Frostpunk: Console Edition – Recensione

Abbiamo dovuto attendere poco più di una anno per provare Frostpunk su console e finalmente abbiamo avuto la possibilità di saggiare le nostre doti da leader in questo gestionale con una forte dose di survival. Sarà valsa la pena aspettare così tanto? Scopritelo nella nostra recensione.

Il terribile evento chiamato The Frost ha avvolto il mondo intero in un manto di ghiaccio. La civiltà come la conosciamo è crollata sotto il peso della neve e delle privazioni. Uno sparuto gruppo di sopravvissuti della città di Londra ha deciso di spingersi a nord per cercare un riparo sicuro, creare un accampamento, forse l’unico rimasto su tutta la faccia della Terra. Ma perchè andare a nord in un mondo ricoperto di ghiaccio e spazzato da gelidi venti siderali? Perchè a nord c’è un grosso generatore che può fornire calore ed un briciolo di speranza. Il nostro compito in Frostpunk è quello di gestire,nei panni del leader dei sopravvissuti, questa nuova città, farla espandere e sopravvivere con tutti i mezzi necessari a questo inverno infinito. Non vi aspettate troppi aiuti, non li avrete. Iniziamo la nostra avventura, se scegliamo la modalità Storia, con una manciata di persone e poche risorse a disposizione. Per prima cosa dovremo iniziare ad estrarre il carbone per “nutrire” la fornace, il fulcro di tutto il nostro accampamento. Poi si raccoglie la legna, per iniziare a dare un riparo con le tende ai nostri concittadini. La città così inizierà ad espandersi e con essa anche le molteplici necessità che essa ha. Dovremo fornire ai nostri abitanti cibo, calore, riparo, cure svago, leggi, ordine e disciplina. Il tutto per tenere accesa, oltre il generatore, la speranza. Essa è l’indicatore principale al quale dovremo sempre fare riferimento. L’obiettivo è quello di riuscire a sopravvivere in condizioni realmente avverse per almeno 20 giorni e se falliamo, sameo costretti ad un gelido esilio solitario. Avevo già provato questo titolo su PC e nonostante l’esperienza acquisita in passato, mi ci sono volute ben sei partite per superare il limite dei 20 giorni. successivamente a questi si apre una altra grande sfida, che non vi rivelerò, che sarà ancor più impegnativa della precedente.

Ogni scelta che facciamo durante il gioco produce delle conseguenze, sia nel breve che nel lungo periodo. quando parlo di scelte, mi riferisco a quelle basilari, come la costruzione di nuovi edifici, la scelta di sviluppare nuove tecnologie, quanti lavoratori affidare a determinati impieghi. o accogliere le richieste dei singoli per cercare di accrescere la speranza e sedare l’inzio di temibili rivolte. Tutto il gioco si regge su di un equilibrio precario, che rende palpabile la tensione che potrebbe vivere realmente colui che comanda un manipolo di disperati alla ricerca di un motivo per vivere. Basta che un cittadino si ammali, che non abbia le adeguata cure, perché si scateni una epidemia che rende inabili al lavoro gli altri, che non potendo più estrarre carbone per la fornace, decreteranno il nostro ineluttabile fallimento. Allora si parte con una nuova partita, memori dell’errore precedente, creando tende mediche e casa di cura, ma togliendo così forza lavoro alla ricerca di cibo, per cui una terribile carestia che a sua volta ha decimato la mia scarsa forza lavoro. Come dicevo Frostpunk è un gioco di equilibri e pianificazione, non si può lasciare niente al caso, bisogna controllare ogni singolo elemento del nostro precario ecosistema per poter progredire. I fallimenti sono l’unica strada per progredire, l’esperienza accumulata è la chiave di volta di tutto il gioco, per cui non lasciatevi deprimere, ma provate e riprovate, seguite sempre la strada più semplice e lineare, non disperdete la forza lavoro e cercate sempre di gestire con oculatezza le risorse scasre. Questo è il consiglio che vi posso dare per potervi gustare in toto questo gioco.

Essendo il leader saremo anche chiamati a promulgare alcune leggi per regolare la vita dell’avamposto, con varie opzioni che hanno tutte i loro pro e i loro contro. Anche in questo caso la strada da seguire non è semplice, perché ci vengono posti di fronte anche alcuni dilemmi etici. Potremo raddoppiare i turni di lavoro, ma anche permettere lo sfruttamento del lavoro minorile, oppure decidere di lasciare che i malati più gravi vengano lasciati senza cure a morire. L’eterna lotta tra speranza e malcontento ci condurrà verso percorsi che non ci aspettiamo, ma la sopravvivenza e il futuro del nostro avamposto devono essere gli unici elementi che guidano la nostra leadership.E poi se il malcontento cresce troppo, possiamo costruire anche un bar dove i nostri amati concittadini potranno affogare i loro dispiaceri, che si disperderanno per un po’ di tempo nei fumi dell’alcool, ma state attenti, perchè troppi ubriachi fanno presto a diventare una massa manipolabile da chi non vi supporta.

In Frostpunk è possibile anche accedere ad un albero delle tecnologie, che ci permetterà di creare miglioramenti alle strutture esistenti, come ad esempio un rendimento migliore della fornace, così come creare nuove strutture, come ad esempio centri estrattivi, segherie, capanne e altri elementi necessari per la nostra sopravvivenza. La tecnologia che ci verrà richiesta di sviluppare prima di tutte le altre è un pallone aerostatico che ci permetterà di inviare degli esploratori fuori dal nostro accampamento.

