The Sinking City – Recensione

Frogwares, software house indipendente con sede in Ucraina, sforna con assoluta curiosità e stupore, un titolo che per gli amanti degli horror e dei videogames investigativi sarebbe potuto essere un capolavoro, ma per diversi, giganteschi problemi, non spicca come avrebbe potuto, vediamo insieme i motivi.

Il giocatore impersonificherà Charles W. Reed, un ex marine e attuale investigatore privato residente a Boston, che soffre di terribili visioni horror psichedeliche e vuole liberarsene, così, tramite il suo contatto, Johannes Van Der Berg, va alla ricerca della cura in una città problematica, piena di stereotipi e pregiudizi, ovvero Oakmont. Una tragica inondazione ha distrutto e sommerso la maggior parte della zona, i cittadini devono convivere con terribili mostri, che risulteranno poi essere pochissimi e per nulla differenziati nel titolo, e lottare ogni giorno per la sopravvivenza. Una volta arrivato al porto e sceso dalla barca, Johannes Van Der Berg ci indirizzerà da un uomo dalle fattezze scimmiesche, che ci racconterà l’omicidio di suo figlio, da li dedurremmo che la spedizione del figlio era atta a scoprire segreti profondi che portavano visioni e pazzia. La deduzione di Charles W. Reed è presto fatta! Per trovare un rimedio alle sue visioni, era proprio quello il punto da cui iniziare, ed è appunto qui che inizia la nostra avventura. La storia, però, anche se quanto appena raccontato può essere intrigante, non è nulla di assolutamente intrattenente, visto il suo ritmo a dir poco pessimo, inoltre la curiosità scenderà presto, lasciando invece spazio alla noia. Per tutta la storia dovremo girare per le varie zone della città e risolvere enigmi, che alla lunga si faranno sempre più intricati, allungando in modo innaturale i capitoli e rendendo quindi la narrativa insufficiente. Progredendo nell’avventura, i segreti della città e delle antiche forze all’opera verranno rivelati, ma lasciando 3 finali possibili che  sono del tutto insoddisfacenti, dando la sensazione di essere stati inutili per tutta la durata del gioco, di non aver fatto nulla…

Per parlare del comparto grafico, va ricordato che il titolo in questione è creato da una software house indipendente, non può quindi risultare ai livelli dei tripla A, escludendo animazioni e filmati direttamente dalla vecchia generazione, la qualità grafica è pienamente nei canoni dei videogiochi indipendenti con budget più rilevanti. Non si riscontrano gravi problemi con la telecamera ed è possibile, anche se con non troppi effetti, ammirare la qualità delle ambientazioni, che comunque cercano di differenziarsi un  l’una dall’altra, con in comune il tema catastrofico. Ci sono zone che più ricche e quindi più curate, e zone più povere, alcune colpite maggiormente dall’inondazione ed altre meno, riguardo questo fattore il titolo è soddisfacente. La colonna sonora è azzeccata, i suoni ambientali e sovrannaturali sono molto ben strutturati per guidare il giocatore durante le indagini e far rendere conto di essere braccati da qualche minaccia. L’unica nota negativa di questo fattore è sicuramente la poca cura nell’introduzione di questi suoni… essi risultano infatti piuttosto “secchi”, forse con un po’ più di diffusione sarebbe risultata più gradevole all’udito.

