La lunga e felice storia dei videogames: dagli inizi ai giorni nostri

Dagli anni 40 fino alla realtà virtuale, passando per i giochi a cartuccia, gli 8 bit e il 3D. Ecco la storia dei videogiochi.

Milioni di appassionati in tutto il mondo, una love story che mette le radici lontano addirittura ai tempi del secondo dopoguerra, quando nessuno di noi era ancora nato. Quella dei videogiochi è una storia lunghissima, destinata a durare ancora a lungo. Vediamo di tracciare alcune linee guida.

Gli albori dei videogames

Era il lontano 1947 e 8 valvole termo elettroniche, insieme ad una manopola per il movimento, davano vita al primo gioco della storia. Si tratta del Cathode-ray tube amusement device e consisteva nella simulazione di un lancio di missile verso un bersaglio. Ci vollero cinque anni per arrivare al Nimorod, il computer costruito per consentire di giocare al NIM, applicazione prettamente matematica, ma è nel 1961 che si arriva al primo vero gioco interattivo: Spacewar, una piattaforma con regole fisiche, situazioni variabili e azioni in tempo reale.
Anni 70, i videogiochi giochi entrano nelle nostre case

Con gli anni 70 arriva la prima rivoluzione dei videogame. Prima con Odyssey poi con Tennis for Two, i videogiochi entrano in casa, a disposizione di tutti, senza dovere uscire. Un qualcosa di assolutamente normale per noi. Un vero e proprio tsunami di novità per l’epoca. È un mercato nuovo e completamente vergine, che Atari sfrutta subito con l’home game system, la prima consolle a cartucce lanciata nel 1977. Tra i giochi più apprezzati non possiamo non citare Space Invaders e il famosissimo Pac-Man, che nacque dall’osservazione di una pizza a cui era stata tolta una fetta.

Dagli 8 ai 64 Bit: il ventennio della prima rivoluzione

Poi vennero gli anni 80 e con essi la sfida infinita tra Nintendo e Sega. Vinta in maniera perentoria dalla prima: per ogni Sega venduta c’erano 16 Nintendo vendute, grazie soprattutto al primo Game Boy, venduto in 119 milioni di unità in tutto il mondo, dove si poteva giocare a Super Mario Land, Alleyway e Baseball

I primi anni 90 portano invece i 64 bit grazie soprattutto all’intuizione del decennio: la PlayStation. Un binomio tra consolle e impianto stereo che sfruttava il CD e si rivelò assolutamente vincente. Destino opposto per la Nintendo64, ancorata alle cartucce per scacciare la pirateria

Il 3D e il motion controller

Gli anni Duemila portano con loro alcuni passi avanti fondamentali: i primi simulatori di vita umana (come The Sims, che diventa il pc game più venduto di sempre), il gaming su rete (lanciato da XBOX Live) e il ritorno delle consolle portatili (con la Nintendo DS, seconda consolle più venduta di sempre dopo la PS2. La grande novità è però il motion controller senza fili: la Wii. Composta da un accelerometro a tre assi, è in grado di reagire alle forze vettrici e all’orientamento.

Arrivati ai nostri giorni lo sguardo deve andare per forza al futuro. Che bussa già alla nostra porta: il 4K, la realtà virtuale, i videogiochi sociali come Fortnite, sono l’incubatrice di quello che i nostri figli o nipoti giocheranno tra pochissimi anni. Quando gli racconteremo della PlayStation con una lacrima di nostalgia, passando per vecchietti.


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