Phoenix Wright: Ace Attorney Trilogy – Recensione

Il genere delle visual novel non ha mai catturato il mio interesse, nonostante la mia passione per i titoli che si focalizzano sulla narrazione. L’unica eccezione che possono annoverare è sicuramente la saga di Phoenix Wright, che con il suo umorismo e la sua storia è stata in grado di tenermi incollato al mio vecchio Nintendo DS. Nata inizialmente su Game Boy Advance, la saga ha conosciuto il suo massimo splendore con l’arrivo sulla portatile più famosa di casa Nintendo, diventando ben presto un titolo imprescindibile per ogni appassionato del genere. Dopo diversi porting più o meno azzeccati, la prima trilogia (quella con protagonista l’inimitabile Phoenix Wright) approda finalmente sulle ammiraglie della generazione attuale con una veste grafica migliorata e tutto il fascino di sempre grazie alla Phoenix Wright: Ace Attorney Trilogy.

La storia ci proietta nei panni del giovane Phoenix “Nick” Wright, avvocato fresco di titolo di studio ed ancora insicuro per quanto concerne le sue capacità in aula. Purtroppo, una pesante accusa graverà sulla testa del nostro migliore amico e saremo per questo costretti ad abbandonare ogni esitazione ed impegnarci a difenderlo al meglio. Da questo caso, che funge da indispensabile tutorial per il titolo, prende il via la serie di eventi che vedrà l’ascesa del nostro Nick nel mondo dell’avvocatura e che attraverso i 3 titoli presenti nella raccolta compone quel variopinto mosaico di personaggi e situazioni che ha determinato il successo della saga. Un comodo menù permetterà l’accesso diretto ai 3 titoli racchiusi nella collezione, consentendo a coloro che hanno giocato qualche capitolo della saga di ripartire da dove avevano lasciato. I casi presentati utilizzano una struttura narrativa che ricalca quella delle serie televisive procedurali, raccontando storie tecnicamente autoconclusive ma che fanno parte di una trama più ampia e che culmina nei casi finali del terzo capitolo della serie. Nella 14 episodi che compongono il titolo, spiccano senza dubbio i numerosi testimoni che chiameremo a deporre e che custodiranno i tanti segreti che si frappongono tra noi ed un verdetto di non colpevolezza. La loro caratterizzazione, decisamente sopra le righe sia dal punto di vista visivo che da quello caratteriale, conferisce una piacevolissima vena ironica ai vari casi che affronteremo e contribuirà ad evitare la sensazione di frustrazione quando ci troveremo in difficoltà nei casi più complessi. Le testimonianze dei convenuti diventano quindi il veicolo essenziale per una trama ricca di colpi di scena e capovolgimenti inaspettati, spesso paradossali al punto da lasciare noi ed il nostro alter ego senza parole. Ai testimoni si affiancano chiaramente i vari magistrati dell’accusa, che con le loro stranezze ben si inseriscono nell’eccentrico cast del titolo, anche se personalmente il mio preferito resta sempre Miles Edgeworth con i suoi modi pacati in grado di convincere il giudice a chiudere un occhio su alcune prove poco legittime. Sul fronte narrativo non posso quindi che riscoprirmi piacevolmente soddisfatto dal titolo che miscela sapientemente ironia e colpi di scena improbabili, creando così una trama avvincente ma al tempo stesso leggera.

Dal punto di vista del gameplay, la saga si presenta come una visual novel dove saremo alle prese con un sistema di giudizio quantomeno singolare. Ogni processo infatti durerà un massimo di 3 giorni, che alternano fasi investigative ai veri dibattiti in aula. Durante le fasi investigative avremo modo di interrogare sommariamente i testimoni principali e di raccogliere le prove, munizioni essenziali per la nostra offensiva in aula. Fortunatamente la progressione del gioco rende praticamente obbligatorio trovare ogni prova presente sulle scene del crimine, eliminando di fatto la possibilità di lasciare indietro una prova essenziale. Questa scelta trivializza la componente investigativa del titolo, che per via dei limiti imposti dalla natura del titolo non ricopre certamente un ruolo principale nella produzione. Ben diverso invece è il peso della fase in aula, dove armati di prove ed astuzia dovremo demolire le testimonianze dei vari convenuti a giudizio. Leggendo con attenzione le loro testimonianze, e confrontandole con le prove raccolte in precedenza, potremo trovare le contraddizioni che si nascondono dietro ogni bugia e presentando le prove giuste al momento giusto, giungeremo infine alla vittoria. L’attenzione per i piccoli dettagli sarà quindi la nostra arma più importante in modo da evitarci di presentare la prova sbagliata al momento sbagliato, azione che spazientirebbe pericolosamente il giudice e ci avvicinerebbe alla disfatta. Nonostante l’introduzione di alcune piccole variazioni introdotte nel secondo capitolo, il gameplay rimane fondamentalmente invariato ma la sua formula (per quanto abbastanza semplice) riesce a dimostrarsi vincente.

Il versante tecnico del titolo è quello che ha visto il maggiore numero di cambiamenti in questa nuova edizione, che può vantare una cosmesi grafica revisionata per supportare le risoluzioni hd. Le varie tavole che compongono il gioco vantano una pulizia visiva veramente ragguardevole, che valorizza lo splendido design dei personaggi. Il cast dei vari titoli è senza dubbio uno dei punti di forza delle produzioni, e la nuova resa visiva mostra ancora più nel dettaglio i tanti particolari che caratterizzano i testimoni. Vedere le loro animazioni diventare sempre più sopra le righe, accompagnate dallo stupore sul volto dell’accusa, mantiene tutto il fascino che aveva nella sua versione originale. La colonna sonora utilizza i brani originali delle versioni portatili che sebbene siano assolutamente di qualità ed in grado di sottolineare adeguatamente l’evolversi delle situazioni in aula, sono purtroppo legati ai limiti dovuti alla loro origine e non riescono a competere con l’accompagnamento sonoro delle produzioni più moderne. Punto veramente dolente della produzione è senza dubbio la sua mancata localizzazione in italiano. Al momento della scrittura di questo articolo, il titolo presenta soltanto una localizzazione in inglese e giapponese con una futura patch che dovrebbe integrare francese e tedesco. Questa mancanza non solo va a rendere meno fruibile il titolo (che nonostante non presenti un’inglese particolarmente complesso, richiede una notevole attenzione ai dettagli nei dialoghi), ma diventa ancora più grave se si pensa che le versioni per Nintendo DS presentavano già una completa localizzazione in italiano. La speranza è senza dubbio che il supporto alla nostra lingua arrivi in un secondo momento assieme alle altre lingue, ma per adesso si tratta di semplici speranze.

 

In Conclusione

Phoenix Wright: Ace Attorney Trilogy porta sulle console attuali una delle poche saghe di visual novel in grado di trascendere il suo genere e di appassionare anche il grande pubblico. La nuova cosmesi visiva ridona vita alle imprevedibili vicende che vedranno protagonista il buon Phoenix e l’improbabile cast di testimoni ed imputati presenti nei tre titoli inclusi. La natura del titolo chiaramente limita le possibilità del gameplay, che comunque si dimostra appagante senza scadere nella ripetitività, data anche una durata non eccessiva dei singoli episodi. Sfortunatamente la mancanza della localizzazione italiana penalizza un titolo che si basa così tanto sulla lettura, ma se l’inglese non rappresenta un problema per voi non posso fare a meno di consigliarvi l’acquisto di questo titolo, in grado di regalare diverse ore di divertimento e colpi di scena.

 

 


8
voto

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