Warhammer: Chaosbane – Recensione

Eko Software è l’ultimo di una lunga serie di studi che hanno tentato (con risultati più o meno soddisfacenti) di trasporre videoludicamente la celebre saga di Warhammer Fantasy. Un compito senza dubbio non facile, sia per le difficoltà legate al mantenere la giusta fedeltà al materiale originale, sia per via delle alte aspettative che il prodotto ha generato nei fan che da anni attendono un degno esponente videoludico di questo franchise. Dopo alcuni eventi beta che non avevano pienamente convinto la critica, è finalmente uscito Warhammer: Chaosbane che prova a declinare il mondo di Warhammer attraverso il genere dell’action rpg hack’n’slash alla Diablo. Il titolo potrebbe avere le potenzialità per riuscire dove altri hanno fallito, ma Eko Software sarà riuscita a soddisfare i fan?

Warhammer: Chaosbane è ambientato alcuni secoli prima del periodo più noto del brand, poco dopo la fine della crociata del Chaos guidata da Asavar Kul. Le forze del possente campione del Chaos sono state spazzate via dall’alleanza tra umani, elfi e nani guidata da Magnus il Pio e l’Impero sembra pronto a godersi la meritata pace. Pace che durerà ben poco perché Magnus cadrà vittima di un sortilegio per mano di una strega del Chaos e sarà quindi nostro compito darle la caccia prima che la vita abbandoni il futuro imperatore facendo ripiombare l’impero nel caos. La nostra ricerca partirà quindi dalle fetide fogne di Nuln, infestate dai marcescenti seguaci di Nurgle, fino a condurci nel più remoto nord e persino nel regno del Chaos stesso. Durante il nostro viaggio avremo modo di eliminare le orde ed i campioni delle varie divinità del Chaos, mentre ci facciamo strada tra boschi innevati e città devastate dall’influenza dei Poteri Perniciosi. Narrativamente parlando il titolo offre ben poco al giocatore, con una trama principale che funge da mero pretesto per andare in una nuova zona ad uccidere orde di nemici. Antagonisti ed alleati sono caratterizzati in un modo estremamente superficiale, ed anche le missioni che ci verranno assegnate non porteranno mai a svolte interessanti per la trama. Sotto questo punto di vista il titolo è decisamente carente, e non sfrutta minimamente l’enorme potenziale della sua ambientazione. Perfino la scelta delle professioni dei personaggi giocanti appare quasi scontata per certi versi, optando per alcune tra le più iconiche ma al tempo stesso banali che Warhammer Fantasy può offrire. Avrei senza dubbio preferito un maggiore coraggio nelle scelte ed una maggiore profondità narrativa dal titolo, che concentra i suoi sforzi unicamente nel gameplay.

Gameplay che non si dimostra privo di difetti e scelte discutibili. La formula di gioco è quella classica di ogni arpg a visuale isometrica, con il nostro eroe intento a macellare orde di nemici e raccogliere tesori. E già dal lato tesori iniziano i primi problemi, con un sistema di loot poco accattivante e che non marca adeguatamente i vari stadi dello sviluppo del personaggio. Se da un lato abbiamo poche skin per quanto riguarda armi ed armature, che non lasciano spazio ad estro visivo e non trasmettono un senso di progressione del personaggio, dall’altro l’equipaggiamento si limita a migliorare linearmente le nostre statistiche senza mai andare a modificare il nostro stile di gioco se non in modo marginale nel caso dei set più rari. Questa scelta svilisce la componente tattica del titolo, che trova invece il suo apice nel sistema di abilità. Ogni personaggio avrà a disposizione due categorie di abilità, le prime che si otterranno automaticamente all’aumentare del nostro livello, mentre le seconde andranno acquistate con la spesa di appositi punti che ci consentiranno anche di aumentare le nostre statistiche all’interno di un albero di sviluppo abbastanza esteso. Una volte acquisite le abilità desiderate dovremo equipaggiarle, tenendo presente che non solo avremo a disposizione un numero limitato di slot ma anche che ogni abilità avrà un determinato costo in punti per essere equipaggiata, obbligandoci così a scegliere molto attentamente quali abilità usare. Il sistema di abilità permette così un notevole grado di personalizzazione dei nostri eroi, ma un livello di sfida non particolarmente elevato unito ad una scarsa varietà dei nemici non permette al sistema di brillare davvero. La presenza di diverse opzioni endgame, tra le quali spicca senza dubbio Incursione che prevede un numero di mappe a difficoltà crescente e con sempre maggiori ricompense, finisce per passare così inosservata a causa dei problemi legati equipaggiamento ed alla poca varietà dei nemici. Le quattro classi selezionabili (Mago, Guardia Imperiale, Slayer e Ranger) riescono ad offrire una discreta varietà nel gameplay, ma soffrono di alcuni evidenti problemi di bilanciamento. La Guardia Imperiale nello specifico risulta decisamente poco efficace da utilizzare nelle partite solitarie, con un set di abilità poco entusiasmante e meccaniche che non reggono il confronto con lo Slayer o il Ranger.

