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Catherine: Full Body – Recensione

Come vi sentireste se, all’alba dei quarant’anni, la vostra compagna vi mettesse spalle al muro chiedendovi di mettere su famiglia? E come vi sentireste se, improvvisamente, nella vostra vita piombasse una donna che vi desidera a cui non ricordate però di avere ceduto? E cosa provereste se, a causa dei sensi di colpa, ogni notte foste tormentati da incubi letali? Benvenuti in Catherine: Full Body.

Quello che vi abbiamo raccontato nell’incipit di  questa recensione, altro non è che la trama di Catherine, un atipico puzzle game pubblicato da Atlus nel lontano 2011 su PlayStation 3, PlayStation Vita e Xbox 360. A distanza di otto anni dalla sua prima pubblicazione, il celebre publisher nipponico ha pensato di riproporre lo stesso gioco anche sulle console della generazione successiva, senza limitarsi però a un semplice restyling, ma infarcendo il prodotto di nuovi contenuti e un nuovo pezzo di storia capace in qualche modo di cambiare l’esito del racconto. Ma andiamo con ordine.
In Catherine: Full Body  vestiremo i panni di Vincent, un uomo sulla quarantina che da anni è fidanzato con Katherine, un’avvenente donna in carriera che da qualche tempo comincia a sentire il bisogno di portare la relazione tra i due a un livello successivo; sciatto e scapestrato, Vincent è di tutt’altra pasta rispetto alla sua fidanzata e non passa giorno che non trovi il bisogno di parlarne con i suoi amici nel bar Stray Sheep.
Nel bel mezzo della notte, Vincent incontra e salva Rin da uno stalker e decide di portare la ragazza nel bar citato in precedenza poiché Rin non ricorda niente del suo passato e i ricordi sembrano essere appannati e sbiaditi. Quella notte, però, strani incubi iniziano a infestare i sogni di Vincent e improvvisamente si trova catapultato in un mondo tetro in cui è obbligato a scalare verticalmente una torre insieme ad altri esseri umani (con le sembianze di ovini). Terminato l’incubo Vincent si sveglia accanto a una donna mai vista in precedenza con il quale sembra avere avuto un gran da fare durante la notte: il nome di questa donna è Catherine.
Quanto raccontatovi poco più su è solamente l’incipit della storia di Catherine: Full Body, un racconto in cui gli sviluppatori sono stati capaci di snocciolare diversi aspetti delle relazioni sentimentali tra innamorati, dall’amore alla fiducia, passando per il tradimento. Per rendere più verosimile il racconto, gli sviluppatori non si sono contenuti: i dialoghi e le sequenze animate sono pregne di contenuti “forti”, e talvolta erotici, resi ancora più comprensibili dall’introduzione di sottotitoli in lingua italiana.
La trama di Catherine: Full Body, dunque, si sviluppa tra un incubo e l’altro, grazie anche a una serie di sequenze animate o con grafica in-game che riusciranno a fare da collante tra le varie sezioni di gioco garantendo una eccellente continuità. A differenza della release originale, però, in questa edizione gli sviluppatori sono riusciti a introdurre un nuovo personaggio, Rin, che riesce a dare una nuova verve all’intero arco narrativo (non vi diciamo il perché), non solo poiché può influenzare il finale del gioco ma anche perché può fungere da stimolo per coloro che hanno già giocato Catherine a rigiocarlo di nuovo. Altro motivo che potrebbe spingere chi ha già giocato Catherine a rifarlo è l’introduzione della modalità di gioco Remix nel quale sono state cambiate alcune tipologie di blocco.

