Dead or Alive 6 – Recensione

Dead or Alive torna con la sua sesta iterazione che riporta sui nostri schermi il mondo di folli battaglie e signorine procaci di Koei Tecmo.
Devo dire che il pensiero che questo gioco possa essere solo un fanservice mi è passato per la testa prima di provarlo, così come il dubbio che il sistema di combattimento, che ha dato vita a questo titolo e che ha scatenato decenni di battaglie, possa essere un po’ superato alla luce di contendenti come Soul Calibur o Tekken. Scopriamo assieme se questi dubbi sono stati fugati!

Partiamo proprio dal sistema di combattimento, che poi è il core di ogni fighting game e che, a differenza di altri picchiaduro 3D,  come Tekken o SoulCalibur, in Dead or Alive 6 ha una sua “personalità”, che potremmo definire come un  sistema a triangolo. Naturalmente lo scopo principale dei giocatori è quello di ridurre la salute dei loro avversari con raffiche di attacchi alti, medi e bassi, ma il terzo vertice del triangolo di cui sopra sono le prese e le proiezioni che giocano un ruolo importante in combattimento. Questo rende lo stile di DoA sin dalle origini, tattico,  che ci porterà ad anticipare la prossima mossa dei nostri avversari, creando un gameplay veloce e basato su combo. Questo sta a significare che deve avvenire molto rapidamente, per non rischiare di rimanere storditi o confusi dai nostri avversari, che altrimenti potranno avere la meglio su di noi. Sicuramente alla Koei Tecmo non ci hanno pensato due volte a lasciare invariato un sistema di combattimento collaudato, ma devo dire che alla fine la scelta risulta vincente. In primo luogo perché gli affezionati del franchise non avranno problemi a riprendere il filo da dove lo hanno lasciato nei capitoli precedenti e in secondo luogo perché  è un sistema che permette a varie tipologie di giocatori di approcciarsi a DoA 6 senza troppi problemi.

Le poche novità inserite in Dead or Alive 6 si dimostrano aggiunte interessanti, ma non certo in grado di cambiarne la fisionomia in maniera segnante.
Come per gli altri giochi di combattimento presenti sul mercato, in DoA 6 ora è presente una barra di energia che va ad alimentare sia i Break Blows che i Break Breaks. Entrambi super colpi sono facili da utilizzare con una semplice combinazione della levetta e un pulsante. Non sono così importanti come le Super Art di Street Fighter o le Super Mosse Speciali  di The King of Fighters, ma riescono a essere utili senza interrompere il flusso del gioco.

E’ solo un peccato che il roster presente in questo titolo sia un po’ carente rispetto alle precedenti edizioni. Solo due nuovi combattenti entrano sul ring al momento del lancio, anche se entrambi riescono a portare nel gioco stili di combattimento unici.
Abbiamo NiCO che utilizza un numero di attacchi basati sull’elettricità e utilizza lo stile di combattimento di Pencak Silat, mentre lo stile di combattimento di Diego è più basato sul combattimento di strada. A differenza dei capitoli precedenti, al momento del lancio non ci sono personaggi ospiti e il roster è più piccolo di quello di Dead or Alive 5: Last Round. C’è un costoso Season Pass, del quale abbiamo già dato notizia, che permette di sbloccare al momento altri due combattenti e una svariata serie di costumi aggiuntivi, ma sinceramente ci sembra veramente un po’ troppo esoso il prezzo per consigliarlo al momento. Staremo a vedere se nel futuro verranno implementati altri personaggi, ma questa modalità di espandere il roster spendendo dei soldi reali sinceramente ci lascia perplesi e temo che possa fa storcere il naso a molti fan della serie, visti i commenti che girano in rete in merito a questa modalità.
Per fortuna c’è una ottima selezione di arene che riportano DoA 6 nel solco della serie. Potremo confrontarci in molteplici location, tra le quali il classico ring da wrestling o l’arena all’interno del colosseo, ai quali si aggiungono un parco acquatico, un parco di dinosauri, navi incrostate di alghe con l’apparizione del kraken e un museo che contiene un sacco di elementi ripresi dai titoli precedenti. C’è anche la sempre amata/odiata possibilità di utilizzare gli elementi dell’arena per infiliggere danni all’avevrsario, come le barriere elettrificate, macchine che esplodono e anche dinosauri pronti a ghermirci. Le arene si estendono in orizzontale e verticale, per cui sta a noi scoprire come e dove gettare il nostro avversario per continuare il nostro combattimento nelle location estese.

