Mortal Kombat 11 – Recensione

Quello dei piacchiaduro è un genere che negli ultimi anni è tornato prepotentemente alle luci della ribalta, grazie soprattutto a nuove software house che hanno provato, a modo loro, ad apportare qualche piccola innovazione nel genere. Il caso che mi viene subito a mente è quello di Dimps che con Dragon Ball Xenoverse (e relativo sequel) ha provato a cambiare la concezione del gioco di combattimento, dando una certa dinamicità e una nuova prospettiva.
I videogiocatori un po’ più anziani (come il sottoscritto), però, sono ancora legati e ancorati al concetto del piacchiduro con movimento bidimensionale e per soddisfare il proprio bisogno di menare mazzate si appellano ancora a titoli come Tekken, Street Fighter e Mortal Kombat, ed è proprio di questa serie che ora vi andremo a parlare…

A differenza di molti altri titoli appartenenti allo stesso genere, Mortal Kombat 11 segue il filone narrativo degli episodi precedenti e la cosa è meno semplice, prevedibile e lineare del previsto. Infatti, a causa dell’assenza di una sorta di “negli episodi precedenti”, gli eventi narrati in Mortal Kombat 11 sembreranno ai giocatori campati per aria, con la mancanza del rapporto causa-effetto, e quindi le soluzioni che avrete saranno due: acquistare e giocare tutti i capitoli precedenti oppure affidarvi a Wikipedia.
A causa di quanto accaduto negli episodi precedenti, Mortal Kombat 11 si apre con la figura di Raiden che, abbandonata la saggezza e la pacatezza del passato, è deciso più che mai a difendere la terra dalle forze del male e, per farlo, non ci pensa due volte a ricorrere a una autorevolezza e a una violenza non proprie del suo carattere; la causa di questo cambiamento è da ricercarsi nella corruzione della sua anima causata dall’amuleto del malvagio Dio Anziano Shinnok.
Procedendo nella trama farà il suo ingresso Kronika, una entità che ha deciso di riequilibrare le forze del bene e del male riportando in vita alcuni personaggi dati oramai per defunti, in alcuni casi facendoli fronteggiare con la loro versione “più anziana” del presente. Insomma, quella dei viaggi nel tempo sembra essere una vera e propria moda delle recenti produzioni cinematografiche e non, e i ragazzi di NetherRealm Studios sembrano non essere rimasti indifferenti. Quando si sceglie di introdurre i viaggi del tempo, però, capita spesso di creare dei buchi narrativi (e a volte anche delle voragini) e purtroppo Mortal Kombat 11 non è del tutto esente da ciò. In ogni caso, comunque, la trama della modalità di gioco principale sembra essere veramente interessante e riesce a mettere in campo, nelle sue sei ore, un plot di tutto rispetto e una degna conclusione di un ciclo narrativo che si è protratto per molto tempo.
Ogni combattimento sarà intervallato da alcune cutscene di media-lunga durata in cui sarà possibile vedere alcuni membri storici del cast di Mortal Kombat 11 interagire tra loro, supportati da un eccellente doppiaggio in lingua italiana. 

Un’altra modalità di gioco tipica delle produzioni di NetherRealm Studios è la modalità di gioco Torri, in cui i giocatori sono chiamati a sfidare di volta in volta sempre più nemici che diventano sempre più forti, scalando una torre che li porterà poi a dover sconfiggere il nemico più potente. Una volta completata ciascuna Torre sarà possibile ottenere alcune ricompense, tra cui spiccano oggetti volti a personalizzare i propri combattenti, ma di questo parleremo più avanti. Le Torri si dividono sostanzialmente in due macrocategorie: le Torri del Tempo e le Torri Klassiche, mentre le prime vi daranno la possibilità di accedere ad alcuni eventi a tempo in cui gli avversari saranno dotati di armi e potenziamenti aggiuntivi, le seconde richiamano la modalità di gioco principale dei primi Mortal Kombat. Qualora un particolare combattimento dovesse risultare troppo ostico, sarà possibile utilizzare un particolare gettone che vi consentirà di saltare quello specifico combattimento e di passare direttamente al successivo.
Tutta la valuta in-game ottenuta grazie ai diversi combattimenti sarà spendibile all’interno della Kripta, una isola in cui è possibile trovare diversi forzieri nascosti apribili utilizzando sia la moneta virtuale sia attraverso i Cuori. Nella Krypta è inoltre possibile trovare la Forgia che permetterà ai giocatori di combinare del materiale al fine di creare nuovo equipaggiamento per i diversi combattenti. Com’era possibile immaginare il team di sviluppo ha introdotto anche in Mortal Kombat 11 le modalità di gioco tradizionali della serie, sia singleplayer che multigiocatore oltre che, ovviamente, una modalità torneo che permetterà ai giocatori di personalizzare le impostazioni di gioco.

