Devil May Cry 5 – Recensione

Analizzando le produzioni di Capcom da due anni a questa parte si può senza ombra di dubbio affermare che il celebre publisher Nipponico sta vivendo un vero e proprio rinascimento. Dopo il successo inimmaginabile di Resident Evil 7, un prodotto lontano anni luce dai canoni della serie principale, Capcom ha lanciato sul mercato altri titoli di particolare pregio tra cui non possiamo non citare Marvel vs Capcom: Infinite, l’ambiziosissimo Monster Hunter World, capace di tenere incollati allo schermo ancora oggi milioni di giocatori e ultimo, ma non ultimo (anzi forse meritava di esser messo per primo), Resident Evil 2 Remake, un sacrosanto, dovuto e dignitoso omaggio al capitolo originale. In questi giorni è arrivato inoltre il quinto capitolo della serie Devil May Cry, nata in origine su PlayStation 2 con ben tre capitoli e approdata poi su PlayStation 3  e Xbox 360 con un quarto capitoli che ha diviso critica e pubblico. Riuscirà Devil May Cry 5 ad essere l’ennesima opera del “Rinascimento Capcom”? Scopritelo nella nostra recensione.

Quando si vede un numero posposto al titolo si tende a pensare a un sequel naturale, a un prodotto che per essere giocato e goduto pienamente richiede che il giocatore abbia completato i capitoli precenti. Con Devil May Cry 5, per fortuna, il discorso di prima non vale in quanto si tratta di un’avventura che potrebbe essere giocata anche senza aver completato i capitoli precedenti; in ogni caso, che l’abbiate giocato o meno, Capcom ha introdotto nel gioco un breve filmato dalla durata di meno di dieci minuti che racconterà cosa è accaduto nei primi quattro capitoli della serie. Noi vi consigliamo di vederlo.
Senza addentrarci troppo nella storia al fine di evitare disgustosi spoiler, vi segnaliamo che Devil May Cry 5 inizia subito col “botto”, facendo assistere il giocatore a uno scontro tra Dante e Urizen, il re dei demoni; Nero assiste da lontano alla scena e capisce poco dopo che il suo contributo può essere del tutto inutile a causa della sua recente menomazione e pertanto, è spinto a fuggire da V al fine di pianificare una qualche diversa strategia di attacco.
La trama di Devil May Cry 5 è articolata in circa una ventina di missioni in cui il giocatore vestirà a fasi alterne i panni dei tre personaggi già citati in precedenza. A differenza dei capitoli precedenti, questo quinto capitolo propone al giocatore solamente due livelli di difficoltà, Umano e Cacciatore di Demoni, consigliato a coloro che hanno giocato gli altri capitoli della serie o che sono alla ricerca di un livello di sfida molto più alto.

Una volta completato il gioco sarà possibile accedere al livello di difficoltà “Figlio di Sparda” dove i nemici diventano veramente tosti da abbattere e i tre protagonisti hanno un livello di energia che cala fin troppo velocemente se colpiti dagli avversari. A differenza delle altre, questa modalità vi permetterà di rigiocare l’avventura da capo con tutti i potenziamenti che avete già acquistato nel corso della run precedente, così da permettervi di sbloccare quelli mancanti. A eccezione della una mania di collezionismo, di perfezionismo e di volere completare ogni missione ottenendo il rank SSS, Devil May Cry 5 non offre particolari spunti di rigiocabilità.
A differenza dei precedenti capitoli della serie, Devil May Cry 5 presenta un nutrito numero di missioni ambientate principalmente in un ambiente urbano e moderno, arricchite di contenuti e elementi di decoro come automobili, cartelloni pubblicitari, etc; procedendo nel gioco, invece, le ambientazioni cambiano e diventano gotiche per terminare con un qualcosa che pare essere venuto fuori da un survival horror. In ogni caso, indipendentemente dalla tipologia di ambientazioni, i diversi scenari del gioco presentano una classica struttura “a corridoio” (talvolta a più piani) dove sono comunque presenti stanze segreti da scoprire o oggetti nascosti da raccogliere. A questo punto è doveroso fare una riflessione: per quanto la struttura “a corridoio” possa essere canonica della serie Devil May Cry, per quanto tempo questa potrà funzionare ancora? E poi, in alternativa, con una struttura open world, un eventuale nuovo capitolo della serie avrebbe lo stesso appeal? Rifletteteci, intanto, noi continuiamo con la recensione…

