Pode – Recensione

Pode è il primo gioco di Henchman and Goon, uno sviluppatore norvegese che è stato inizialmente pubblicato su Nintendo Switch lo scorso anno. Il gioco fu accolto abbastanza positivamente, nonostante ci fosse qualche problema tecnico. Ora viene pubblicato su Playstation 4 e i problemi dello scorso anno sembrano essere stati completamente risolti, per cui vediamo se ha mantenuto la sua magia anche in questo porting.

La storia è semplice e lineare, con pochi colpi di scena e un sacco di magica armonia. Il gioco inizia comincia con  l’incontro tra Bulder e Glo.  I due si ritrovano oro malgrado in un paesaggio arido e senza vita e il loro obiettivo principale è quello di far sbocciare la pianta madre che donerà vita al mondo. Nel corso del gioco saremo chiamati a  risolvere vari enigmi ambientali per aggiungere alla pianta  madre e piccoli frammenti che compongo al ontempo dei luminosi murales narranti la storia di questo pianeta. Raccontata così la storia non sembra niente di che, ma ci posso assicurare che ci condurrà ad una conclusione entusiasmante.

Pode è un platform cooperativo che  posiamo giocare da solo o con un amico, controllando i due personaggi principali che hanno abilità diverse. Glo, eterea e luminosa,  emette un’aurea che  illumina i dintorni e innesca la vita vegetale. Bulder è un essere “rocciforme”, lento e pesante che con la sua aurea innesca le formazioni rocciose e può anche trasportare blocchi, innescare interruttori e persino lanciare Glo verso aree altrimenti irraggiungibili.

Le abilità ti vengono svelate lentamente e, alla fine, ne avremo  diverse che potremo utilizzare per spostarci più agilmente da una location all’altra. La chiave del gioco è  convincere entrambi i personaggi a collaborare e le combinazioni delle azioni sono veramente intriganti, senza essere quasi mai un’esperienza frustante.Con le competenze che ci vengono date in modo incrementale, l’aumento della sfida è graduale. Sapendo quali sono i nostri limiti è il modo migliore per capire come uscire da determinate situazioni.

Ogni enigama ambientale ha una sua logica di fondo e sta a noi capire, esaminando le nostre possibilità, come uscire da ogni stanza che ci viene proposta. Normalmente questo avviene abbastanza naturalmente, senza troppo spremersi le meingi, ma in alcuni casi mi sono ritrovato a dover esaminare ogni angolo e dettaglio della stanza dove ero rimasto bloccato per capire quale fosse il modo per uscire. Pode non ci fornisce alcun aiuto scritto, per cui dovremo prestare attenzione ad ogni elemento presente e capire come le azioni dei nostri due personaggi possano interagire positivamente. Il problem solving è sicuramente più efficace se invece che giocarlo da soli siamo accompagnati da un altro giocatore, perché sicuramente i consigli che lei o lui ci potrà dare aiuteranno ad uscire da molti empasse, rendendo l’esperienza di gioco molto più divertente.

Ho trovato Pode affascinante dal punto di vista grafico, con una cura del dettaglio e dei particolari che non mi sarei aspettato da un gioco indipendente, che oltretutto è anche un’opera prima.  Il modo in cui le piante e le rocce esplodono è veramente spettacolare, ci si sente pienamente coinvolti nell’esplorazione. I percorsi da intraprendere  sono posizionati in modo chiaro,  con la destinazione solitamente facile da individuare. Glo e Bulder sono animati benissimo e sono dotati di un vocabolario sonoro veramente “puccettoso”.

L’unico limite che ho trovato in Pode è la mancanza del controllo completo della camera. Le stanze sono solitamente piccole ma ci sono momenti in cui un cambio  prospettico può rendere un salto o un passaggio da un punto all’altro un po’ difficile da giudicare. In caso di morte non si perde una vita, ma si viene trasportati ad un certo punto del livello se cadiamo inavvertitamente nel vuoto. Questa eventualità può essere a volte un po’ frustrante, in quanto si riappare lontani da dove siamo caduti e ci tocca quindi recuperare il terreno perduto. Per fortuna, non è un evento frequente.

Il gioco ha una durata non eccelsa, ma devo dire che mi ha impegnato per più tempo di quanto non mi fossi immaginato dalle premesse. Per i completazionisti più sfegatati ci sono un po’ di oggetti da collezionare e murales da illuminare ma, per quelli che vogliono solo sperimentare la storia, troveranno la durata adeguata .

I controlli funzionano bene e non essendoci nessuna sequenza d’azione, poiché non esistono avversari, tutto alla fine si riduce solo a saltare e illuminare con l’aurea dei due personaggi.

In Conclusione

Nel complesso Pode è un’esperienza rilassante con un ritmo molto leggero e alcune idee intelligenti che si coniugano perfettamente in uno sforzo fantastico che regala emozioni e divertimento. Il mondo colorato che fiorisce al nostro passaggio è si amalgama senza soluzione di continuità con una meravigliosa colonna sonora che completa le immagini.. A volte la telecamera può cospirare contro di noi e alcuni enigmi possono inizialmente sembrare un po’ astrusi, ma il fascino di Pode rimane inalterato per tutta la sua durata. Consigliato vivamente a chi ama le avventure rilassanti e sopratutto a chi ha la possibilità di condividere l’esperienza di gioco con un partern fisico, che da un sicuro valore aggiunto..


8
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.