Essi andranno ad esplorare alcuni punti di interesse, sia alla ricerca di materiali che di sopravvissuti a questa nuova era glaciale. Ci sono anche in questa situazione più scelte da fare. Possiamo infatti decidere di richiamarli all’accampamento per riposarsi una volta che hanno compiuto una missione o azzardare di mandarli verso un altro punto, con la speranza che possano recuperare maggiori risorsi ed altri sopravvissuti. Possiamo decidere se far rientrare i civili che abbiamo trovato da soli, oppure farli scortare dagli esploratori per rendere il loro viaggio di ritorno più sicuro. Ogni scelta ha un peso. Ad esempio ho deciso di far rientrare solo i sopravvissuti, ma il loro viaggio di ritorno in solitaria è stato troppo lungo, per cui si sono ammalati e quando sono arrivati all’accampamento, invece di andare a rimpolpare la forza lavoro, hanno ingolfato le tende mediche, aumentando a dismisura il livello di malcontento.

Ci sono poi eventi random che possono far precipitare la speranza e renderci vulnerabili. Ciclicamente arrivano delle pesanti gelate, che fanno abbassare in maniera abnorme le già rigide temperature glaciali, aumentando il rischio di malattie, congelamenti e il consumo di carbone delle caldaie. Ci sono poi eventi sociali da tenere di conto, come rivolte e defezioni. Ad un certo punto un gruppo di cittadini deciderà che vuole ritornare a Londra, la città d’origine, per cui il livello di speranza precipiterà bruscamente fintanto che non troveremo una soluzione a questa sedizione. La maggior parte degli eventi imprevisti si può risolvere in un determinato lasso di tempo che ci viene comunicato dal gioco, ma quando si sommano troppi eventi, fallirne anche uno vuol dire creare una reazione a catena negativa che farà precipitare velocemente il nostro indice di gradimento. Capite bene che Frostpunk è un gioco realmente duro e a volte può apparire ingiusto nei nostri confronti, facendo precipater il giocatore nello sconforto, ma paradossalmente questo è il suo lato migliore. Non è un titolo che lascia spazio all’improvvisazione, è un gestionale che ci coinvolge in ogni minuto di gioco, ma che una volta imparato a conoscere è in grado di regalare soddisfazioni di alto livello. giocare a Frostpunk è come mettersi alla guida di una vecchia Panda, senza servosterzo, con i freni duri e le gomme lisce. Tenerla in strada è un’impresa, ma una volta che saremo riusciti a domarla ci sentiremo i padroni del mondo.

Se riusciamo a sopravvivere per almeno 20 giorni saremo premiati con la possibilità di affrontare altri scenari. Come dicevo, non voglio svelarvi niente di quello che il gioco vi proporrà, ma l’avvertenza che vi posso dare è di non sottovalutare le nuove missioni.

Oltre alla campagna c’é la modalità Infinita, a sua volta suddivisa in due parti. La prima, dedicata ai survivalisti,  mette realmente alla prova le nostre facoltà mentali, poiché avremo scarsissime risorse e gli imprevisti crescono in modalità logaritmica: una tortura che sicuramente troveranno appagante solo i più masochisti tra gli appassionati del genere. L’altra sezione della modalità Infinita ci da la possibilità di affrontare il gioco con maggiore tranquillità, partendo con risorse maggiori, e questa tipologia di gioco ritengo che possa servire come secondo tutorial se la Campagna vi sembra troppo difficile.

Dal punto di vista tecnico, non ho riscontrato alcun problema grave, come cadute di frame, crash o bug durante le mie varie partite su PlayStation 4 Pro.Come già detto in altri articoli in passato, quello che mi spaventa sempre quando ci sono i porting di giochi da PC a console, è il sistema di controlli. La combo mouse/tastiera è difficile da implementare in maniera coerente nei controlli del pad, ma in Frostpunk il lavoro di implementazione con il DualShock è stato eccezionale. Ci ho messo circa un’ora per pendere confidenza con la disposizione dei comandi, ma una volta fatto, si ha l’impressione di avere il controllo perfetto. Qualche problema l’ho invece riscontrato quando si tratta di ruotare la mappa e fare lo zoom, perchè in questo caso mi sono trovato alcune volta a centrare con precisione quello che volevo. Altro difetto, comune a molti di questi giochi, è la dimensione del carattere del testo. Giocare su di un 49 pollici a distanza di circa tre metri non permette comunque di leggere agevolmente il testo dei vari messaggi che appaiono sullo schermo e l’impossibilità di aumentare al dimensione del font mi ha obbligato spesso ad avvicinarmi allo schermo,

 

In Conclusione

Frost punk non è un gioco facile, non ti mette a tuo agio, ti strapazza, ti umilia e ti mette di fronte a scelte morali ed etiche che ti disturberanno. Non è un gioco rilassante, ma una volta imparate le sue dinamiche, quando ci saremo immersi nel clima glaciale dell’ultimo avamposto dell’umanità e avremo capito che il bene e il male ormai sono concetti superati e che tutto dipende dalle nostre scelte, allora e solo allora saremo in grado di apprezzare Frostpunk, Non prendetelo per curiosità, perchè se non amate i  gestionali e i giochi di sopravvivenza estremi,allora vi dico subito che non fa per voi. Ma se amate le sfide, se non vi date mai per vinti di fronte alla prima, alla seconda alla terza sconfitta (e a molte altre), allora questo è il gioco che fa per voi. Domatelo e lui vi ricompenserà con una gratificante soddisfazione, con la consapevolezza che ogni sfida può essere affrontata e superata con la pazienza e la perseveranza.


8
voto

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