Come abbiamo avuto modo di raccontarvi all’inizio dell’articolo, Devil May Cry 5 presenta tre differenti protagonisti. Nelle prime battute dell’avventura vestiremo i panni di Nero, sicuramente diverso da come lo ricordavamo ma per certi aspetti veramente cazzuto. A differenza di quanto accadeva nel quarto capitolo, Nero avrà a sua disposizione una vasta gamma di Devil Breaker con cui è possibile eseguire diverse tipologie di attacco o d’azione; purtroppo però, qualora il nemico vi colpisse nel momento in cui state utilizzando il Devil Breaker questo si danneggerà obbligandovi a consumare una unità oppure passare a quello successivo ed è qui che avviene l’inghippo: il sistema di gioco non permette al giocatore di decidere quale Devil Breaker utilizzare ma questi si attiveranno a seconda dell’ordine in cui li metterete nell’inventario. Il Devil Breaker, inoltre, potrà essere fatto esplodere attraverso la pressione di un semplice pulsante al fine di danneggiare, nell’esplosione, tutti i nemici circostanti. Nero avrà come armi alternativa la sua spada Red Queen (dotata del potere speciale Exceed) e il revolver Blue Rose. Nero è sicuramente un personaggio molto versatile che riesce a garantire uno stile di combattimento veloce e frenetico grazie soprattutto alle combo acquistabili alla fine della missione attraverso l’apposito menù, consumando una certa dose di Red Orbs.
V è probabilmente la vera ventata di aria fresca nel sistema di gioco di Devil May Cry 5 grazie a uno stile esclusivo di non-combattimento. A differenza di Nero e Dante, infatti, V non attacca direttamente gli avversari ma utilizza un Grifone e una Pantera le cui caratteristiche di attacco differiscono notevolmente per gittata e velocità. Per scatenare le due belve basterà semplicemente agganciarle e iniziare a premere i due pulsanti di attacco per far muovere le due bestie. Una volta indebolito il nemico e giunto in prossimità della morte (ve ne accorgerete perché acquisirà una colorazione bianca), V potrà avvicinarsi e affondare il colpo di grazia. Una volta riempita la barra del Devil Trigger (attraverso la pressione di un pulsante) V potrà evocare un potentissimo Golem capace di disruggere in pochi colpi tutti i nemici circostanti. V, insomma, è un personaggio che potrà, anzi, dovrà combattere dalla distanza in quanto incapace di difendersi in maniera autonoma dagli attacchi del nemico.
Dante è il personaggio che tutti conoscevamo ed è quello che probabilmente ha il sistema di gestione più complicato grazie a ben quattro diversi stili di attacco. Come di consueto Dante sarà quello che offrirà uno stile di combattimento veloce, dinamico e in alcuni casi quasi al limite del tamarro grazie all’introduzione di una nuova arma di cui non vogliamo fornirvi dettagli, ma sappiate che va oltre ogni immaginazione possibile.

Devil May Cry 5 è, insomma, un titolo che fila liscio fino alla fine, capace come pochi di tenere il giocatore incollato allo schermo grazie a una trama coinvolgente e a un taglio delle scene cinematografico. Anche per questa nuova avventura di Dante e compagni, Capcom ha deciso di puntare sull’RE Engine realizzando un titolo efficace, di impatto a cui è effettivamente complicato trovare una qualche sorta di difetto. Quello che ci ha colpito “in negativo” (le virgolette sono doverose vista l’opera mastodontica realizzata da Capcom) è che il publisher abbia voluto optare per il doppiaggio in lingua inglese con sottotitoli in italiano, nonostante alcune delle ultime pubblicazioni Capcom (Vedi Resident Evil 7 e Resident Evil 2 Remake) abbiano un doppiaggio in lingua italiana: sarà dovuto alla volontà di non perdere l’efficacia delle battute dette in madrelingua? Si, probabile.
Niente da segnalare per la colonna sonora del gioco: rock, ritmata, martellante come sempre durante i combattimenti e soporifera o completamente assente nelle fasi di esplorazione. 

In Conclusione

Dopo la parentesi (neanche tanto brutta) DMC, Devil May Cry torna in grande stile su PC e console. Per il ritorno di Dante, Capcom ha deciso di puntare sulle meccaniche di gioco tradizionali affiancate a una realizzazione tecnica sublime che ci è sembrata praticamente priva di difetti. Quello che potrebbe far storcere il naso è la struttura degli scenari che continua a essere “a corridoio”, nonostante le potenzialità delle console di attuale generazione avrebbero potuto permettere di fare ben altro; ma come si suol dire “squadra che vince non si cambia” e Devil May Cry 5 è un prodotto perfetto e vincente. Da comprare.


9
voto

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