World War Z – Recensione

Nell’oramai lontano 2013, Paramount Picture distribuì nelle diverse sale cinematografiche del mondo World War Z, un atipico film d’orrore basato sul romanzo apocalittico del 2006 di Max Brooks. A differenza dei film horror visti fino ad allora, World War Z proponeva una nuova “versione” di zombie, più veloci, violenti, intelligenti e, perdonateci, incazzati che mai. Emblematica di quel film la scena della piramide di zombie, scena che sembra essere stata d’ispirazione per i ragazzi di Saber Interactive per la realizzazione dell’omonimo gioco. Pur distaccandosi completamente dall’iconico film con Brad Pitt, riuscirà World War Z a conquistarsi un posto nell’Olimpo dei videogiochi? Scopritelo nella nostra recensione.

Iniziamo col dire che, sebbene con la pellicola ne condivida il nome, World War Z ha poco da condividere con l’avventura cinematografica di Brad Pitt e la modalità di gioco campagna vede come protagonisti personaggi del tutto nuovi. La campagna di gioco, infatti, è divisa in quattro grandi città per un totale di 11 missioni totali e in ogni città i giocatori sono chiamati a muovere diversi personaggi, spezzando quindi quel filone narrativo unico e creando a tutti gli effetti delle mini-storie. Per completare tutte le missioni di gioco ci vorranno più o meno sei ore con il livello di difficoltà standard ma, salendo di livello, l’impegno richiesto al giocatore è maggiore e pertanto saranno ancora più frequenti game-over e quindi riavvii di partita. L’aumento o la riduzione del livello di difficoltà in World War Z cambia radicalmente l’esperienza del giocatore in quanto ai livelli di difficoltà massima il numero di munizioni reperibili si riduce drasticamente e il fuoco amico provocherà ingenti danni ai vostri compagni di squadra. Ogni missione sarà anticipata e conclusa da un filmato che cerca di costruire, seppur in maniera maldrestra, un minimo di trama ma purtroppo nessun accenno viene fatto al background dei diversi protagonisti. Per conoscere la storia dei diversi protagonisti è presente una sorta di menù galleria in cui sarà possibile conoscere la storia di tutti gli eroi e le ragioni che li hanno portati a combattere: siamo abbastanza sicuri che non accederete mai a questa sezione. Garantito.
Ai giocatori di vecchia data il concept del gameplay di World War Z  ricorderà molto quello della inossidabile serie Left 4 Dead: quattro giocatori portano a compimento, insieme, diverse missioni, completando obbiettivi, raccogliendo oggetti e armi e, ovviamente, eliminando tutti i nemici che si pareranno lungo il percorso. Niente più. Al contrario di quanto è possibile immaginare, però, l’opera di World War Z richiede una assoluta cooperazione tra i vari personaggi in quanto non solo il numero di nemici è veramente spropositato, ma questi non rimarranno certamente a guardare mentre uno dei personaggi è occupato, per esempio nella risoluzione di un qualche enigma ambientale. In World War Z è indispensabile quindi che i personaggi si coprano le spalle tra loro, che rimangano vicini il più possibile senza però intralciarsi a vicenda e spararsi addosso. 

