FIFA 20 – Recensione

Anno nuovo FIFA  nuovo. Appassionati di tutto il mondo hanno atteso il 24 settembre per poter metter mano al nuovo titolo calcistico di Electronic Arts.

LA NUOVA MODALITA’ STORIA – In FIFA 20 non vestiremo più i panni di Alex Hunter nella modalità storia ma in un nuovo avatar personalizzabile, abbandonando sopratutto la carriera da calciatore “classica” per dedicarci allo street football. Il nostro giocatore fa parte di un team capitanato da Jayzinho, uno degli storici fondatori del movimento del calcio di strada, ma quest’ultimo subirà un grave infortunio al crociato compromettendo la possibilità di poter far qualificare la J10 al prossimo torneo mondiale. La squadra è visibilmente delusa e amareggiata e tutti i componenti lasciano in blocco la formazione ma il protagonista, e altri due membri, non si scoraggiano e partono per la volta di Tokyo per poter risistemare le cose e cercare di coronare il sogno Mondiale. La modalità Volta sarà giocabile in diverse modalità : 3v3 Rush (con i cosiddetti portieri volanti), 4v4 con o senza i rispettivi estremi difensori, 5v5 e modalità futsal professionali con la possibilità di scegliere alcune squadre del panorama calcistico europeo. Lo stile delle partite è molto veloce e frenetico, le animazioni daranno quel tocco in più facendo credere al videogiocatore di aver messo mano ad un FIFA Street ma questo, non è un FIFA Street. Le skill non sono quelle del precedente spin-off di EA ed i movimenti risultano essere più reali e verosimili senza andare a sfociare nel cartoon o nell’impossibile. Una modalità di gioco diversa e a tratti divertente che lascia anche spazio ad un continuo futuro. Il tutto è condito anche dalla partecipazioni di altre legende dello street football come: Issy Hitman, Kotaro Tokuda, Ed Van Gils, Rocky Hehekaija oltre alla partecipazione del giocatore del Real Madrid Vinicius Jr.

MODALITA’ CARRIERA – Come ogni anno i giocatori potranno affrontare due modalità di carriera, quella da allenatore o da giocatore ai primi passi ma andiamo in ordine. Vestendo i panni da coach ci accorgiamo subito che EA, quest’anno, abbia voluto dare una nuova veste ad una modalità abbastanza strana sopratutto per i puristi del gioco manageriale più famoso, Football Manager. Sin dal primo secondo, il giocatore potrà modificare il proprio avatar da far sedere in panchina, cosa apprezzabile sopratutto per chi cerca l’editing dei personaggi ma l’aggiunta che ha potuto dar maggiore risalto alla carriera è la possibilità di partecipare alla conferenza stampa pre-match. Durante l’evento dovremmo fare attenzione alle risposte che daremo poichè esse andranno ad influire, nel bene o nel male, su determinati giocatori o sull’intera squadra prima della partita. Ciò lo potremmo capire dall’HUD presente durante l’intervista che ci dirà chi ne ha beneficiato e chi no. A lungo andare, però, le domande saranno sempre le stesse e le risposte anche, annoiando un po’ e mettendo fine all’evento che potremo anche saltare senza prendere bonus/malus sull’umore della squadra. Per il resto potremmo fare tutto ciò che si addice ad un manager: lavorare sul mercato, preparare gli allenamenti, la formazione e sperare che tutte le scelte sia state giuste per raggiungere la vittoria in campionato ed in coppa. L’altra faccia della carriera è quella del giocatore ma su questo ci sarà un po’ da dire sopratutto per la sottovalutazione che ogni anno EA mette in essa e ciò fa arrabbiare, non poco, quelli come me che cercano di puntare sul proprio personaggio e cercare di realizzare quello che poteva essere un sogno fin da bambini. Fin dall’inizio sceglieremo una squadra che ci acquisterà con l’allenatore che subito ci darà degli obiettivi da raggiungere in campionato ma nel 99% dei casi a fine tournée estiva il mister dirà che vorrà mandarci in prestito anche se abbiamo fatto un’ottima figura. Se dovessimo rifiutare tutte le offerte di prestito, che di solito vanno dai campionati esteri più strani con la massima fortuna che si può trovare sarà quella della Serie B italiana(in questo caso), l’intelligenza artificiale del gioco dimenticherà tutto e ci utilizzerà come prima scelta nella formazione titolare lasciando in panchina chi nella realtà è titolare inamovibile. Tutto ciò, ai fini della simulazione di una carriera, darà molto fastidio perchè non darà molte scelte al giocatore di crescere come potrebbe essere per un neo-professionista.

