Gato Roboto – Recensione

Non appena ho iniziato a giocare a Gato Roboto, non ho avuto alcun dubbio in merito a quale gioco stavo giocando. Come ho preso il controllo di Kiki (il “gato” del titolo), mi è apparso subito palesemente evidente che l’azione e il design sono fortemente ispirati da Metroid. La colonna sonora, i nemici, la mappa e persino la grafica del mondo sono tutti ripresi da questo classico Nintendo. Sicuramente attingendo da questa potente fonte di ispirazione Gato Roboto riesce a raggiungere degli alti livelli di giocabilità, ma non senza rischiare di non avere, a conti fatti, una propria identità.

Dopo aver risposto a un segnale di soccorso proveniente da un pianeta alieno, Kiki e il suo capitano umano si schiantano. Atterrando la nostra nave rimane danneggiata dall’impatto e il “nostro” essere umano non è in grado di uscire, per cui tocca all’intrepida Kiki salvare la giornata, esplorando e acquisendo nuove abilità e armi. Quando siamo senza armatura possiamo arrampicarci sui muri e saltare , appunto, come un gatto, ma appena entriamo nell’esoscheletro robotico avremo accesso ad armi e salute che offrono una possibilità di combattimento. La storia è divertente e ben orchestrata, dato che il capitano ci da ordini mentre commenta a se stesso che non sa se Kiki lo capisca veramente. Si impara a conoscere il pianeta alieno scoprendo registrazioni assortite che descrivono dettagliatamente ciò che è accaduto, fino ad arrivare al confronto finale che porta ad una soddisfacente conclusione narrativa.

Controllare Kiki è agevole, il che è positivo perché la manciata di battaglie con i boss dipendono dall’avere una buona padronanza delle nostre abilità. Il platforming tra i boss non è mai troppo impegnativo, ma è comunque divertente esplorare le varie aree e seguire i nostri progressi sulla mappa, anche se essa presenta alcune lacune. Vedere la mappa completa non è un’opzione: mostra solo la tua posizione attuale e nasconde anche i suoi segreti anche troppo bene. Ho cercato di completare la mappa nella sua interezza, ma ho faticato a trovare gli alcune aree segrete senza ricorrere ad una guida.

Nel complesso però il mondo di Gato Roboto è ben progettato. Non è necessario tornare indietro sui nostri passi troppe volte e gli aggiornamenti al nostro esoscheletro sono tutti utili, anche se non rappresentano niente di nuovo. Potremo sbloccare molti elementi, come i missili, un doppio salto e vari potenziamenti alla nostra arma principale, che si sbloccano abbastanza velocemente, riuscendo a mantenere l’esperienza in movimento continuo, senza creare punti morti o blocchi frustranti. L’unico vero aggiornamento originale è l’invincibilità temporanea, che aiuta enormemente a combattere contro i boss e facilita non poco la navigazione generale.

Le battaglie con i boss sono un punto culminante, ognuna delle quali serve come un’emozionante prova di abilità che miscela sapientemente la componente platform con quella di tiro. Sono tutti abbastanza stimolanti e impegnativi, tanto che  ognuno mi ha portato a fare qualche tentativo, ma non sono così difficile da richiare il “rage quit”.

Quando stiamo per arrivare alla parte finale del gioco ci verrà segnalto, per cui potremo decidere se affrontare l’ultimo boss e completare quindi la nostra avventura, oppure continuare ad esplorare per scoprire tutti i segreti della mappa. Il gioco è in abbastanza breve, visto che ho impiegato poco più di quattro ore per portarlo a termine, anche con una esplorazione minuziosa. La brevità conferisce a Gato Roboto un ritmo divertente e vivace, ma finisce prima che abbia la possibilità di definire  un’identità propria al gioco, che alla fine risulta essere un buon clone di Metroid, ma con un gatto come protagonista.

La grafica e la colonna sonora, così come il comparto degli effetti, sono carini, ma un po’ troppo minimalisti, anche se le animazioni della nostra alter-ego felina sono ben realizzate e il design dei boss è molto ben curato.

In Conclusione

Gato Roboto non alcuna pecca nel gameplay o nel design, ma purtroppo manca di un tocco maggiore di originalità. Sicuramente l’utilizzo delle dinamiche di Metroid è un modo incredibilmente gratificante per esplorare un mondo interattivo, per cui infonderle in un gioco con sapienza non è certo un male, ma il limite di Gato Roboto è che imitando alcune delle parti migliori di Metroid, non presenta al contempo  elementi propri che lo facciano distinguere dall’originale fonte di ispirazione. In definitiva rimane comunque un ottimo platform che seppur di breve durata, riesce ad appassionare e divertire, complice anche la presenza dell’adorabile Kiki.


7
voto

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