Final Fantasy VIII Remastered – Recensione

La cosiddetta “nostalgia”, negli ultimi anni, ha avuto sul mercato un peso specifico sempre maggiore nel mercato videoludico: basti pensare, infatti, che negli ultimi tre anni SEGA, Nintendo e ultima Sony hanno proposto sul mercato delle versioni-mini di alcune storiche console, al fine di poter permettere ai videogiocatori un po’ più attempati di poter provare le stesse emozioni di un tempo, impugnando un pad che richiamava in tutto e per tutto quelli originali. Oltre alle mini-console, alcuni publisher hanno pensato di riproporre remake e versione rimasterizzate dei giochi campioni di incasso del passato come Crash Bandicoot, Spyro The Dragoon e per ultimo il gioco di cui vi andremo a parlare adesso: Final Fantasy VIII.

Final Fantasy VIII è stato un titolo originariamente pubblicato da Square Soft nel lontano 1999 sulla prima PlayStation (per poi approdare successivamente anche su PC) e il titolo doveva fare da successore al tanto osannato Final Fantasy VII e, prima della sua pubblicazione, critica e utenti iniziarono a storcere il naso. Eppure, bisogna ammettere, Final Fantasy VIII fu un titolo capace di conquistare il mercato, grazie a una storia adulta, a filmati realizzati con cura maniacale (per quei tempi) e a personaggi che sono riusciti a conquistare il cuore di tutti. Chiaramente, bisogna ammettere, che Final Fantasy VIII è stato un gioco che ha ricevuto anche molte critiche a causa del non amatissimo sistema di Junction che da alle Evocazioni, per la prima volta, una importanza vitale per l’apprendimento delle abilita dei personaggi. In Final Fantasy VIII, inoltre, le magie sono trattate come dei veri e propri oggetti: mentre negli altri capitoli della serie per utilizzare una magia basta semplicemente impararla e quindi utilizzarla spendendo i MP (Punti Magia), in Final Fantasy VIII le magie vengono semplicemente “raccolte” da alcune fonti e utilizzate come fossero oggetti, fino  a che la scorta non esaurisce.
Un’altra novità introdotta in Final Fantasy VIII rispetto al suo capitolo precedente è il Triple Triad, un gioco di carte collezionabili con delle regole variano da regione a regione, ma questo discorso vi consigliamo di seguire i tutorial in game che riusciranno a darvi tutte le indicazioni per iniziare a giocare e raccogliere le diverse carte disseminate per tutta la mappa.

Arriviamo adesso a parlare di Final Fantasy VIII Remastered, la versione del gioco da noi testata su PlayStation 4. Iniziamo col dire che, dal punto di vista tecnico, il team di sviluppo si è concentrato esclusivamente dei modelli dei personaggi, primari e secondari. A differenza della release originale, infatti, questa volta i modelli dei personaggi si presentano definiti ed è possibile FINALMENTE vedere chiaramente il volto dei vari Squall, Quistis, Seifer, etc. In questa versione rimasterizzata, inoltre, i Guardian Force (le evocazioni) presentano delle animazioni più fluide e dettagliate capaci di dare loro una maggiore maestosità e presenza scenica. Abbiamo notato, rispetto alla versione originale, una maggiore censura per quanto riguarda i costumi dei personaggi femminili che, questa volta, presentano una maggiore copertura delle parti intime. Purtroppo, però, il restyling tecnico del gioco è finito qui: i filmati del gioco, infatti, presentano la stessa qualità della pubblicazione originale e lo stesso discorso riguarda i vari scenari della mappa. Sebbene non ci sia una spiegazione da parte di Square-Enix a riguardo, spulciando sulla rete è possibile leggere che Square Soft abbia smarrito i file originali utilizzati per la creazione del gioco e per questo motivo gli asset realizzati sono andati smarriti. Peccato.
Oltre al piccolo restyling tecnico, Final Fantasy VIII Remastered propone due piccole novità che potranno fare piacere ai neofiti della serie. Innanzitutto, premendo i due pulsanti analogici, è possibile evitare del tutto gli incontri casuali con i nemici, premendo invece solo l’analogico destro è possibile attivare una sorta di boost che permetterà ai vari personaggi di utilizzare continuamente il proprio attacco speciale (come il Renzokuken di Squall), premendo invece l’analogico sinistro sarà possibile accelerare tutto le animazioni e il movimento dei personaggi. Ovviamente, al compimento di particolari missioni e al raggiungimento di alcuni obbiettivi è possibile sbloccare uno dei tanti trofei di cui è stato arricchito il gameplay.
Il sonoro, fortunatamente, presenta le stesse tracce composte a suo tempo da Nobuo Uematsu, anche se, siamo onesti, ci sarebbe piaciuto che almeno il comparto inerente agli effetti sonori venisse ritoccato e reso un po’ più verosimile.

 

In Conclusione

Senza girarci troppo intorno, Final Fantasy VIII Remastered è esattamente una versione riveduta e corretta del gioco originale. Se fosse capitato con altri titoli, probabilmente, il polverone alzato sarebbe stato di dimensioni inimmaginabili visto che, a conti fatti, a parte un paio di feature, questa remastered offre un comparto tecnico rinnovato solo nei modelli dei personaggi, ma visto che stiamo parlando di uno dei capitoli della serie Final Fantasy più amati, allora a pubblico e critica va bene così. Con un vero e proprio remake di Final Fantasy VII  alle porte ci saremmo aspettati che Square-Enix decidesse di “trattare con più rispetto” un piccolo capolavoro come Final Fantasy VIII, magari con una Remastered più completa capace di dare nuova luce a uno dei capitoli più amati della serie. In ogni caso riteniamo che la spesa necessaria per l’acquisto del gioco sia congrua con lo sforzo fatto dal team di sviluppo del gioco e inoltre, con questa versione rimasterizzata, si dà la possibilità a chi non ha mai giocato Final Fantasy VIII di farlo. Insomma, a conti fatti, Final Fantasy VIII Remastered va comprato solo se non lo avete mai giocato o se avete la “saudade” del Garden di Balamb.


7
voto

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