Blasphemous – Recensione

The Game Kitchen, lo sviluppatore del gioco, decise di mettere il suo progetto su Kickstarter e fissò come importo da finanziare $ 50.0000 e immaginatevi la sorpresa degli sviluppatori spagnoli quanto il progetto alla chiusura della campagna di crowdfunding raggiunse la mirabolante cifra di $ 400.000. I backers, come il sottoscritto, rimasero affascinati dal progetto e lo premiarono quindi sulla fiducia, sperando che riuscisse ad esprimere il potenziale che si intravedeva dalle premesse. Vediamo assieme se la fiducia è stata quindi bene riposta!

Grazie alla cifra raccolta, The Game Kitchen  nei tre anni di sviluppo ha lavorato con grande cura e il progetto ha avuto finalmente la sua distribuzione officiale, sia su PC che console.

In Blasphemous entreremo nei dolori panni di un silenzioso Penitente, l’unico sopravvissuto al grande massacro della Confraternita del Muto Lamento. Come in ogni buon “solulslike” che si rispetti, egli è intrappolato in un ciclo di costante resurrezione e morte, cercando di portare a termine la sua missione, ovvero eliminare la tremenda  maledizione che è caduta sulle terre dell’ortodossia chiamata Il Miracolo. Per poterci trovare al cospetto de Il Miracolo dovremo esplorare le terre decadenti e irrorate dal sangue degli innocenti, confrontando i suoi “apostoli, rappresentati dai Tre Santi Volti.

Tutta la mappa è centrata sulla città di Albero, che funge anche anche da hub del gioco, nel quale un misericordioso manipolo di missionari ha raccolto i sopravvissuti all’empia opera de Il Miracolo, cercando di garantire loro guarigione e custodia. Questa è la sola area sicura di tutto il gioco, perché tutto il resto dell’universo saturo di violenza e crudeltà, non avrà pietà di noi, scaraventandoci addosso svariati tipi di creature, ognuna più grottesca e contorta, classicamente ispirate da un grande spagnolo, Francisco Goya.

Questa è solo una piccola introduzione alla storia, che si rivela inaspettatamente profonda e piena di sfaccettature, così come accade nel titolo dal quale Blasphemous trae la sua principale ispirazione, ovvero Dark Souls. Il gioco di The Game Kitchen offre quasi tutto il suo lore nelle descrizioni degli oggetti degli elementi che troveremo disseminati ovunque nel mondo di gioco.

I pressanti riferimenti alla visione cristiana della lotta fra bene e male, in chiave medievale, sono il leit motif di tutto il gioco, che si rispecchiano sia nella creazione della mappa che nella realizzazione dei nemici, e che trova la sua sublimazione della caratterizzazione dei boss. La dicotomia tra bene e male, tra sofferenza e resurrezione, tra lotta disperata tra perverso e sacro sono elementi che in Blasphemous raggiungono un livello superiore rispetto a quanto visto in altri titoli, rendendolo unico nel suo genere.

Il gameplay di Blasphemous è strutturato come un classico metroidvania. La mappa che si aprirà davanti a noi durante l’esplorazione e la sua struttura ricorda i migliori Castlevania, sia per la distribuzione delle diverse aree (differenziate per tema e per nemici) sia per la quantità di segreti che si celano in ogni dove.

Un altro elemento fondamentale dell’esplorazione è il backtracking, che è legato allo sbloccare di nuove abilità con le quali possiamo accedere ad aree precedentemente precluse, soprattutto se vogliamo raccogliere tutti gli oggetti da collezione.

Saremo dotati come arma principale di una spada denominata Mea Culpa, che possiamo migliorare sugli altari che troveremo lungo il nostro cammino. Questo ci permette di acquisire nuove abilità, come eseguire attacchi potenti, che possono essere effettuati mentre cadiamo oppure a distanza, tutti elementi fondamentali per affrontare le sfide che ci attendono, che avranno una difficoltà sempre più crescente.

Le altre meccaniche di combattimento, oltre l’attacco, sono la scivolata e il blocco. Con la prima saremo in grado di evitare gli attacchi, mentre la seconda ci permette di sferrare potenti contro attacchi se sapremo gestire correttamente il blocco. Ho trovato la parata l’elemento fondamentale di ogni combattimento, perchè saperlo gestire in manera perfetta ci permette sia di contrastare il danno che potremmo subire, ma anche di poter sfondare le difese di alcuni avversari altrimenti ostici da sconfiggere eseguendo solo attacchi. Sconfiggendo i nemici in questa maniera, otterremo più “anime”, da poter spendere poi nei miglioramenti delle abilità.

