Trine 4: The Nightmare Prince – Recensione

Il primo capitolo di Trine uscì nel 2009 dalla software house Frozenbyte, che presentò questo puzzle game ambientato in un regno fantasy. I protagonisti di Trine erano tre eroi Amadeus, Pontius e Zoya. Amadeus il mago, evocava casse e aveva la capacità di far lievitare gli oggetti. Pontius il corpulento cavaliere, possedeva un potente attacco con la spada e deviava i fasci di luce e gli oggetti con il suo robusto scudo. Zoya con le sue abilità da arciere tendeva delle corde per oltrepassare percorsi in altro modo impraticabili, e mostrava altre doti funamboliche. Questa la ricetta del primo capitolo, che a distanza di dieci anni si ripresenta con gli stessi ingredienti ma in una veste grafica bidimensionale rivista – a seguito del tentativo mal riuscito di utilizzo della grafica tridimensionale del terzo capitolo – ma conservando le ambientazioni fiabesche dell’intera saga.

Trine 4: The Nightmare Prince, è diviso in cinque atti nei quali dovremo combinare le abilità dei tre personaggi per superare i vari ostacoli, raccogliere le fiale e potenziare i nostri eroi con nuovi poteri.
Dopo i primi tre livelli, che per i neofiti del titolo Frozenbyte fungono sia da tutorial sia da presentazione delle abilità dei personaggi, inizieremo il secondo atto con la riunione del nostro trio. Primo aspetto da chiarire è che per giocare a questo capito non è necessario aver giocato gli episodi precedenti. La storia e la narrazione sono molto semplici e la conoscenza di Amadeus, Pontius e Zoya può essere utile solo per comprendere meglio le potenzialità di ciascun personaggio, ma lacampagna principale può essere affrontata dai nuovi giocatori senza nessuna restrizione.
La storia vede riuniti i nostri eroi per salvare il principe Selius scomparso dall’accademia di magia. Appena incontreremo il principe, ci renderemo conto che qualcosa in lui non va perché ogni suo scatto d’ira evocherà un mostro che cercherà di eliminarci. In Trine 4 i combattimenti non rappresentano una vera sfida neanche nei livelli inoltrati e la sensazione che si avanzi un poco a casaccio sperando di riuscire a salvare il principe per qualche caso fortuito è molto forte. Lotteremo contro le manifestazioni del subconscio del principe, che privato del talismano che conteneva questa sua capacità, darà libero sfogo ai propri incubi senza riuscire a controllarli. Durante le nostre peripezie incontreremo altri PNG, alcuni con un characters design notevole e in perfetto stile fiabesco, ma niente che ci rimarrà impresso nella memoria e che scomparirà dai nostri ricordi una volta scomparso dai nostri occhi. Le ambientazioni invece sono dei quadri vivi e colorati stupendi, che con tinte accese e particolari curati renderanno la nostra avventura un piccolo sogno ad occhi aperti. Forse l’unica pecca è la troppa somiglianza degli scenari e una scarsa diversificazione delle ambientazioni.

Oltre ai rompicapi, a bloccare il nostro cammino troveremo occasionalmente lupi oscuri, ragni infuocati e demoni maghi, evocati dagli incubi del principe Selius che si dissolveranno in una nube oscura una volta eliminati. Qui Pontius con la sua spada e il suo scudo, avrà il ruolo principale insieme a Zoya, che con la possibilità di colpire a distanza e l’utilizzo di frecce elementali con il potere del fuoco e del ghiaccio saranno indispensabili a battere in fretta i mostri dell’elemento opposto. Avremo in ogni caso la possibilità in combattimento di usare il personaggio che desideriamo perché ognuno a suo modo, saprà come affrontare i nemici che cercheranno di fermare la nostra avanzata.

Non tutti i boss di fine livello dovranno essere affrontati con la forza bruta, ma ci troveremo a scontrarci anche in compiti che metteranno alla prova il nostro ingegno e le abilità dei nostri eroi.
Una delle pecche presenti in questo capitolo come nei precedenti è la ripetitività di alcune combinazioni di abilità per superare gli ostacoli. Freccia elementale del ghiaccio per bloccare una piattaforma mobile e scatola magica per permetterci di salire sulla sporgenza elevata, è una delle combinazioni principali che ripeteremo numerose volte e in sequenza per farci strada nei vari scenari di gioco. Sono state ampliate le capacità di ciascun personaggio, ma spesso serviranno più per raggiungere aree segrete che per avanzare nella storia principale. Ma in alcune circostanze avremo modo di andare avanti utilizzando diverse combinazioni, soprattutto una volta che la scelta dei nostri poteri sarà ampliata da doppie o triple evocazioni degli oggetti, sfere rimbalzanti, scudo o frecce dei sogni e carica.

Verso la fine del terzo atto avremo modo di affrontare anche alcune sezioni sott’acqua di Lago Acquazurra, ma l’atmosfera rimane pressoché invariata nelle fredde tinte accese del mondo onirico di Trine 4: The Nightmare Prince. Inoltre, queste parti saranno così brevi che non porteranno un vero cambiamento nello stile di gioco se non per pochi secondi. Troveremo anche dei cubi carichi di elettricità che renderanno inutilizzabili gli elementi metallici evocati da Amadeus, obbligandoci a trovare materiali alternativi per la costruzione delle nostre piattaforme. Dovremo affrontare anche delle prove con un singolo eroe nelle quali saranno messe a dura prova abilità e ingegno nell’affrontare i nostri incubi, evocati dal principe che ha ormai perso il controllo. Così una semplice missione di recupero diventerà nel corso dell’avventura, la lotta all’ennesimo malvagio del regno. Ma sarà davvero il principe Selius l’antagonista di questa storia? Non rimane che giocare Trine 4: The Nightmare Prince per scoprirlo.

In Conclusione

Trine 4: The Nightmare Prince si presenta come il miglior titolo della serie che eredita il meglio presentato negli ultimi anni dal franchising. Purtroppo, il bagaglio di questo quarto capitolo si porta dietro anche molti difetti come la narrazione scialba, il characters design mediocre e un doppiaggio da dimenticare. Ma le ambientazioni ben realizzate e la giocabilità del titolo con puzzle non troppo complessi ma avvincenti, vedono Trine 4: The Nightmare Prince un buon titolo del genere e un acquisto obbligato per i fans.


8.0
voto

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