Ecco ora il punto finale, il punto sul quale il gioco dovrebbe reggersi in tutta la sua magnificenza, il gameplay! Sostanzialmente esso consisterà in: parla con una persona, premi start e guarda il diario, ove ci sarà scritto dove dirigerti, passa alla mappa per segnare il punto, torna sul diario perché ti sei scordato il nome della città, torna alla mappa, torna al diario perché ti sei scordato il nome della strada, quindi torna al diario per vedere con quali strade confina cosi da avere maggiori possibilità di scovarla, torna alla mappa e poi ritorna al diario perché le strade hanno nomi complicati, ripetiti nella tua mente il nome delle strade fino a cambiare la tua residenza reale, torna nella mappa e segna il dannato punto, dirigiti ad una cabina telefonica e compi un viaggio rapido alla località, ora aspetta i tempi di caricamento infiniti tra un viaggio e l’ altro, arriva alla zona segnata, sapendo che non sarà mai quella giusta, quindi gira il posto fino a trovare una porta con dei segni sopra, entra e spera che non sia una zona di loot piena di mostri, una volta trovata analizza gli oggetti, anche se è lampante cosa sia successo li dentro. Una volta trovati tutti gli indizi, anche con l’ aiuto dei tuoi poteri paranormali in grado di svelare cose nascoste  comparirà un portale sovrannaturale blu, dove dovrai vedere gli echi della situazione e collegarli con dei numeri in modo da creare la sequenza corretta, appena finito il personaggio ripeterà ancora per chi si era addormentato nel processo l’accaduto. Ripetendo l’epopea per qualche volta, la missione sarà completata, un disastro. Andando nel dettaglio, per quanto, come ho detto prima, le ambientazioni sono ben realizzate, ancora meglio realizzate sono persone volanti, uccelli che decollano in verticale, pescatori che sprofondano dei modelli della città, cali di frame pazzeschi ed insopportabili ovunque ci si trovi, la pioggia sarà la fine, oltre ad effetti pop up talmente gravi da essere sicuri di prendere la strada giusta per poi tornare indietro a causa di un muro che ancora non si era materializzato. Il comparto tecnico del titolo è in modo sconvolgente arretrato e poco curato, rendendo spesso addirittura frustrante il semplice giocare.

In ultimo luogo, parliamo del combat system, le munizioni scarseggeranno visibilmente, per uccidere i mostriciattoli basteranno due colpi all’arma bianca, ma vista la legnosità del personaggio, bisogna sperare sempre di prenderli. Con tanta sfortuna si potrà morire da qualunque mostro. Per i mostri più grossi invece, bisognerà colpire i loro punti deboli, sempre con la stessa, insopportabile, legnosità. Anche se il titolo non punta principalmente su questo, il sistema di combattimento è uno dei peggiori di sempre, sarebbe stato forse meglio non introdurlo e concentrarsi su altro. Ad ogni modo, con la semplice pressione di un tasto, si potrà aprire la ruota delle armi, ove sono presenti anche una macchina fotografica utile una sola volta in tutto il gioco, le cure e gli anti psicotici, come armi si è discretamente ben forniti, l’unico problema è che le munizioni sono poche, anche se, con le altrettanto poche risorse, sarà possibile crearne altre. Usare i poteri per risolvere gli enigmi obbligatori che il gioco ci propone, consumerà barra sanità mentale, che si ricaricherà automaticamente o con l’uso di anti psicotici appunto, il problema sostanziale è che anche la sola presenza dei mostri farà scendere la nostra barra impedendoci di usare una strategia per sopperire alla legnosità, facendoci sprecare un sacco di munizioni. Inoltre quando la barra si abbassa troppo, cominceremo a vedere sempre più nero e compariranno creature invisibili. In poche parole, combattere non è minimamente divertente, anzi frustrante, in linea con il resto dei problemi del titolo.

In Conclusione

The Sinking City è un titolo che potrebbe piacere agli amanti dei due generi principali da cui è formato, ovvero l’horror e l’investigativo, risulta però assai improbabile che possa piacere a chi non ama i generi citati. Il gioco fa acqua da tutte le parti, anche per via del suo budget, risultando un progetto forse troppo ambizioso, che avrebbe richiesto di sicuro più tempo e più risorse, di cui, evidentemente, Frogwares non disponeva. Le parti salvabili dell’opera sono davvero poche, non è però da escludere un eventuale secondo capitolo che risolva molti problemi, con una nuova storia, o un supporto post lancio che provveda a fare lo stesso.


5.8
voto

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