Infected Shelter – Recensione

Infected Shelter è un rogue-lite post apocalittico dungeon brawler, uscito in accesso anticipato su Steam. La storia viene appena accennata attraverso una cutscene di pochi secondi, dove si vede una scienziata che viene rapita da un gruppo di banditi, dopo di che si viene subito catapultati nel campo di gioco iniziale. Salterà subito all’occhio l’evidente stile goliardico del titolo, che sa come non prendersi sul serio attraverso un eccessivo splatter, nosense ed un comparto grafico particolare ed in linea con il resto. I personaggi presenti nel titolo sono 4, ma attualmente solo due di questi sono giocabili, considerando però l’early access appena iniziata, ci si aspetta comunque di meglio nel prossimo futuro . I personaggi sono ben differenziati ed in stile caricaturale come l’intero titolo, essi potranno essere personalizzati ulteriormente progredendo nel gioco e battendo il primo boss.Il gameplay è divertente, non solo da giocare, dato che capiterà spesso di farsi una spontanea risata, ed è inoltre inclusa la modalità cooperativa fino a 4 giocatori. Durante l’avventura bisognerà farsi strada nelle varie aree che verranno generate proceduralmente, purtroppo questa caratteristica finirà per tradursi in aree tutte diverse e tutte uguali.  Il comparto sonoro non fa ovviamente gridare al miracolo, questo perchè non ha il compito di stupire, ma riesce a strappare una risata attraverso i suoni divertenti delle molte armi e dei personaggi che verranno sconfitti. Durante l’avventura troveremo infatti, moltissime armi, che, al contrario di quando il personaggio sarà disarmato, non permettono di effettuare combo, tutte le armi presenti, infatti, potranno essere utilizzate attraverso un singolo tasto o lanciate attraverso un altro. Esse si dividono in armi bianche e armi da sparo, impugnare un’arma fornisce inoltre la possibilità, attraverso la sola pressione di un tasto, di uccidere nei modi più disparati i nemici in fin di vita. Le animazioni delle uccisioni finali cambiano per ogni arma e per ogni nemico, risultando quindi moltissime, hanno tutte in comune però molto sangue e spesso molto nosense. Durante l’avventura i nostri personaggi avranno la possibilità di evolversi, processo che avverrà ogni volta che moriranno in uno degli scenari. La morte comporterà infatti, oltre alla perdita delle monete accumulate, altrimenti spendibili prima di passare a miglior vita, il ritorno al campo base iniziale, dove, parlando con il colonnello, potremo progredire. La progressione viene effettuata attraverso i progetti che vengono trovati nelle aree di gioco, che dovranno essere successivamente sbloccati utilizzando i punti che vengo rilasciati da tutti i nemici morti. Ci saranno moltissimi potenziamenti sbloccabili, sembra infatti che questa sia stata la parte più curata dell intero titolo, ci saranno infatti da nuove armi, reliquie ed abilità prima acquistabili e successivamente trovabili negli scenari, oltre che a delle abilità passive permanenti. Il campo base verrà inoltre arricchito durante l’avventura, perchè, di tanto in tanto, sarà possibile trovare aree di gioco casuale un personaggio da soccorrere rinchiuso in una gabbia di metallo, per un totale massimo di 6. Una volta soccorsi i personaggi evolveranno il campo sbloccando nuove funzionalità pre-partita.

Durante il titolo, nonostante esso sia ancora in early access, non sono stati riscontrati eccessivi bug o cali di framerate, anche viste le opzioni di personalizzazione grafica, almeno su PC, praticamente inesistenti. L’unico bug riscontrato, anche diverse volte, è stato però piuttosto grave ed invalidante, dato che ha costretto al riavvio del gioco. Il bug può avvenire quando si effettua una combo per lanciare in aria il nemico, che spesso, rimarrà incollato al personaggio, venendo contato come ancora vivo e non permettendo la progressione allo scenario successivo.

La problematica principale del titolo è la ripetitività, infatti nonostante le armi siano molte, non saranno molti i nemici ed i boss, le aree invece, generate proceduralmente all’infinito, risultano tutte praticamente uguali, tranne casi straordinari, come alcune stanze che contengono trappole o altre che contengono diversi progetti, tesori e consumabili. Inoltre la scarsità dei personaggi, che sono solo appunto due, influisce pesantemente in modo negativo sull’esperienza finale. La progressione, però, spingerà ad andare avanti, permettendo al giocatore di divertirsi per diverse ore, dato che darà un obiettivo costante, il che renderà soddisfacente trovare un nuovo progetto e sbloccarlo. Il titolo si lascerà giocare anche grazie al fatto che inizialmente la difficoltà sembrerà spaventosa, specialmente con i boss, ma con il passare dei livelli e dei potenziamenti, oltre che con l’accrescere dell’abilità del giocatore, sarà sempre più facile sgombrare le nuove aree dai nemici ed i boss che prima sembrano impossibili e scoraggianti, diventeranno poi fattibili o addirittura facili.

In Conclusione

In conclusione Infected Shelter è un buon titolo indie, che può risultare divertente per diversi fattori, oltre che per il gameplay, ma che con il tempo, una volta visti tutti contenuti, rischia di annoiare velocemente per la sua ripetitività. Considerando però l’early access del titolo ed il prezzo molto basso, può valere la pena dare una possibilità al titolo specialmente se si è amanti del nosense, considerando inoltre che esso è destinato ad evolversi e migliorarsi durante il tempo..


7
voto

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