Ghost Recon Breakpoint – Recensione

Ci siamo: Ubisoft è finalmente tornata di prepotenza sul mercato degli shooter, affiancando al sempreverde Rainbow Six e al secondo capitolo di The Division, un nuovo capitolo della serie Ghost Recon che sembra ispirarsi per certi versi ai due titoli citati in precedenza, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche del gameplay. Ma si sa, Ghost Recon è un titolo che ha alle sue spalle una lunga storia, fatta di successi e insuccessi, e un seguito di fan che ancora oggi, a distanza di anni, ricorda con piacere capitoli come Advanced Warfighter o Future Soldier, la cui trama era stata abilmente intrecciata da Tom Clancy. A distanza di due anni dall’ultimo capitolo, Wildlands, Ghost Recon torna sul mercato con una nuova avventura e una nuova trama che, tra i vari personaggi, vede la presenza nientepopodimeno che Jon Bernthal, lo Shane di The Walking Dead e il The Punisher della celeberrima serie TV targata Netflix.

La storia di Breakpoint ha luogo sull’isola immaginaria di Auroa, dove Nomad, il protagonista, e la sua squadra di fantasmi sono stati mandati in ricognizione. Giunti in prossimita dell’isola, una misteriosa energia fa si che gli elicotteri dei Ghost incomincino a precipitare, uccidendo così molti dei soldati e ferendone altri. Solo, male armato e ferito, Nomad dovrà indagare su quello che è successo sull’isola, facendosi largo tra le file dell’esercito nemico che questa volta, più che mai, sembra agguerrito e militarmente preparato. A differenza di altri titoli appartenenti allo stesso genere, Breakpoint riesce a coinvolgere immediatamente il giocatore all’interno della struttura narrativa, catapultandolo in una situazione in cui, soprattutto con un livello di difficoltà più alto, non è difficile morire. Le prime ore di gioco, come da prassi, fungono da tutorial per l’intero gameplay proposto, sia per quanto riguarda le dinamiche di gioco sia per quanto riguarda i vari menù messi a disposizione. Prima di addentrarci nella spiegazione di tutta (o quasi) l’offerta ludica di Breakpoint, è doveroso sottolineare quanto questo titolo sia “immenso”: le cose da fare sono tante, forse troppe, al punto da potervi spingere talvolta a dimenticarvi della storia a favore della ricerca di qualche oggetto collezionabile.
La mappa su cui si sviluppa la struttura di gioco è veramente immensa, e l’alternanza di paesaggi, ambienti rurali e urbanizzati, è veramente di buona fattura anche se, per certi versi, si sente un po’ la mancanza della varietà offerta nella Bolivia di Wildlands. Disseminati lungo la mappa ci sono diversi “bivacchi”, in cui è possibile curare il personaggio oppure creare o acquistare nuovi oggetti; è infine possibile decidere l’ora in cui abbandonare il suddetto accampamento per lanciarsi in missione.
L’intera trama del gioco si sviluppa tra una missione e l’altra, e purtroppo, non ci vorrà troppo tempo affinché sopraggiunga l’impressione di stare facendo sempre le “stesse cose”: liberare una mappa dal nemico, raccogliere informazioni, parlare con un particolare personaggio, sono infatti gli obbiettivi che più di frequente vi verrà richiesto di portare a termine. Nonostante la ripetitività delle situazioni di gioco, però, va sottolineata l’estrema cura applicata dagli sviluppatori per la caratterizzazione dei personaggi e la realizzazione delle varie cutscene a cui sarà possibile assistere tra una missione e l’altra.

Come in ogni titolo che rispetti, la campagna principale di Ghost Recon Breakpoint funge da cuore pulsante per l’intera struttura ludica ma, ovviamente, non mancano una sfilza ti attività secondarie ad arricchire ancora di più l’offerta proposta. Girovagando per le varie zone che compongono l’immensa mappa, infatti, non sono rari i casi in cui si incontrano personaggi che hanno bisogno di aiuto e/o attività secondarie utili ad aumentare i punti esperienza del personaggio e ottenere nuove abilità o oggetti speciali, come armi rare o componenti, che vi permetteranno, se vendute, di ottenere più denaro.
Ghost Recon Breakpoint propone ai giocatori un sistema di personalizzazione delle armi, denominato Gunsmith, che consente di modificare le componenti di ogni arma, andandone a potenziare le caratteristiche e aggiungendo, talvolta, elementi come mirini, bocche di fuoco, caricatori e possibilità di fuoco secondario capaci di renderle più letali. Nonostante il vasto arsenale di armi, però, è possibile notare quanto molte armi siano simili tra loro, al punto di spingervi, a un certo punto, a puntare sul vostro set di armi standard senza poi cambiarlo più di tanto. Oltre alle armi principali e secondarie, ovviamente, non manca un vasto campionario di gadget tecnologici o meno, utili, come nel caso del drone, a mappare i nemici sulla mappa oppure a creare contemporaneamente danno a un folto gruppo di nemici.
Contemporaneamente allo sviluppo delle varie armi, è possibile dedicarsi allo sviluppo del personaggio, utilizzando i punti abilità, ottenuti a ciascun level-up, per sbloccare le diverse peculiarità di ciascuna delle quattro classi di soldato messe a disposizione, con la possibilità per il giocatore di passare da un momento all’altro a un’altra classe e sfruttare le sue abilità attive e passive e i gadget da combattimento esclusivi.
Sotto certi versi, Ghost Recon Breakpoint  è un titolo che punta (o meglio vorrebbe puntare) al realismo estremo, catapultando il giocatore in situazioni realistiche, con tutte le difficoltà legate a ferimenti di vario genere. In questo capitolo, infatti, i soldati possono essere feriti in vario modo e a seconda della ferita ne sarà rallentata la mobilità oppure la possibilità di utilizzare armi da fuoco pesanti. Per curarsi il giocatore avrà a disposizione sia bendaggi (che richiedono tempo per essere applicati) sia siringhe mediche dall’utilizzo certamente più veloce. In Ghost Recon Breakpoint diventa inoltre estremamente importante dosare bene le energie del personaggio in quanto una corsa a perdifiato, per esempio, andrà a consumare molto rapidamente la stamina del personaggio, obbligandolo poi per qualche tempo a muoversi  a passo ridotto.