MODALITA’ FIFA ULTIMATE TEAM– Ad ogni pubblicazione del nuovo FIFA solo una cosa è certa, l’attesa dei fan per la Fifa Ultimate Team la modalità online che vi permetterà di creare una rosa da zero con delle, diciamo, carte collezionabili, scambiabili ed acquistabili tramite il mercato interno. Non ci sono particolari differenze con le scorse edizioni ma quello che ha fatto felici i giocatori è la modifica dell’HUD durante la creazione della rosa. La grafica aggiornata ci darà la possibilità di cambiare alcuni aspetti della propria formazione in modo molto più rapido. Come al solito sono aperti eventi speciali a tempo per poter riscattare premi importanti quali: giocatori con statistiche modificate e oggetti scenici utilizzabili come: la coreografia di un settore all’ingresso in campo delle squadra, il cartellone a centrocampo, magliette e così via.

GAMEPLAY– Il gioco, dal punto di vista grafico, non ricevuto importanti upgrade rinviando il tutto al prossimo anno viste le voci che vedono l’uscita della nextgen nel 2020 ma è comunque una veste ottima come le edizioni precedente sopratutto il colpo d’occhio degli stadi. Il problema, a volte, sta nella fisica e nelle compenetrazioni tra giocatori. Capita, anche se raramente, che durante un’azione difensiva in scivolata, il difensore resti incastrato per un paio di secondi con l’avversario mandando in fumo l’azione poichè si perderà un giocatore. La fisica della palla resta di fatto quella degli anni scorsi con i rimpalli strani ma questo è solo una delle milioni di variabili da dover tener conto e che difficilmente potrà esser perfetta. Quest’anno FIFA, anche se ha le licenze per le due coppe europee: Champions League ed Europa League, ha perso una squadra molto importante per il panorama calcistico, ovvero, la Juventus. La società di Torino ha firmato un accordo di esclusività con il concorrente Pro Evolution Soccer mettendo a rischio il lavoro di EA e si vociferava già la possibilità di dover inserire solo giocatori con nomi fittizi che richiamassero quelli veri ma ciò fortunatamente non è successo. FIFA non avrà la Juventus ma la squadra è stata chiamata Piemonte Calcio scongiurando la possibilità di non vedere un calciatore importante come Cristiano Ronaldo, sopratutto in FUT, con un nome inventato. Quest’anno assistiamo ad una rivoluzione sul piano difensivo. I giocatori sono costretti a far tutto manuale poichè l’intelligenza artificiale non andrà in automatico in contrasto sull’avversario, rendendo tutto molto più difficoltoso sopratutto per i neofiti del gioco scatenando ire non indifferenti durante la partita. La IA degli arbitri, sopratutto online, è stata resa molto più cattiva. Infatti il direttore di gara farà correre di meno fischiando molto più del normale anche contrasti che durante una gara ufficiale dal vivo non verrebbe mai sanzionata. L’arbitro, inoltre, è dal cartellino facile e non mancherà l’ammonizione anche con un fallo non duro.

In Conclusione

CONCLUSIONE- FIFA 20 resta al momento quello che abbiamo visto negli scorsi anni anche se con qualche aggiunta carina ma non proprio necessaria. I problemi sono altri, come la carriera allenatore e con giocatori di tutti il mondo in attesa di una patch correttiva, ma EA ha risposto picche dichiarando che la correzione al momento non è prioritaria. Insomma, non proprio una bella presentazione a circa una settimana dal rilascio ufficiale e con un PES che sembra aver attratto molti nuovi giocatori sottraendoli dal mercato di FIFA.


7.5
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.