Assassin’s Creed III Remastered – Recensione

Sin dalla prima puntata dell’ormai decennale saga di Assassin’s Creed, sono stato catturato dalle dinamiche di questi giochi. Ho sempre trovato così liberatorio percorrere così tante città diverse nel corso della storia, incontrando figure iconiche che hanno plasmato il nostro mondo e il modo in cui viviamo le nostre vite.
Ubisoft, con alti e bassi,  è sempre comunque riuscita a dare vita a questi mondi, sia che sia stato chiamato ad intepretarie Ezio durante il Rinascimento italiano, oppure Edward Kenway che solca i mari dei Caraibi in Black Flag. Ed anche vero che gli ultimi episodi prima di Origins avevano reso la serie meno interessante. Alcuni anni senza una pubblicazione hanno dato loro, fortunatamente,  il tempo di implementare nuovi meccanismi e creare mondi ancor più grandi e più vitali, reinventando e dando nuova linfa al franchise.
Quando Assassin’s Creed III è uscito nel 2012, dopo cinque anni dal primo capitolo, stavo iniziando già all’epoca a sentirmi un po ‘stanco della serie.  Ho adorato rivivere la storia di Ezio Auditore, che rendeva merito alle vicende di Altair del primo capitolo, ma quando poi è stato il momento dei interpretare Connor nelle colonie americane, devo dire che mi sono stancato abbastanza presto del terzo capitolo, giocandolo svogliatamente. Il primo grosso scoglio che trovai era legato al fatto che ci volesse  molto tempo prima che il gioco iniziasse. Anche se interpretare Haytham aveva un suo  fascino, si sentiva che la storia doveva ancora iniziare, incominciando a giocare come l’assassino Ratonhnhaké: ton, che fortunatamente aveva il più comodo nome occidentale di Connor.
Il problema di Assassin’s Creed 3 era legato al fatto che per quanto l’impostazione settecentesca dell’America coloniale durante la rivoluzione americana fosse n ottimo palcoscenico per le nostre esplorazioni da assassino, non ho mai realmente sentito alcun legame  con Connor. Lo trovai privo dell’entusiasmo o dell’arguzia di Ezio, e accoppiandolo con con il solito e noioso ed inutile scenario moderno con Desmond Miles, che ha la personalità di una spazzola senza setole,  perso lentamente ogni voglia di finirlo.
Quando Ubisoft ha annunciato che Assassin’s Creed III stava per uscire in versione remaster, l’ho trovata sinceramente una strana scelta, però  mi ha dato l’opportunità di riprendere in mano questo gioco che all’epoca snobbai. Avendo la possibilità di averlo gratuitamente attraverso il Season Pass di Odyssey, ho deciso di dargli un’altra chance, ma…

Sto sempre giocando in parallelo ad Origins and Odyssey, ed è stato immediatamente palpabile fino a che punto è arrivato lo sviluppo all’interno della saga.
Correre per Boston e arrampicarsi per sbaglio su un carretto della frutta o su una recinzione è diventato un evento normale e scalare gli edifici rimane gravemente privo della fluidità dei titoli che sono venuti dopo. Il movimento è lento in generale e questo è un limite che non sono riusciti a superare nemmeno con questa versione remastered, Ci sis sente come legati, imbrigliati da qualche strana forza, si percepisce nettamente la mancanza di una vera e propria struttura di movimento che come in Origins od Odyssey, rende fluida e realistica la sensazione di movimento negli ambienti.

Visivamente, i miglioramenti 4K alla sua risoluzione sono evidenti, rendendo ogni location fantastica. Sempre che non appaiono i soliti glitch e l’immancabile sfarfallio delle textures, e questo sfortunatamente accade molto più frequente di quanto avrei voluto. Ed ecco che gli  NPC svolazzano a mezz’aria, gli edifici appaiono dal nulla e l’ambiente lontano a volte non viene visualizzato fintanto che non si arriva ad un centinaio di metri.
Ho trovato i vari modelli dei personaggi più realistici, ma poiché la base di partenza è comunque  un vecchio gioco, alcuni di loro sembravano manichini privi di espressione e questo appare più evidente nei filmati. Anche l’illuminazione è stata migliorata, facendo brillare molti degli ambienti sotto il sole o alla luce di torce e lampade, elemento che mette in risalto anche alcune nuove textures.

Anche il gameplay ha subito alcuni importanti miglioramenti . Innanzitutto sono state apportate alcune modifiche che rendono più facile la creazione degli oggetti e una nuova economia di gioco, ora c’è adesso una visione più chiara di ciò che si deve fare, a differenza di prima, dove ricordo che trovare gli obiettivi era talvolta veramente difficoltoso.
Un ottimo ritocco è stato fatto al sistema della furtività. Essa è stata aumentata, consentendo la possibilità di nascondersi nei cespugli per evitare il rilevamento e adesso si può fischiare per chiamare i nemici. Questo elemento ora è diventato un punto fermo del franchise, ma nel 2012 non c’era assolutamente la possibilità di farlo.

La grossa pecca che ho rilevato è che sono stati apportati troppi pochi miglioramenti al sistema di  movimento, e dato che è un elemento chiave dei giochi di Assassin’s Creed, questo mi ha sinceramente deluso.
La corsa libera va bene, ma quando ho iniziato a salire e scendere su e giù dagli edifici, ho avvertito nettamente la fluidità presente nei titoli più recenti.
Il combattimento è stato migliorato, con un controllo maggiore per i doppi assassini e la mira con l’arco è nettamente migliorata, che permette di gestire in maniera più controllata i lanci da lunga distanza.

La versione rimasterizzata include anche tutti i DLC, così come l’espansione Tyrany of George Washington e Assassin’s Creed Liberation, quindi ci sono un sacco di contenuti per continuare a giocare questa versione una volta che avete finito il gioco principale.

In Conclusione

Sicuramente siamo stati viziati (bene) con gli ultimi due giochi della serie, e tornare indietro e giocare a Assassin’s Creed III sembra qualcosa di realmente arcaico, anche se il gioco è “vecchio” di soli sette anni. Non posso certo dire che si tratti di un gioco brutto, ma purtroppo alcuni problemi  irrisolti che hanno ostacolato il mio divertimento sette anni fa, ad oggi  non hanno cambiato la mia opinione sulle avventure degli Assassini durante l’epoca delle colonie inglesi in America. Oltre alle carenze della componente tecnica ho trovato, ora ed allora, poco feeling con Connor, non mi sono mai sentito parte delle sue avventure così come mi era successo con Altair ed Ezio, trovando questo titolo forse il più debole del “vecchio corso” del franchise. L’acquisto lo consiglio solo a coloro che amano la serie in maniera spassionata e sono disposti a passare sopra a tante cose.


6.5
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com