Warsaw – Recensione

Dopo aver visto e letto un po’ di cose in anteprima su Warsaw, mi ero fatto l’idea che fosse un seguito a tema Seconda Guerra Mondiale di Darkest Dungeon, ma nonostante entrambi i giochi condividano l’estetica disegnata completamente a mano, e un combattimento a turni bello tosto, ci troviamo di fronte a due giochi completamente diversi. Gli sviluppatori di Pixelated Milk hanno creato un titolo solido che sarà sicuramente amato da coloro che apprezzano gli RPG tattici, ma  purtroppo non è privo di difetti. Scopriamo assieme se siete pronti ad unirvi alla rivolta!

Senza troppo andare lontani con la fantasia, Warsaw  si svolge nella Varsavia occupata durate il 1944. Il nostro compito è quello di prendere il controllo della rivolta di Varsavia contro la sanguinosa occupazione nazista. Come background per questo tipo di gioco di strategia è sicuramente originale. L’impianto di gioco ci porterà sulla mappa della città e dovremo esplorare le strade della città in cerca di scorte, cercando al contempo di evitare le pattuglie naziste e il tutto è reso come un’esperienza autentica grazie ad un’ambientazione che disegna in senso letterale un città  disperata e malridotta, piegata dalla guerra ma non doma e pronta a rialzare la testa in ogni modo, dal brutale al disperato.

Per coordinare le nostre azioni nei vari quartieri di Varsavia avremo a disposizione un nascondiglio, che funge da hub e per accettare missioni, reclutare nuovi soldati e scambiare rifornimenti. Per chi ha giocato This War of Mine troverà molte similarità, anche s e in Warsaw l’ambiente di collegamento offre un grado minore di personalizzazione e spazio da esplorare.  Il breve tutorial iniziale non è assolutamente sufficiente a capire le dinamiche del gioco, per cui per iniziare a prendere confidenza e a scoprire tutte le varie possibilità a nostra disposizione, saremo chiamati a esplorare pazientemente durante il gioco le varie opzioni disponibili, con il risultato ovvio di incappare fatalmente in pesanti insuccessi.

Oltre a questa difficoltà nell’imparare le dinamiche del gioco, bisogna anche considerare che sopravvivere a Varsavia è un compito veramente arduo, sia a livello individuale che per la resistenza nel suo insieme. La chiave di volta di tutto il sistema di gioco sta nel trovare una composizione adeguata di personaggi da portare in missione e anche questo comporta un duro apprendistato che mi ha portato a dover ricominciare più volte il gioc da capo, dopo aver fallito miseramente missioni importanti per la buona riuscita della partita che avevo in corso. Quello che è necessario trovare nel nostro party è un continuo bilanciamento tra potenza di fuoco, tipi di armi e capacità di cura. Quini perdere il personaggio fondamentale all’inizio di una singola missione non vuol dire solo compromettere l’andamento di uno scontro, ma il fallimento complessivo di tutta la rivolta e la conseguente fine del gioco. Se i vostri personaggi riusciranno a uscire vivi dai vari scontri ai quali saranno chiamati a partecipare, allora potrete potenziarli, ma anche in questo caso le cose non sono affatto semplici. Per far salire di livello i personaggi sono rischiesti un bel po’ di investimenti, che comunque ci premiano con abilità importanti e fondamentali. Se si riesce ad esempio a far salire di livello il medico sblocca un’abilità che cura praticamente gli alleati adiacenti ogni volta che subiscono danni. Il problema è che nonostante gi sforzi e l’impegno nel voler far crescere e sviluppare i singoli elementi del nostro gruppo, il livello di difficoltà egli scontri risulta troppo penalizzante, mettendoci contro avversari molto più potenti di noi già nei primi livelli. C’è poca speranza di poter sopravvivere a combattimenti cruenti che ci vedono già in partenza in palese inferiorità.

