Borderlands 3 – Recensione

Nel lontano 2009, Gearbox Software rilasciò per la prima volta su PC, Mac, PlayStation 3 e Xbox 360  Borderlands, un looter-shooter, con alcuni elementi tratti dagli sparatutto e altri invece dagli RPG. Per i meno avvezzi agli inglesismi e tecnicismi, il Looter Shooter altro non è che una particolare sottocategoria di sparatutto in cui la progressione del personaggio (livello, caratteristiche, etc.)  è correlata con la qualità degli oggetti che possono essere recuperati, spesso anche grazie a un sistema di  creazione degli stessi. Fatta questa piccola e dovuta premessa, Borderlands fu un titolo che riscosse particolare successo sia per il gameplay innovativo, sia per la realizzazione tecnica del gioco, realizzato interamente in cel-shading. Dopo una serie di DLC, qualche spin-off e un sequel denominato semplicemente Borderlands 2, ecco che nel 2019,  a gran sorpresa, durante il PAX di Boston, Gearbox ha annunciato ufficialmente l’arrivo di Borderlands 3. A questo punto non ci resta che raccontarvi la nostra esperienza tra le strade e le rovine di Pandora.

La trama di Borderlands 3 ha luogo diversi anni dopo gli eventi del secondo capitolo e vede il personaggio di Lilith arrivata a guidare i Crimson Rider senza, però, essere in possesso della mappa della cripta, che le è stata sottratta durante un precedente assalto. Contemporaneamente a questo, però, due nuovi “cattivi”, Troy e Tyreen Calypso iniziano a tiranneggiare su Pandora, fondando una setta denominata dei Figli Della Cripta, composta perlopiù da banditi e criminali di altro genere. I due cattivi di turno sono stati costruiti sulla psicologia degli Youtuber e degli influencer dei nostri tempi, poiché sia nelle scene di intermezzo sia durante i combattimenti, i due coglieranno ogni occasione per filmarsi e mandare in rete la registrazione, al fine di accattivarsi qualche follower in più. Altro dettaglio influente ai fini della trama è il rapporto che lega i due fratello: Troy è infatti “succube” della sorella la quale, essendo una Sirena, ha dentro di sé un potere devastante in grado di aspirare l’essenza vitale da qualsiasi creatura. A guidare la lotta a Troy e Tyreen, come detto in precedenza, ci saranno i Crimson Rider e il vostro alter ego virtuale che, a inizio partita, potrete scegliere tra quattro personaggi  disponibili ossia Amara, Zane, FL4K e Moze, ognuno dotato di una propria personalità e caratteristiche esclusive (di cui vi parleremo più avanti).
La trama del gioco, insomma, non risparmia alcun colpo di scena al giocatore e riesce a mantenere un ritmo incalzante fin dalle sue prime battutte, anche se, dobbiamo ammettere (col senno di poi), che tutto sommato il gioco inizia a prendere una bella piega verso la sua metà, grazie ad alcuni risvolti inaspettati e folli, realizzati con lo stile unico di Borderlands. Per completare la trama del gioco saranno necessarie circa venti ore, mentre un’altra decina di ore sarà necessaria per il completamento di tutte le missioni secondarie. I passaggi tra una missione e l’altra, o la conclusione di quelle più rilevanti, saranno arricchite da alcuni filmati realizzati con la grafica in-game capaci di lasciare a bocca aperta per la immensa qualità. Un dettaglio da non trascurare e su cui ci teniamo a porre l’accento, è la presenza del doppiaggio completamente in lingua italiana che sembra non essere più, viste le ultime produzioni (vedi Control), una priorità delle software house che sembrano limitarsi esclusivamente all’introduzione dei sottotitoli nelle diverse lingue, affidando al comparto audio un unico doppiaggio in lingua inglese. Brava Gearbox!

In precedenza vi abbiamo parlato dei diversi protagonisti, ossia Amara, Zane, FL4K e Moze. Ai fini del completamento del gioco nel modo più godibile, è importante informarvi che i protagonisti non sono tutti uguali tra loro e che ognuno di essi rappresenta una ben specifica “classe” di combattente, proprio come accade nei giochi di ruolo. Nella nostra campagna abbiamo utilizzato il personaggio di Zane che si è dimostrato essere il soldato “tradizionale”, equilibrato e forte con le armi da fuoco e che non disdegna l’utilizzo di diversi gadget tecnologici. Come in tutti i GDR che si rispettano, anche in Borderlands 3 i vari eroi avranno a disposizione un albero delle abilità (tre  alberi a essere precisi), in cui sarà possibile sbloccare abilità attive e passive del personaggio, nuovi gadget e l’aumento dei vari parametri vitali. Quello che ci è piaciuto di più del sistema di sviluppo del gioco è la totale libertà lasciata al giocatore sulla scelta dell’approccio alla battaglia, permettendogli di creare una propria strategia e di creare un equipaggiamento personalizzato, affine alle proprie esigenze. Oltre a questo arricchimento del comparto ruolistico del gioco, Borderlands 3 introduce un nuovo set di mosse per i vari personaggi, come la scivolata o la possibilità di scalare pareti, che dona al gameplay una maggiore fluidità e una notevole dinamicità.
Per completare le diverse missioni di gioco, i diversi eroi avranno a disposizione un notevole quantitativo di armi, probabilmente un numero mai visto prima in uno sparattutto. In Borderlands 3, infatti, ogni nemico è dotato di un’arma dalle caratteristiche esclusive: da arma ad arma (anche dello stesso modello), le caratteristiche possono cambiare radicalmente e riuscire a creare maggiori danni ai nemici. Fortuna vuole che, sebbene le armi siano tantissime, ognuna di esse è associata a una particolare categoria (pistola, mitragliatrice leggera, shotgun, etc.) e questo agevolerà il giocatore in quanto non dovrà scervellarsi alla ricerca di migliaia di diversi tipi di proiettile, ma solamente quelli delle categorie riportate in precedenza. Le armi vengono classificate in base alla rarità (che ne aumenta il valore in caso di vendita) e alcune di esse saranno dotate di una sorta di “fuoco secondario” capace di aumentare i danni.

