Bow To Blood: Last Captain Standing – Recensione

Prendete l’idea di un vascello che naviga nel cielo invece che nel mare, metteteci sopra un sacco di armi e la possibilità di gettarvi in battaglie aeree, mentre partecipate ad un reality show. Ecco questo in poche parole è Bow To Blood: Last Captain Standing.

Il set-up di Bow To Blood è quello di una gara tra i capitani di queste fantastiche aeronavi, che si contenderanno la gloria e la fama imperitura durante un reality show intergalattico,dove  chiunque si troverà nelle ultime due posizioni della classifica di gradimento corre il rischio di essere eliminato.

Bow To Blood - Screenshot

Le navi sono alimentate dall'”Essenza” del Capitano (in pratica il suo sangue), che fornisce energia a tutti i sistemi e può anche fungere anche da valutao.Il nostro compito come capitano della nave è pilotarla in ampie arene, combattere gli avversari e cercare di raggiungere l’ambito primo posto in classifica in ogni round. Il gioco può essere giocato sia in modalità VR che in modalità normale. La versione che ho testato è quella per PS4/PSVR

Se si utilizza il controller Dual Shock, l’acceleratore è controllato dalla levetta destra, mentre il movimento è sulla sinistra e puntando i cannoni delle navi viene fatto usando il controllo dello sguardo, poiché i cannoni spareranno dove si sta guardando. Inizialmente questa modalità di puntamento può essere un po’ estraniante se si è abituati abituato a controllare la camera con la levetta destra, ma dopo un po’di pratica si riunisce. È anche possibile utilizzare i controller PlayStation Move, ma la loro mancanza di stick analogico li rende una scelta troppo scadente. Se si gioca in modalità non-VR, i controlli saranno tutti sul pad, ma devo dire che ho trovato la modalità VR molto più divertente. Un elemento al quale dovrete tenere ben presente è che soffrite di motion sickness, questo gioco non fa assolutamente per voi. Questo perché la nave si muove in modo estremamente realistico comportandosi come se navigassimo nel mare, per cui il movimento continuo sono certo che potrebbe creare molti problemi a chi è affetto da kinetosi. Io ne soffro e per giocare in modalità VR sono stato obbligato a fare brevi sessioni di gioco. Se invece volete lo stesso provarlo, potrete optare per la versione normale, ma in questo caso, come dicevo prima, l’esperienza è meno divertente perché si perde completamente il fattore immersività.

Per potere scalare la classifica ed uscire il più possibile indenni dagli scontri, il nostro mezzo è dotato anche di sistemi aggiuntivi, come uno scudo, armi avanzate, droni d’attacco e turbo boost. Inizialmente pensavo che fossero solo degli addendum di secondaria importanza, ma avanzando nel gioco mi sono reso conto che si tratta di strumenti vitali. Per coadiuvare le nostre fatiche da capitano abbiamo a disposizione  anche un equipaggio che si può inviare a svolgere varie attività,  in modo da non essere completamente sopraffatto, anche se i membri dell’equipaggio potrebbero essere più tollerabili se parlassero un po’ meno, soprattutto nelle fasi iniziali del gioco. Essi possono essere assegnati alle varie postazioni, sia per aiutarci nel combattimento, ma anche e soprattutto per rendere operativi i vari sistemi d’arma e difensivi dopo che sono stati danneggiati.

Bow To Blood - Screenshot

Oltre il combattimento, esiste un sistema di relazioni straordinariamente approfondito, che implica una certa dose di diplomazia che può servire per scambiarsi favori e stringere alleanze con altri concorrenti.
Qua entra in gioco la succitata  “Essenza” che potrà essere ceduta ad un altro capitano, in cambio del loro aiuto. Ma bisogna fare attenzione a non rimanerne sforniti perché essendo essa anche la linfa vitale della nostra nave e non avendo la possibilità di ripristinarla dopo ogni round, non averne a suffienza comporterà un grave handicap, anche se averla ceduta per un valido alleato poteva sembrare un’ottima idea.Ho scoperto a mie spese che aiutare od ostacolare un altro concorrente ha dei pro e i contro.

Ogni round ha una sua peculiarità, per cui a volte siamo chiamati a combattere uno contro l’altro, oppure a cercare determinati oggetti o anche distruggere delle strutture presenti nelle mappe. Per portare a termine i vari stage del gioco è necessario completare gli obiettivi principali che ci sono stati assegnati. Una volta che lo avremo fatto, avremo la possibilità di compiere un salto nell’iperpsazio per tornare all’hub principale. Là saremo valutati e ci verrà assegnato un posto nella classifica generale. Ma non conta solo la valutazione finale per scalare la classifica, ma anche quanto gradimento avremo ottenuto durante ogni singolo livello. Il problema è che per ottenere gradimento dovremo affrontare numerosi avversari che, oltre agli altri capitani, cercheranno di distruggerci. Il compito principale che avremo sarà qeullo di bilanciare attentamente le nostre azioni. Un approccio troppo spregiudicato ed aggressivo potrebbe portarci ad avere un alto gradimento, ma al contempo la nostra aeronave potrebbe essere pesantemente danneggiata e quindi rischiare di essere distrutti nel round successivo. Di converso, essere troppo cauti ci permetterà di preservare in parte l’integrità dello scafo, ma rischiare ache di finire in fondo alla classifica e quindi essere eliminati dopo poche partite.

Tutti i livelli sono generati proceduralmente per cui anche se dovessimo essere eliminati e costretti quindi a ricominciare da capo, avremo di fronte a noi livelli diversi. Se questo sulla carta dovrebbe garantire una certa varietà al gioco, dopo qualche partita ci si accorge che però gli elementi che vengono ricombinati non sono molti, per cui mi sono trovato molte volte a giocare a livelli non uguali, ma sicuramente molto simili, a quelli che avevo affrontato in precedenza. Questo è sicuramente un peccato, perché con un set di elementi un po’ più ampio, sicuramente il risultato sarebbe stato sicuramente migliore.

Il comparto grafico è semplice ma di ottima fattura, con uno stile fumettoso, molto colorato e luminoso, che rende le battaglie e i livelli belli da vedere oltre che da giocare. Ottimo il comparto audio, sia per quel che riguarda la colonna sonora che il voice-acting, anche se molte conversazioni sono solo testuali.

In Conclusione

Bow to Blood è un titolo ben strutturato ma che mostra il fianco a qualche critica. Il sistema di combattimento in VR è ben realizzato ed anche l’introduzione della diplomazia, atipica in questo tipo di giochi, è un elemento interessante. Peccato che non sia abbastanza rifinito nel comparto della generazione procedurale dei livelli, colpevole un set di elementi variabili molto limitato. Ottima l’idea della competizione basata sul sistema dei reality show, ma il livello di difficoltà abbastanza alto potrebbe rendere l’esperienza frustrante, soprattutto durante le prime partite. In definitiva è un gioco comunque divertente e accattivante. Sconsiglio vivamente di giocarlo in modalità VR a chi soffre di motion sickness. Giocarlo nella modalità non-VR gli fa perdere una buona fetta di divertimento, per cui riflettete bene prima di comprarlo.


7
voto

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