La suite di modalità che costituisce Dead or Alive 6 è abbstanza varia, anche se ci sono alcune omissioni rispetto a quando visto nelle iterazoni precedenti.
Un consiglio che posso dare ai novellini che non hanno mai giocato a DoA è quello di immergersi nella robusta modalità Tutorial e possono anche affinare  le loro tecniche nel Command Training, Combo Challenge e Free Training Modes.
Una volta presa confidenza con i comandi e le varie mosse da utilizzare,  i giocatori possono passare alle modalità standard: Arcade, Versus, Time Attack e Survival che svolgono le loro funzioni proprio come indica il loro nome. C’è anche una modalità online con partite classificate.
Coloro che desiderano sperimentare un’esperienza più profonda e capire meglio i vari personaggi presenti nel roster di Dead or Alive 6 possono andare direttamente alla modalità Storia. Essa è suddivisa in  diversi capitoli, atraverso i quali  i giocatori possono apprendere di più sulla resurrezione di Raidou attraverso una serie di brevi filmati e combattimenti. La totalità di questa modalità è pura, non adulterata, che ci porta all’interno delle assurde vicende dei vari personaggi, con siparietti sia divertenti che drammatici.
Ci sono un sacco di citazioni abbstanza oscure per chi non ha dimestichezza con la serie, per cui termini come M.I.S.T., DOATEC, il clan Mugen Tenshin, che vengono menzionati senza spiegazione, potrebbero lasciare perplessi coloro che si cimentano per la prima volta con questo gioco. C’è però una sorta di Wikipedia che permette di capire un po’ meglio le varie trame che si intrecciano nella trama ultradecennale di DoA.
A completare la suite delle modalità c’è Quest DOA, che richiede ai giocatori di completare missioni con determinati personaggi  in cambio di stelle. Altre stelle vengono assegnate per il completamento degli obiettivi in ​​ogni incontro, come eseguire una determinata mossa o completare la battaglia entro un certo limite di tempo. Un certo numero di missioni sono sbloccabili solo dopo aver acquisito una determinata quantità prestabilita di stelle, e per farlo è richiesta padronanza assoluta di alcune tecniche, altrimenti è impossibile progredire. Questa modalità sarà sicuramente gradita ai completazionisti/perfezionisti, ma può essere anche un modo divertente, seppur impegnativo, per creare un po’ di variabilità rispetto alle modalità consuete. Purtroppo manca all’appello la modalità Tag Battle, che era uno dei punti cardini delle precedenti puntate di DoA e questa è sicuramente una carenza che non farà piacere ai fan di lungo corso.
Durante il gioco si acquisisce della valuta in-game e dei pezzi di costume. La valuta  può essere utilizzata per sbloccare cose come titoli, pettinature, occhiali e voci nell’enciclopedia DOA. I pezzi di costume sono invece necessari per acquistare dei costumi esclusivi che rimarranno altrimenti bloccati.

In Conclusione

Dead or Alive 6 conserva inalterate molte caratteristiche per la quali la serie è nota, ma questo purtroppo non è abbastanza da giustificare un acquisto a prezzo pieno del titolo. C’è molto fanservice, ci sono due nuovi combattenti, ci sono alcune super mosse aggiuntive e arene molto interessanti e l’immancabile sensualità delle discinte combattenti dai seni prosperosi, ma alla fine il gioco sembra un contenitore mezzo vuoto che si dovrà riempire con il tempo. Il fatto di aver messo a disposizione un Season Pass ad un costo esorbitante, che oltretutto offre veramente poco all’economia generale del gioco, non fa ben sperare in possibili add-on futuri a pagamento. Quindi, a meno che non siate dei fan esagerati, vi cosiglio di aspettare un po’ di tempo prima di gettare i vostri euro in questo gioco, per capire quale direzione prenderà con le future espansioni


6
voto

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