Children of Morta – Recensione

Dagli sviluppatori indipendenti Dead Mage, con la collaborazione di 11 Bit Studios, nasce Children of Morta. Nonostante non si abbia a che fare con un titolo tripla A, non parliamo certamente di novellini del settore. Dead Mage è infatti il team creatore di dei creatori di grandi titoli come Shadow Blade e Epic of Kings ed 11Bit Studios ha portato nell’industria capolavori come This War of Mine e Frostpunk. Children of Morta è uscito il 3 settembre su PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch, ed ha già riscosso un discreto successo tra la critica e la community. Originariamente finanziato nel 2015 attraverso un progetto Kickstarter, il titolo ha avuto molti problemi durante lo sviluppo, legati soprattutto ad un budget risicatissimo che potrebbe avere compromesso la qualità della produzione. Vediamo insieme cosa sono riusciti a fare i team con le loro risorse in loro possesso, avranno creato un titolo carismatico ed innovativo? O forse solamente cercato di rientrare nelle spese senza aver ideato un prodotto particolarmente valido? Scopriamolo insieme in questa recensione!

Children of Morta è un roguelike con visuale isometrica ed una generazione dei livelli procedurale. Le vicende del gioco si svolgono attraverso la famiglia Bergsons. Si tratta di persone che tramandando da generazioni un singolo ed unico obiettivo, liberare il monte Morta, dove essi abitano, dalla corruzione. I personaggi, inizialmente tutti praticamente anonimi, possono essere approfonditi molto bene durante il corso dell’avventura ed è molto facile affezionarsi ed empatizzare con loro. Ognuno ha delle abitudini, un carattere e delle peculiarità, che lo rendono unico e facilmente riconoscibile. La famiglia è composta da 6 persone, ed i suddetti sanno farsi apprezzare nel corso del tempo. Al di la del puro è semplice gameplay, è spesso bello osservare le abitudini dei protagonisti nella loro enorme casa. Ogni personaggio ha infatti una routine ed uno stile di combattimento del tutto personalizzato, che porta il giocatore ad interessarsi particolarmente alle vicende narrate, che risultano però spesso molto banali e scontate.

Il gameplay è basato su un combat system molto elementare alla base, ma difficile da padroneggiare al meglio. Ogni personaggio ha infatti diverse abilità e peculiarità, che risultano anche facilmente apprendibili ed intuitive, ma riuscire a superare a livelli…beh, quello è un altro conto. I dungeon di Children of Morta sono tutti generati proceduralmente, anche se con pochissime variabili ed una ripetitività di fondo accompagnata purtroppo da una ridondante anonimia. Quello che tutti i livelli hanno in comune è però la difficoltà. Uccidere un singolo nemico, salvo quelli corrotti e più potenti, è infatti piuttosto facile, ma i protagonisti verranno assaliti da intere orde di nemici tutti diversi e ben caratterizzati. Riuscire ad uccidere i molteplici avversari senza prendere danno risulta sempre molto impegnativo, e alla lunga si rischia di arrivare alla stanza finale ormai quasi in fin di vita. Il problema principale del gameplay sta però nei personaggi. Ogni run va effettuata con un singolo Bergson, ma non tutti hanno avuto la stessa cura da parte degli sviluppatori per abilità ed attacchi. Qualche personaggio risulta più noioso da usare, qualcun altro semplicemente più debole, e si finisce purtroppo molto spesso nell’utilizzare sempre li stessi, facendoli diventare quindi molto più potente degli altri. Per fortuna è sempre però possibile adottare stili di gioco diversi, il che rende l’esperienza di sicuro molto più coinvolgente sotto il profilo del gameplay, che risulta in qualunque caso ben studiato e curato in fin dei conti.

Il gioco presenta un’accentuata variante ruolistica. Completare gli scenari non è infatti fine a se stesso, ma permette di sbloccare dei bonus per l’intera famiglia e per i singoli personaggi, che con il tempo diventeranno tutti più forti. Riuscire a completare il primo livello sembra all’inizio impossibile, ma dopo qualche tentativo e potenziamento risulta fin troppo facile. L’albero delle abilità è molto buono e ben caratterizzato per ognuno dei protagonisti, in più avanzando all’interno di esso si sbloccano anche dei bonus globali validi per tutti i familiari. Progredire con le statistiche completando i livelli è davvero accattivante e risulta essere un’ottima motivazione per continuare nell’avventura con voglia, cosa che compensa la trama non esattamente al top e spesso lasciata nettamente in secondo piano. Purtroppo però i contenuti non sono moltissimi, ed il sistema di progressione si esaurisce piuttosto velocemente, specialmente se si cerca di utilizzare ogni componente della famiglia.

Il comparto grafico di Children of Morta risulta davvero particolare. Com’è possibile notare, abbiamo una grafica in pixel art, che si differenzia però da moltissime altre. In tutte le edizioni del gioco la qualità degli scenari e dei dettagli è a dir poco semplicemente disarmante, nonostante si stia parlando di un titolo con un budget davvero basso la grafica in pixel art risulta davvero invidiabile per moltissime produzioni. La cura maniacale impiegata sa farsi apprezzare già da subito e stupisce senza alcuna ombra di dubbio. Nonostante gli scenari siano però, com’è possibile vedere dalle foto, curatissimi nei modelli, i personaggi non hanno la stessa fortuna. I membri della famiglia vengono si caratterizzati durante il gioco, ma spesso si fa addirittura fatica a riconoscerli se non per i loro colori singoli tipici.

<fieldset style=”background: #98d8ff; border: 4px double #0071b6; width: 97%; padding: 5px;”><legend style=”color: #000000; font-weight: bold;”><span style=”font-size: 200%;”>In Conclusione</span></legend>Children of Morta è un ottimo titolo roguelike, che nonostante uno sviluppo molto travagliato si posiziona come paletto del genere. Al netto di qualche piccola incertezza relativa alla generazione procedurale e allo stile di combattimento dei singoli membri della famiglia, ci si trova davanti ad un’esperienza tanto divertente da giocare quanto profonda ed interessante da esplorare nelle sue piccolezze. Il comparto grafico in pixel art può non essere gradito da una parte del pubblico, ma è senza dubbio molto curato e valido.</fieldset>

 


8.9
voto

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