All’inizio di ciascuna missione è possibile associare il proprio personaggio a una particolare classe (sei in totale), ognuna dotata di abilità esclusive come, per esempio, il medico che è in grado di ripristinare l’energia dei compagni o il pistolero che è un ottimo soldato da prima linea. Alla fine di ciascuna missione, in base ai risultati raggiunti, ciascun giocatore sarà premiato con un certo quantitativo di punti spendibili per l’acquisto di potenziamenti e abilità (attive e passive) per quella specifica classe, facendola così salire di livello fino al 30. Per cercare di fermare le diverse orde di non-morti i giocatori avranno a disposizioni armi primarie, secondarie, pesanti e corpo a corpo e, ad eccezione di queste ultime, le altre avranno un numero limitato di proiettili a disposizione che potranno essere ricaricati attraverso apposite casse. In alcuni punti della mappa, inoltre, sarà possibile sostituire le armi in proprio possesso con delle altre. Proprio come i personaggi anche le varie armi saranno personalizzabili, sbloccando nuovi set e potenziamenti capaci di renderle ancora più letali.
In alcune sezioni di gioco, infine, i giocatori saranno chiamati a organizzare le difese in vista dell’arrivo di orde di non morti (il loro arrivo è dettato da un timer posto in alto): a questo punto i giocatori potranno piazzare sulla mappa filo spinato, mitragliatrici e mortai oltre che sistemare il proprio set di armi.
I nemici presenti nel gioco sono racchiusi in quattro macrocategorie ossia gli Zeke (gli zombie “normali”), gli Urlatori, in grado di attirare sciami di non morti, i Bulls, dotati di protezioni e capaci di infliggere colpi mortali, e i Gasbag, che se colpiti in alcuni punti rilasciano un gas letale per gli umani. Quello che colpisce di World War Z è il numero veramente spropositato di nemici e lascia veramente basiti la velocità con la quale questi si avventeranno sui giocatori e la loro abilità nel creare strategie (anche se basilari) di attacco come per esempio la piramide di zombie. Inoltre la struttura a più piani di alcune mappe rende ancora più complicato per il giocatore difendersi in quanto gli zombie potranno praticamente attaccare da ogni direzione e da ogni altezza. La realizzazione delle mappe è uno dei punti forti di World War Z in quanto queste si presentano molto diverse tra loro e strutturare in maniera diversa l’una dall’altra; quello che invece non ci ha proprio convinto è la quasi inesistente possibilità di poter distruggere e/o danneggiare i vari ambienti di gioco e gli elementi che li caratterizzano.

Oltre alla modalità di gioco “Campagna” che vi abbiamo raccontato fino a ora, World War Z offre anche un sostanzioso comparto competitivo il cui sistema di progressione dei personaggi è completamente slegato da quello della modalità di cui vi abbiamo raccontato fino a ora. In multiplayer World War Z offre ben dieci classi di personaggi, ognuna potenziabile fino al livello 13. Nelle cinque modalità che compongono il comparto multigiocatore le mappe di gioco non saranno numerosissime, ma permetteranno comunque di rendere più longeva l’esperienza di gioco. Sebbene le modalità di gioco non propongano nulla di nuovo rispetto a quanto visto fino a oggi (Deathmatch a squadre, conquista, etc..) qualcosa di nuovo c’è e va segnalato: nelle  diverse mappe, oltre ai vari nemici controllati da altri giocatori, saranno presenti degli zombie che renderanno sicuramente più arduo il raggiungemtno della vittoria.
Dal punto di vista tecnico World War Z è un titolo abbastanza soddisfacente, visto anche il prezzo budget a cui viene venduto (40 euro c.a). Il motore grafico utilizzato per lo sviluppo è proprietario di Saber Interactive e riesce a fare più che dignitosamente il suo dovere, proponendo modelli dei personaggi gradevoli nonostante le animazioni siano talvolta un po’ macchinose. World War Z presenta un doppiaggio completamente in lingua inglese ma sottotitolato in italiano. Nulla da dire per quel che riguarda la colonna sonora che riesce a compiere discretamente il suo compito.

In Conclusione

Sebbene non proponga niente di nuovo rispetto a quanto visto fino a oggi, World War Z è un titolo estremamente piacevole da giocare in compagnia degli amici. L’unico difetto che abbiamo riscontrato nel gioco è l’assenza di una trama consistente capace di tenere il giocatore incollato al pad. La realizzazione tecnica sicuramente non fa gridare al miracolo, ma il gioco gira in maniera decisamente fluida e sono del tutto assenti rallentamenti di sorta che potrebbero minare l’esperienza di gioco. Va inoltre sottolineato il fatto che il gioco è venduto a un prezzo ridotto rispetto agli altri e, anche per questa ragione, potreste pensare di concedergli una possibilità.


7
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.