Qualche rigo un po’ più in su vi avevamo accennato al livello di difficoltà del gioco che, soprattutto in certi momenti, presenta immotivati picchi. Iniziamo col dire che, come dichiarato da Ubisoft, Ghost Recon Breakpoint è un’esperienza ludica concepita innanzitutto per più giocatori e infatti, in modalità coperativa, il livello di difficoltà riesce ad abbassarsi sensibilmente, creando comunque qualche grattacapo. Ad inasprire il livello di difficoltà del gioco ci pensa un numero sproporzionato di nemici che inizieranno a comparire improvvisamente anche quando sarete sicuri di avere eliminato tutti quelli presenti sulla mappa. La possibilità di creare una squadra di soldati che si muovono insieme, però, è limitata esclusivamente all’esperienza di gioco online; offline, infatti, non è possibile avere un seguito di soldati controllati dalla IA e in battaglia vi ritroverete soli, senza alcun tipo di supporto. In ogni caso, quello che più ci è piaciuto, è che il sistema di gioco consente al giocatore di decidere con quale tipo di approccio affrontare la missione: sia che vogliate gettarvi in battaglia e sparare a ogni cosa che si muove, sia che vogliate utilizzare una strategia stealth, le mappe di Breakpoint offrono decine di oggetti, muri, strutture utili a portare a compimento la strategia che avete in mente.
Altro fattore che tende a guastare l’esperienza di gioco con Ghost Recon Breakpoint  è la presenza di bug e glitch di vario genere: per esempio, durante un ritorno al campo base, ci è stato chiesto di parlare con il CEO della Skell Technology che, per un bug, non siamo riusciti a trovare nell’area indicata sulla mappa e solamente dopo avere ruotato la telecamera, il personaggio in questione è improvvisamente comparso permettendoci di poter proseguire nella missione. Oltre al caso citato in precedenza, non sono stati rari i casi di bug simili, di glitch (che a volte riescono anche a favorire il giocatore) e improvvise compenetrazioni tra personaggi e di personaggi con l’ambiente che rendono il tutto veramente irrealistico.

Se dovessimo segnalare il fiore all’occhiello di tutto il comparto tecnico, menzioneremmo sicuramente l’audio. Come da prassi per i titoli Ubisoft, infatti, il gioco è stato interamente doppiato in italiano, con una immensa bravura da parte dei doppiatori nel caratterizzare il proprio personaggio, quasi come se stessimo vedendo un film hollywoodiano. Stesso discorso riguarda il campionario degli effetti sonori che possibile ascoltare girovagando nella mappa oppure in uno scontro a fuoco col nemico.
Il motore grafico, invece, non si distacca troppo da quello visto nel precedente Wildlands e la presenza eccessiva di bug e glitch grafici, con alcuni fenomeni di popping sulla mappa, dove elementi compaiono improvvisamente dall’orizzonte creando non pochi problemi soprattutto se il personaggio si sta muovendo a una certa velocità su un mezzo a due o quattro ruote.

In Conclusione

Ghost Recon: Breakpoint è un gioco senza ombra di dubbio immenso, sia per quanto riguarda le mappe di gioco, sia per quanto riguarda le cose da fare. L’offerta ludica proposta al videogiocatore ha una mole impressionante di contenuti, e la quantità di ore di gioco garantite tra missioni principali e secondarie supera sicuramente le cinquanta. Purtroppo però il titolo Ubisoft non si distacca troppo da quanto visto nel precedente capitolo della serie e non ci sono stati notevoli passi in avanti per un gameplay che, oramai, risulta privo di reali novità che spingano il videogiocatore fino alla fine del gioco. La trama di Ghost Recon: Breakpoint è coinvolgente e riesce a tenere incollato il giocatore al pad fin dal primo momento, nonostante i vari cliché e stereotipi di cui è stata arricchita. Ghost Recon: Breakpoint è un prodotto che in multigiocatore dà il meglio di sé e da soli arriva in certi momenti a dei picchi di difficoltà inaspettati. Ghost Recon: Breakpoint è tutto sommato un buon prodotto, anche se c’è da augurarsi di essere di fronte a un vero e proprio “Breakpoint” della serie, in vista di un futuro diverso e innovativo per il brand Ghost Recon.


7.5
voto

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