Il gameplay di Catherine è tra i più semplici ma al contempo geniali che si siano mai visti. Lo scopo dei giocatori è di arrivare vivi fino alla fine della torre da scalare ma, per muoversi, sarà necessario arrampicarsi su di una serie di blocchi di diverso genere: trappole, blocchi inamovibili, blocchi pronti a sgretolarsi sono solo alcuni degli ostacoli che il giocatore dovrà superare per arrivare vivo e vegeto alla cima. Nella stragrande maggioranza dei casi, inoltre, il giocatore sarà chiamato a spostare i suddetti blocchi al fine di crearsi un percorso agevole verso la vetta; spostare e posizionare i blocchi non sarà cosa semplice, in quanto questi necessitano di un punto di appoggio per restare in piedi e non cadere verso il basso. Procedendo nel gioco, altri umanoidi coinvolti spiegheranno al protagonista alcune delle tecniche per sopravvivere agli incubi oltre all’uso di oggetti utili a creare blocchi extra e a dare altri tipi di vantaggio.
Dal livello “Normale” in in poi, in Catherine il tempo ha un ruolo quasi da protagonista poiché, qualora non si procedesse celermente nella scalata, i blocchi più in basso cominceranno a cadere rischiando di far incappare il giocatore in un rapido gameover. E’ inoltre possibile utilizzare la funzione “Rewind” che consente di annullare l’ultima mossa eseguita e tornare indietro (questa funziona può essere utilizzata per un certo numero di volte). Come in ogni titolo che si rispetti, anche in Catherine: Full Body non mancano delle letali Boss Fight in cui il giocatore dovrà scalare ancora più velocemente la torre per evitare di finire nelle grinfie del nemico.
In precedenza vi abbiamo accennato al Bar dove il protagonista passa praticamente tutte le sue serate. Lo Stray Sheep funge da “momento di pausa” tra un incubo e l’altro, permetto al protagonista di interagire con gli altri clienti del bar, stringendo relazioni, fornendo risposte a domande così da migliorare o peggiorare il livello di karma. In base alle  scelte fatte e al karma ottenuto la storia prenderà una piega differente raggiungendo a un particolare finale del gioco. Allo Stray Sheep è inoltre possibile controllare il cellulare di Vincent, vedere le foto che le diverse donne gli mandano (alcune davvero esplicite) e rispondere ai messaggi ricevuti al cellulare e, anche quest’ultima azione, avrà in qualche modo influenza sul karma del protagonista.  Nello stesso bar è inoltre possibile rigiocare i livelli già completati (sempre attraverso il cellulare) oppure cimentarsi nel mini-gioco Rapunzel, il cui gameplay è in tutto e per tutto uguale a quello degli Incubi.
Oltre alla modalità di gioco principale di cui vi abbiamo parlato fino a questo momento, Catherine: Full Body offre una serie di modalità di gioco extra che permettono ai giocatori più intraprendenti di cimentarsi in alcune sfide al limite dell’impossibile oppure in una divertente modalità cooperativa online insieme ad altri giocatori.

Dal punto di vista tecnico Catherine: Full Body  presenta un sostanzioso miglioramento grafico per quanto riguarda le cut-scene e le scene animate, mentre lo stesso non può dirsi della grafica durante le varie scalate delle Torri. Per quello che riguarda il sonoro, invece, Catherine: Full Body propona una colonna sonora in perfetta sintonia con le situazioni di gioco e il doppiaggio, completamente in lingua inglese, risulta essere tutto sommato soddisfacente (salvo qualche piccolo bug di lip sync)

 

In Conclusione

Nonostante siano passati oltre otto anni dalla prima pubblicazione di Catherine, il titolo Atlus riesce ancora oggi a essere un prodotto convincente. Il cuore pulsante di Catherine risiede non tanto nel gameplay ma, piuttosto, nella trama  che nella sua assurdità riesce a proporre diverse tematiche attuali o comunque vicine a ognuno di noi. Le cutscene che fanno da collante, inoltre, riescono a immergere completamente il giocatore e fanno venire voglia di completare al più presto l’incubo successivo per assistere a una nuova scena animata. Come nella sua release originale, Catherine: Full Body presenta un livello di difficoltà veramente notevole, tanto da consigliarvi di affrontare almeno i primi scenari a livello di difficoltà minimo così da riuscire a godervi veramente tutto al meglio.

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Mr. Pink

Una carriera da gamer iniziata con Turrican su Commodore 64 e proseguita poi direttamente su Super Mario 64. Credo in un mondo privo di lootbox e di titoli Pay To Win, anche se forse questo resterà solo un sogno...
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