Quello di Pandora (e degli altri pianeti che esplorerete) è un mondo grande, una mappa sconfinata, in cui per muoversi sarà necessario utilizzare dei mezzi di spostamenti o il viaggio rapido se non volete farvi venire i crampi alle dita. Oltre alle decine di quest che compongono la campagna di gioco principale, Borderlands 3 offre un vastissimo set di missioni secondarie, utili sia a ottenere punti esperienza aggiuntivi, ma utili anche a conoscere alcuni retroscena della vita dei vari personaggi. Per coloro che invece puntano a esplorare tutti gli angoli della mappa La sconfinatezza delle mappe di  Borderlands 3 riguarda non solo l’estensione delle stesse ma anche l’altezza poiché, mai quanto in questo terzo capitolo della serie, è possibile esplorare le mappe anche in altezza, accedendo a una delle tante caverne o dei tanti anfratti nascosti sulla mappa, da cui sarà possibile eliminare i nemici con una maggiore facilità. Potremmo quindi dire, in sostanza, che in Borderlands 3 difficilmente vi sentirete al sicuro in quanto il nemico può provenire da ogni angolo ed è veramente difficile trovare una qualche zona sicura dove avere riparo durante una sparatoria.
I nemici che incontrerete nel gioco sono molto diversi tra loro e ognuno di essi avrà un indicatore di salute che, tra le altre cose, vi informerà anche sul suo livello di combattimento, così da riuscire a capire se siete in grado di abbatterlo oppure no. A eccezione dei boss che incontrerete lungo il cammino, i nemici “comuni”, se affrontati da soli, non sono dotati di una vera e propria IA capace di mettervi in reale difficoltà, ma nel caso in cui il numero dei nemici dovesse essere superiore (e, credeteci, non sarà così difficile), allora state pur certi che non sarà così difficile incappare in un gameover.
Una volta completato la campagna principale del gioco, avrete a disposizione altre modalità di gioco con cui continuare a sbizzarrirvi come la Modalità Caos, per esempio, conterà sulla presenza di nemici molto più potenti da abbattere e, se ci riuscirete, il premio che otterrete sarà composto da oggetti rari, più denaro ed Eridium. Non mancherà ovviamente, come da prassi nei titoli di ultima generazione, una modalità di gioco Orda in cui sarà necessario, da soli o in cooperativa, abbattere orde di nemici fino a un cruento scontro finale. Senza farvi ulteriori spoiler o anticipazioni, insomma, Borderlands 3 offre una serie di contenuti dopo la conclusione della campagna principale, tanti da far sembrare la campagna stessa una semplice modalità di gioco “allenamento”.

Abbiamo provato Borderlands 3 su PlayStation 4 Pro e la prima cosa che ci ha sorpreso è che, appena avviato il titolo, ci è stato chiesto se volevamo una modalità grafica “Prestazioni” o “Risoluzione”, con quest’ultima che avrebbe garantito un livello di dettaglio 4K; noi abbiamo optato per la prima, godendo così di un motore grafico più fluido e dinamico. La realizzazione tecnica del gioco è veramente gratificante, grazie a paesaggi sconfinati ed estremamente variegati, e alla presenza di personaggi, primari e secondari, curati nel dettaglio con la solita e forte vena humor degna della serie.

In Conclusione

Se dovessimo descrivere Borderlands 3 con un solo aggettivo, quella che utilizzeremmo è sicuramente “abbondante”. Il titolo di Gearbox è infatti un contenitore di tantissimi contenuti e stili diversi che lasciano al giocatore una quasi totale libertà su cosa fare e come muoversi all’interno degli sconfinati mondi che è possibile visitare. Il gunplay del gioco, sebbene rodato, risulta essere comunque fresco e interessante, capace di tenere incollati al pad tutti gli amanti degli sparatutto. E’ giusto segnalare che per giocare Borderlands 3 non è assolutamente necessario avere completato i capitoli precedenti in quanto, salvo qualche piccolo riferimento, la trama del gioco risulta essere del tutto slegata. Da comprare se siete alla ricerca di un titolo folle, esagerato e veloce con cui intrattenervi per tantissimo tempo. Non ve ne pentirete.


9
voto

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