Total War: Three Kingdoms – Recensione

Total War: Three Kingdoms è l’ultimo gioco di strategia in tempo reale sviluppato da Creative Assembly e pubblicato da Sega in esclusiva per PC. Dopo l’enorme campagna pubblicitaria, il titolo si è affermato piuttosto velocemente nel mercato mondiale, considerata anche la sua esclusività per una singola piattaforma di gioco. Esso è già riuscito a raggiungere il milione di utenti, di cui centomila connessi già al day one. Saranno riusciti gli sviluppatori a riprendersi quindi dal flop di Total War: Thrones of Britannia? Scopriamolo in questa recensione.

La campagna prende luogo nella Cina alla fine del II secolo d.C., periodo segnato dalle battaglie tra signori della guerra, che ambivano alla salita sul trono imperiale. Il nuovo Total War racconta realisticamente le vicende narrate nelle “Cronache storiche”  di Chen Shou e nel “Romanzo dei tre regni” risalente al XIV secolo, scritto da Luo Guanzhong, mostrando la crisi vissuta nella nazione al termine della dinastia Han. Le vicende hanno inizio con la morte dell’imperatore Ling e la presa di potere da parte di Dong Zhuo, tiranno che rimpiazza la figura imperiale con quella del burattino Xian di Han: cosi ebbe inizio la guerra dei tre regni, che sarà segnata dallo spettro della fallita rivolta contadina dei turbanti gialli, la quale, però, potenziò l’autonomia degli amministratori locali. Il giocatore dovrà unificare le comanderie sotto al proprio vessillo, gestendo strategicamente i propri insediamenti, le truppe, l’economia e la diplomazia. Il contesto storico-culturale viene definito in maniera molto accurata, ma viene lasciato poco spazio alle diversità delle diverse fazioni, le quali hanno sviluppi piuttosto similari (basti pensare che la forza dei banditi si basa quasi esclusivamente su truppe regolari) e sono accomunate da una serie di riforme che consentono uno sviluppo non solo produttivo ma anche burocratico e militare.

Durante l’intera durata del titolo, il giocatore dovrà scegliere tra due modalità apparentemente simili ma, in realtà, differenti nel concept e nel gameplay. La prima è classificata con il nome di “Romance” e differisce dalle “Cronache” per una maggior importanza data, a livello tattico, ai campioni, i quali possiedono abilità speciali e sono in grado di duellare tra di loro, dando vita a cutscene di stampo epico, ispirate a Total War: Warhammer, che risulteranno sempre piacevoli e ben curate. Nell’altra modalità, invece, viene data una maggior rilevanza alle truppe, di conseguenza le battaglie dureranno di più e saranno più realistiche rispetto alla romance mode, in quanto, i generali non presentano peculiarità incisive, apparendo come vulnerabili esseri umani. I personaggi forgiano relazioni interpersonali basate sulle loro personalità, contribuendo allo sviluppo del proprio dominio, presentando determinate statistiche (quali perizia, risolutezza, astuzia, istinto e autorità) e attributi tipici. Un’altra caratteristica peculiare è la maggior rilevanza assunta dalla corte, infatti bisogna sempre tenere in considerazione i propri nobili e generali, in quanto non sono più solo delle pedine, ma delle figure indipendenti che provano emozioni come insoddisfazione, amore, odio e, pertanto, bisogna non trascurare la componente emotiva se non si vuole assistere ad una diserzione o ad un tradimento. Tenere in considerazione tutti questi fattori si rivela la chiave vincente per una corte nella quale le cariche attribuiscono dei bonus e dei malus a livello globale della fazione, il clima è sempre carico di tensione e bisogna avere molta fortuna nel trovare una strategia vincente nel mondo politico del titolo. La diplomazia, quindi, connota lo svolgimento dell’intera campagna, in quanto è possibile cucire una fitta trama legata alle relazioni, tra i vari personaggi, al fine di creare delle vere e proprie coalizioni: non sono da escludere infatti: matrimoni combinati, vassellaggi, accordi commerciali e sabotaggi, peculiarità che faranno ritrovare gli amanti di Game of Thrones a casa.