Tecnicamente il titolo presenta una cosmesi visiva abbastanza soddisfacente ma che non fa gridare al miracolo. I vari modelli sono abbastanza dettagliati ed animati in modo convincente, ma la poca varietà di equipaggiamenti a disposizione ne mortifica l’aspetto. Troppo spesso infatti alterneremo due o tre varianti della stessa corazza, che magari si differenziano semplicemente per colore o per un dettaglio minimo, e lo stesso accade tristemente per le armi. Un punto dolente sono senza dubbio i nemici, che nel caso dei vari cultisti umani si rivelano essere dei semplici color swap per indicare la fede in una diversa divinità. Discorso diverso per le creature demoniache, che variano in base alla loro divinità d’appartenenza e che vengono riprodotte con una notevole fedeltà se paragonate al materiale originale. Nonostante la cura, il bassissimo numero di varianti crea anche in questo caso una sensazione di già visto, che si estende anche alle ambientazioni del titolo. Il gioco riutilizza troppo spesso gli stessi asset dando l’impressione di muoversi sempre nella stessa mappa, complice anche una struttura che in diverse occasioni ricicla posizionamento di corridoi e tesori. Il lato audio offre un accompagnamento sonoro che passa praticamente inosservato e che viene sovrastato dai rumori costanti della battaglia, senza mai riuscire a sottolineare degnamente i pochi momenti importanti della trama. Il doppiaggio è decisamente altalenante, con alcune performance superiori alle altre ma senza particolari meriti, presentando inoltre alcuni clamorosi errori come personaggi femminili che parlano con voci maschili in alcune scene. Tirando le somme il comparto tecnico si attesta sulla sufficienza stentata, tradendo l’evidente natura di produzione di serie B del titolo.

In Conclusione

Warhammer: Chaosbane è un titolo che aveva un considerevole potenziale, ma che cade vittima di alcune scelte di design infelici. La sua natura di titolo loot based è fortemente penalizzata da un sistema di loot troppo lineare e che mortifica il suo interessante sistema di sviluppo. La scarsa varietà di nemici e di situazioni, l’eccessivo riutilizzo di asset e planimetrie nel level design, e la trama poco coinvolgente finiscono per dare vita ad un titolo che si lascia giocare ma che non riesce a catturare il giocatore ne tantomeno a motivarlo ad esplorare il suo endgame. Allo stato attuale, vista la presenza sul mercato di titoli del calibro di Diablo 3 o Path of Exile, è veramente difficile consigliare l’acquisto del prodotto anche ad i fan più sfegatati del brand. La speranza è che Eko Software lavori duramente per correggere i problemi che affliggono il titolo, e delle prime patch in tal senso sono già state rilasciate, ma ci vorranno diversi mesi di lavoro per sistemare il prodotto e considerata la sua posizione nel mercato potrebbe rivelarsi un investimento di tempo e risorse poco conveniente. Peccato.


5.5
voto

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