge delle interessanti innovazioni. Innanzitutto torna il TP gauge direttamente da Tales of Symphonia (Game Cube), in cui un personaggio poteva concatenare un certo numero di attacchi speciali in base al consumo di punti TP, a cui si aggiunge il CC system mutuato da Tales of Destiny (Sony Plastation) che determina la lunghezza delle combo che è possibile scaricare contro gli avversari. La gestione dei due indicatori diventa di fondamentale importanza per non finire a corto di TP o di CC nelle fasi più concitate della battaglia, rischiando così di ritrovarsi inermi davanti agli attacchi dei nemici. Per evitarsi una situazione tanto imbarazzante quanto pericolosa, basta ricordarsi di allontanarsi dalla mischia utilizzando il comando di corsa libera, (in modo da ricaricare l’indicatore CC), mentre i punti TP vengono ricaricati bloccando gli attacchi avversari con il comando di parata.  Una volta appresa l’abilità necessaria, dal pannello di sviluppo del personaggio, sarà addirittura possibile ricaricare completamente la barra dei punti vita effettuando una parata dal tempismo perfetto.

Zap!

Tra le interessanti innovazioni del sistema di combattimento, che risulta sempre preciso anche durante le fasi più concitate e caotiche, va assolutamente menzionato il Sistema di Vincoli, grazie al quale sarà possibile armonizzare la strategia di attacco tra il personaggio a capo del party ed uno degli altri tre personaggi presenti sul campo di battaglia. Premendo il pad digitale in direzione di uno degli altri tre personaggi, infatti, si andrà a costruire un vincolo (visibile a schermo da una riga blu che collega i due personaggi in questione). Una volta stretto questo legame tattico, i due personaggi si muoveranno all’unisono cercando di circondare l’obbiettivo. Ad aggiungere ulteriore spessore al sistema di vincoli, ci sono le peculiarità di ciascun personaggio, che vanno dal recupero rapido, allo sfondamento delle guardie, passando per il furto per arrivare al potenziamento di attacco e difesa, fino addirittura al modificare momentaneamente le affinità elementali delle armi, e di conseguenza degli attacchi. Vincolandosi all’uno o all’altro personaggio sul campo di battaglia, inoltre, sarà possibile eseguire degli attacchi finali devastanti in base alle Arti utilizzate, se non addirittura vere e proprie super combo di attacchi finali.

Il lato negativo del sistema di vincoli è che la possibilità di giocare il titolo in multiplayer, viene ridotta a zero; rendendo praticamente il personaggio vincolato al personaggio principale una mera estensione di quest’ultimo. A questo punto, siete liberissimi di obbiettare: “Ma i personaggi in party sono 4″; alché la mia risposta sarà :”Vero, ma i combattimenti più impegnativi richiedono di passare costantemente da un vincolo all’altro per sfruttare le abilità personali di ciascun personaggio sul campo, rendendo di fatto inutile il lato co-op del gioco”.

Final Gale!

Il sistema di combattimento è talmente tanto intuitivo e preciso, che si fa prima a giocarlo che a spiegarlo, e la soddisfazione che da abbattere sei nemici in 15 secondi scarsi di battaglia non ha prezzo…

Ultimo, ma non ultimo, l’eccezionale sistema di crescita dei personaggi, che ricorda la sferografia di Final Fantasy X ed il Cristallium del mai troppo maltrattato Final Fantasy XIII (e questo senza mettersi a dire che Tales of Xillia riesce egregiamente nelle fasi di battaglia, proprio là dove il titolo Square-Enix ha fallito) che permette uno sviluppo di ciascun personaggio piuttosto libero, reso graficamente da uno schema a ragnatela, navigabile attivando tanti nodi quanti punti vengo assegnati a ciascun personaggio ad ogni level up.

Immaginatelo in Italiano

Concludendo, Tales of Xillia spacca. E spacca nonostante presenti dei difetti che potrebbero essere giudicati gravi, se stessi parlando di un qualsiasi altro titolo JGDR. Mi riferisco alla trama che sembra allentarsi verso le battute finali, alla quasi totale assenza di luoghi extra da esplorare e ad una colonna sonora che a tratti rischia di risultare noiosa (mandate Sakuraba a fare una vacanza che ha bisogno di tornare il Motoi di qualche anno fa!), ma personaggi ed antagonisti che divorano la scena, tutta una serie di menu pieni di stile, un comparto grafico da urlo ed un sistema di combattimento che non sbava di una virgola eclissano completamente i difetti di cui sopra e rendono il titolo Namco Bandai uno dei migliori giochi di ruolo dell’attuale generazione. Tales of Xillia, è il perfetto esempio della direzione che dovrebbero intraprendere i JGDR da qui in avanti; invece di cercare di integrare, senza successo, le caratteristiche dei giochi di ruolo occidentali, dovrebbero celebrare gli aspetti che li hanno resi famosi anche in occidente e rifinirne le meccaniche di gioco.

GG Namco Bandai, GG


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