Per quanto riguarda lo svolgimento delle battaglie, bisogna tenere in considerazione la tipologia di leader, ovvero: sentinella, campione, stratega, avanguardia e comandante, che conferiscono dei bonus tattici a determinate truppe sotto il controllo del giocatore, oltre che all’equipaggiamento e al suo entourage, i quali andranno a migliorare determinate statistiche. Ogni volta che il livello salirà, sarà possibile sbloccare abilità attive e passive, proprietà determinante per il raggiungimento di uno status veterano da parte dei generali. Ogni fante, cavaliere e unità da tiro, quindi, va comandato nel miglior modo possibile, in quanto i lancieri sono ottimi contro la cavalleria, i guerrieri con jin o con sciabola sono efficaci contro le truppe con lancia e le unità da tiro forniscono supporto e distruggono gli edifici ed i cavalieri, invece, sono buoni a decimare le truppe in ritirata, gli arcieri e possono flankare, ovvero attaccare silenziosamente dai fianchi. L’esito di uno scontro si rivelerà cruciale per gli eserciti, i quali, necessitano approvvigionamenti, risorse economiche per il loro mantenimento e numerosi, incredibilmente frustranti, turni per far tornare nell’istituzione dei nuovi confini delle comanderie, ovvero delle regioni che presentano una “capitale” ed un centro produttivo di una determinata risorsa. In particolar modo bisogna prestare attenzione al cibo, all’ordine pubblico e alla popolazione, elementi che sono strettamente connessi tra loro e non bisognerà mai disinteressarsi ad alcuno di essi. La produzione alimentare all’inizio della campagna risulterà difficile, specialmente se si inizia con una politica aggressiva ed espansionistica, che avrà come risultato una riduzione della popolazione e dell’ordine pubblico. Invece, se la crescita demografica aumenterà esponenzialmente, bisognerà essere abbastanza cauti da mantenere il ritmo con il quale si migliorano le tenute agricole e, nel caso in cui il cibo nelle riserve dovesse finire, si potrebbe assistere all’inizio di vere e proprie rivolte nel proprio feudo. Considerata l’estensione della mappa e l’enorme numero di rivali i quali, sebbene siano sempre delle A.I., si atteggiano in maniera realistica senza effettuare alcun tipo di scelte “no-sense”, andare a minare l’integrità del proprio dominio non gioverebbe al raggiungimento della propria autonomia in una mappa dalle dimensioni smisurate.

L’esperienza di gioco dal punto di vista del multigiocatore rimane quasi invariata rispetto al singleplayer: il giocatore, però, può scegliere tra le battaglie personalizzate, quelle storiche o le classificate. La campagna avrà un’ottima longevità e, nonostante non sia indimenticabilmente degno di nota, il nultiplayer non farà del male al titolo, rimanendo del tutto opzionale e non minando mai l’esperienza, pur offrendo una varietà disponibile in qualunque momento. Rispetto ai predecessori, il gioco presenta grafiche e modelli ottimizzati anche per computer di fascia più bassa, che, però, nel caso in cui si possegga una macchina performante, possono senza alcun dubbio stupire per la mole di dettagli che sarà presente a schermo durante le battaglie. Il gioco, nonostante sia eccellente nel comparto grafico, pecca sull’invasiva interfaccia grafica che rispecchia la complessità del gioco, il quale assume una connotazione più gestionale rispetto ad una classica “Total War”, intrisa di sanguinosi conflitti e guerre senza termine. Per i fan occidentali della saga, questa esperienza potrebbe rivelarsi difficile a causa dei numerosissimi personaggi con nomi cinesi, i quali sono difficili da memorizzare anche perché molto simili tra di loro, problema che viene causato però dalla realisticità del titolo, che quindi si impara a sorvolare durante le molte ore di gioco. Alla fine Total War: Three Kingdoms si rivela uno dei migliori giochi strategici in tempo reale, o RTS, un esperimento che coniuga realismo ed elementi fantasy da roleplay, innovazione e tradizione, dando un’esperienza unica al giocatore.

In Conclusione

Total War: Three Kingdoms è un fantastico RTS che, pur non rivoluzionando il genere, è sicuramente un must have per gli amanti della storie e del tipo di gioco. Il titolo presenta pochissimi difetti, tra cui una GUI non proprio ottima ed una difficoltà nell’inizio legata alle molte cose da tenere a mente che si sarebbe potuta smussare, visto che si presenta come una pesante barriera all’ingresso di un titolo ottimo.


8.8
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com