Abbiamo accennato in precedenza alla possibilità di personalizzare i propri personaggi per la prima volta nella storia della serie. Oltre a combinare tra loro diversi set di costumi e accessori unici, in Mortal Kombat 11 sarà possibile assegnare al proprio personaggio alcune mosse speciali, andando a occupare uno o più slot disponibili. Il sistema di gioco provvederà, ovviamente, ad avvisarvi qualora le combinazioni tra i vari attacchi non fossero fattibili o causa di eventuali conflitti o a causa di abbinamenti ecccessivamente potenti. In ogni caso, comunque, queste nuove varianti di personaggi saranno utilizzabili esclusivamente nelle modalità di gioco non-competitive, quindi in single-player o multiplayer con amici.
Quello che ci ha colpito di Mortal Kombat 11 è sicuramente il sistema di combattimento e le scelte adottate dal team di sviluppo. Mentre alcune software house per i capitoli recenti delle loro serie di successo hanno deciso di puntare su combattimenti frenetici, veloci (e spesso incasinati) in cui i neofiti spesso abbandonano i combattimenti perché avviliti, il team di sviluppo di Mortal Kombat 11 ha deciso di puntare su duelli sì veloci, ma anche molto ponderati e strategici. In Mortal Kombat 11 sono state introdotte due barre, una difensiva e offensiva, che permetteranno di potenzare le fasi di attacco, mentre la barra difensiva vi servirà per utilizzare alcuni elementi dell’ambiente circostante per difendersi dall’attacco del nemico oppure per interrompere una combo dell’avversario. Ovviamente non potevano mancare anche in Mortal Kombat 11 le Fatality e le Brutality che, questa volta, sono affiancate dalle Fatal Blows, dei potentissimi attacchi eseguibili esclusivamente quando l’energia del vostro combattente sta per finire che permettono al giocatore di poter in qualche modo riequilibrare le sorti del duello. 

Dal punto di vista tecnico, Mortal Kombat 11 si presenta come un titolo sicuramente riuscito, grazie soprattutto all’ottimo framerate offerto su PlayStation 4 e alla totale assenza di rallentamenti che in questa categoria possono essere decisamente fastidiosi. I modelli e le animazioni dei diversi kombattenti, ops, combattenti sono molto convincenti e non presentano quel fastidioso effetto “pupazzoso” visto per esempio in Street Fighter, mentre invece gli scenari di gioco risultano essere talvolta poco ispirati. Ottimo il doppiaggio in lingua italiana e la colonna sonora del gioco che riesce a dare quella botta in più di adrenalina.

In Conclusione

Dopo avere passato ore e ore incollati al pad, possiamo affermare con assoluta certezza che Mortal Kombat 11 è il picchiaduro perfetto per tutti gli amanti della vecchia scuola e dei picchiaduro senza troppo fronzoli ma che comunque si sono rinnovati nel tempo. Mortal Kombat 11 presenta meccaniche di gioco innovative, un roaster di combattenti molto ampio (arriveranno altri lottatori in futuro) e tantissime modalità di gioco capaci di regalare ore e ore di divertimento. L’unica mancanza che abbiamo il compito di sottolineare è l’assenza di un filmato riepilogativo e/o una qualche sezione che permettesse di capire cosa è successo nei precedenti capitoli della serie. Per il resto, nulla da dire: Mortal Kombat 11 è un picchiaduro eccellente.


9
voto

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