Questo ci porta al problema principale di Warsaw, ovvero che il gioco si dimostra di essere un’esperienza difficile ma non gratificante. Quello che mi ha stupito in maniera negativa è il fatto che quando sono riuscito faticosamente a vincere degli scontri impegnativi mi sono ritrovato a ricevere delle ricompense così misere da lasciare l’amaro in bocca. Capisco che si sia voluto dare un senso di autenticità all’intera vicenda della rivolta di Varsavia, ma bisogna anche considerare che si tratta comunque di un gioco e l’essere estremamente punitivo rappresenta una svista frustrante che quasi uccide l’intera esperienza.
Altro elemento che mi ha lasciato perplesso è la gestione delle munizioni durante gli scontri. La maggior parte dei combattimenti comporta di abbattere 4 o 5 nemici con circa 65 punti salute ciascuno. A disposizione abbiamo circa 150-200 proiettili nelle riserve e considerando che ogni singolo attacco richiede dai 3 ai 6 proiettili e la salute dei nemici cala mediamente tra gli 11 e 20 punti salute ad attacco, fate voi la matematica. Capire bene che dopo poco i colpi mancheranno ad un ritmo sempre più veloce e nel mondo di gioco troveremo sempre meno munizioni di quelle che consumiamo, portandoci ad un deficit che ci costringerà ad abbandonare gli scontri per aver esaurito i proiettili. Sinceramente non capisco come tutti questi elementi possano essere sfuggiti agli sviluppatori.

Per l’esplorazione della mappa, dove appunto possiamo trovare rifornimenti, abbiamo comunque a disposizione degli Action Point. Muoversi per le strade di Varsavia ne comporta il consumo e ovviamente si esauriscono abbastanza rapidamente. Ce ne vengono forniti 100 all’inizio di una missione e ogni movimento abbassa la barra. Se la barra si riduce a zero prima di completare una serie di obiettivi, la missione inesorabilmente fallisce.Anche questa condizione l’ho trovata veramente troppo restrittiva, in quanto, a parte un generico indicatore di direzione che ci indica gli obiettivi, non abbiamo una visione completa della mappa ed è impossibile sapere quali siano gli incontri che possiamo fare. Non potendo quindi fare una pianificazione tattica dei nostri spostamenti, questo vagare a casaccio porta a parecchi fallimenti e ad un innalzamento conseguente del senso di frustrazione

Fallire una missione comporta sia una perdita di slancio dell’insurrezione che un vantaggio delle forze naziste sullo specifico distretto dove abbiamo fallito, con il conseguente aumento delle pattuglie nemiche che ci ingaggeranno mentre cerchiamo di portare a termine missioni successive. Durante le mie prime partite ho difficilmente superato la terza missione e devo dire che questo mi ha portato ad abbandonare il gioco. Ma poiché sono testardo e non mi do facilmente per vinto, ho continuato, attraverso comunque una lunga serie di “trial&error”, a cercare di capire meglio le varie dinamiche. Solo dopo una decina di partite ho iniziato a vedere quello che realmente Warsaw può realmente offrire. Il sistema di gioco è sicuramente solito e valido, ma richiede veramente troppo tempo per essere padroneggiato anche da chi come il sottoscritto, ha una vasta esperienza in questa tipologia di giochi. Mi spiace veramente che questo sbilanciamento sia cosi deleterio per gustarsi l’intera esperienza, che ha dei momenti vibranti ed interessanti. Ad esempio dopo ogni missione e talvolta anche durante, riceveremo un evento testuale. Questi eventi sono uno degli aspetti più interessanti di Warsaw, in quanto ci offrono un momento di narrativa che serve a ravvivare la campagna in corso. Sono piuttosto semplici e completarli in maniera  corretta ci permette di ricevere ricompense abbondanti.

In Conclusione

Warsaw ha sicuramente un struttura solida ma i problemi di bilanciamento la penalizzano in maniera troppo pesante. Nonostante abbia trovato un sacco di idee interessanti e un costrutto narrativo avvincente, il tutto è malamente rovinato da una realizzazione globale troppo pasticciata: lo stile artistico disegnato a mano, le battaglie impegnative e fondali interessanti non sono elementi sufficienti per consigliare l’acquisto di Warsaw, per cui considerate di prenderlo solo se siete disposti a passare molte ore a ripetere gli stessi errori fino a scoprire la vera essenza del gioco, ma forse a quel punto vi avrà già annoiato.


5
voto

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