Il sistema di combattimento è basato sulle classiche meccaniche di ogni hack & slash che si rispetti ed è veloce e al contempo impegnativo. Si implementa perfettamente all’azione rendendo ogni colpo si senta reale  alla vibrazione del pad e agli effetti sullo schermo. Dovremo essere veloci nel decidere quando attaccare e quando difenderci e il tempismo è quindi fondamentale per decretare il successo negli scontri, che altrimenti ci porteranno ad una morte violentemente dolorosa. L’unica èecca che ho riscontrato nel sistema di controllo è la meccanica delle arrampicate. A volte una semplice imprecisione in passaggi ostici può decretare una nostra rovinosa e mortale caduta. Purtroppo questo elemento, essendo molto spesso costretti ad aggrapparci a sporgenze, risulta troppo penalizzante anche quando pensiamo di aver raggiunto un buon grado di destrezza.

Ci sono diversi oggetti che ci possono aiutare durante il nostro viaggio da penitenti, che ci conferiranno miglioramenti e abilità. Portiamo con un rosario nel qual posizionare le perle di preghiera, che ci offrirà ulteriori miglioramenti, come un aumento della difesa, la possibilità di vedere la vita residua degli avversari o di resistere per un periodo più lungo ai danni provocati dalle fiamme.

Sulla mappa si trovano anche alcune reliquie benedette, che ci danno nuove abilità, come vedere percorsi nascosti o essere in grado di ascoltare personaggi e NPC con i quali non potevamo interagire prima, elementi essenziali per completare il gioco al 100%.

Potremo anche potenziare la nostra fidata spada Mea Culpa con miglioramenti, che ci offriranno sia vantaggi, come l’aumento della durata della parata, ma al contempo anche delle penalità. Se infatti il tempismo della parata non sarà perfetto, saremo esposti per un tempo più lungo agli attacchi nemici. Queste meccaniche a volte risultano un po’ troppo forzate, perché cercare di eseguire colpi più articolati e fallirne l’esecuzione porta a subire molti più danni di quelli che eventualmente potremmo aver sofferto con un attacco semplice. In questo caso l’equilibrio del gioco si perde, portandoci a scegliere la strada più sicura per evitare di essere sconfitti.

Come potrete immaginare, morire in Blasphemous è molto facile, e ogni morte porta con se un prezzo da pagare. Dopo ogni decesso perderemo un pezzo della barra di fervore, che rappresenta la nostra potenza di attacco. Potremo tornare laddove siamo stati sconfitti per recuperare la nostra anima o espiare le nostre colpe agli altari, al costo di anime, per ripristinare la barra del Fervore, ma se non siamo in grado di fare queste operazioni, ci troveremo molto più deboli e questo si rifletterà, ovviamente, in maniera negativa, sugli attacchi.

Il design complessivo del gioco è ben realizzato, con una pixelart pulita ed animazioni di ottima fattura. L’universo creato inspirandosi all’espiazione cristiana durante la Settimana Santa è sicuramente originale e vario, sia in termini di realizzazione degli sfondi che nella varietà dei nemici. Saremo circondati da un mondo grottesco popolato da abominevoli creature che si contorcono nel dolore, attaccati da esseri di vario genere, ognuno con un loro tratto caratteristico. Durante la lunga esplorazione ho trovato che alcuni schemi tendono a ripetersi all’interno delle stesse aree, ma questo non pregiudica l’esperienza complessiva del gioco. Sicuramente la parte più spettacolare è il design dei boss, che per difficoltà e aspetto potrebbero essere loro stessi gli elementi per far propendere all’acquisto di Blasphemous.

Altro punto di forza del gioco è il comparto audio, che offre come accompagnamento canzoni basate sulla musica tradizionale spagnola, una scelta che si integra perfettamente con l’odissea del nostro Penitente.

Versione che abbiamo testato è quella per PlayStation 4, ottenuta tramite campagna Kickstarter.

In Conclusione

The Game Kitchen con Blasphemous ci propone un gioco dove la pixel art, un sistema di combatitmento ben bilanciato e una trama intrigante basata sulle tradizioni cristiane sono tutti elementi che si  combinano alla perfezione per proporci un gioco valido e solido. Sebbene ci siano alcune sbavature, Blasphemous si distingue dalla pletora degli altri metroidvania/soulslike per il suo approccio originale, per una colonna sonora coinvolgente ed un gamplay che riesce a renderlo sicuramente unico nel suo genere.


8.0
voto

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