Jump Force – Recensione

Chi ha posseduto un Nintendo DS non può non avere sentito parlare almeno una volta di Jump Ultimate Stars, picchiaduro bidimensionale (tra l’altro anche decisamente figo) che metteva contro alcuni dei personaggi tratti dalle storie della casa editrice Jump. Per una questione di diritti d’autore (in Italia, per esempio, Dragon Ball è gestito da Star Comics e Naruto da Panini), Jump Ultimate Stars non raggiunse mai né gli Stati Uniti né tantomeno l’Europa, obbligando i fan a restare a bocca asciutta.
Fortunatamente oggi i tempi sono cambiati e non si sa con quale escamotage Jump Force è approdato su PC e console anche nel vecchio continente; nelle sue prime apparizioni  (e nella versione beta) Jump Force aveva destato più di qualche sospetto su quello che sembrava essere un progetto ambiziosissimo e desiderato da milioni di videogiocatori. Ecco il nostro parere definitivo.

La storia di Jump Force si apre in una New York contemporanea devastata da un furioso combattimento tra Goku e Freezer; il nostro alter ego virtuale altri non è che un passante che, colpito a morte da un attacco di Freezer, viene rivitalizzato da Trunks che decide di utilizzare un cubo umbras per far diventare il nostro personaggio un eroe. In quel momento fanno la loro comparsa Kane e Galena due personaggi cattivi che controllano mentalmente sia un’armata di soldati sia alcuni personaggi “buoni” caduti oramai sotto il loro controllo. Dopo il dietrofront di Freezer, Goku e Trunks decidono di portare il nostro personaggio alla base della Jump Force, dove il direttore Glover darà la possibilità al protagonista di unirsi a una delle tre fazioni: Alpha, capitanata da Goku (il cui compito è sconfiggere i Venom), Beta, capitanata da Rufy (il cui compito è di recuperare i territori occupati ai Venom) e Gamma, capitanata da Naruto (il cui obbiettivo è recuperare informazioni).
La trama del gioco, quindi, è semplicemente un pretesto per buttare nel calderone buona parte degli eroi Jump e realizzare finalmente quei duelli che per i giocatori sono stati fino ad allora solo “mentali”: in Jump Force avrete la possibilità di far combattere tra loro Goku, Naruto, Pegaus, Kenshiro ed altri eroi della vostra infanzia. Nonostante la presenza di tanto, tantissimo materiale, però, Jump Force mostra fin da subito una notevole debolezza, con incroci narrativi forzati ma, lo ammettiamo, qualche picco narrativo e dei climax intensissimi; vi segnaliamo inoltre che gli eventi narrati all’interno della storia del vostro personaggio non cambieranno in base alla squadra alla quale deciderete di unirvi. Peccato, veramente peccato.

Se dovessimo paragonare il gameplay di Jump Force a un titolo già esistente, quello che viene subito in mente è sicuramente Dragon Ball Xenoverse (e relativo seguito). Anche in questo gioco, infatti, sarete chiamati a muovere il vostro personaggio in una lobby ricca di NPC dal quale potrete ottenere qualche informazioni o sbloccare qualche missione utile al proseguimento della storia. Com’era immaginabile, infatti, in Jump Force esistono diverse categorie di missioni (tre nello specifico) di cui solamente una vi permetterà di progredire con la trama principale (“missioni chiave”); alle altre due modalità è lasciato il compito di potenziare la vostra schiera di personaggi facendogli affrontare nemici di livello sempre più alto. La struttura dei combattimenti è di 3 vs 3 con una sola barra di energia per tutti i personaggi, rendendo così praticamente vano il cambio strategico, all’ultimo istante, del personaggio che ha un residuo minimo di energia.
Fin dai primi combattimenti si ha l’impressione che il team di sviluppo abbia voluto rendere Jump Force un titolo accessibile a tutti: nei picchiaduro, generalmente, ogni personaggio ha un set di mosse specifico la cui esecuzione cambia di volta in volta. In Jump Force invece, sebbene ogni personaggio abbia i propri attacchi specifici ed esclusivi, l’esecuzione dei colpi richiede la stessa identica pressione di pulsanti, anche per l’attacco speciale che richiederà la pressione di un singolo e semplice pulsante per essere eseguito. Come se non bastasse gli attacchi combo non sono realizzati grazie alla pressione di un singolo pulsante. In poco tempo, quindi, i combattimenti di Jump Force diventano ripetitivi fino allo stremo, senza dare un reale motivo al giocatore di pianificare una strategia o di prediligere un personaggio piuttosto di un altro.
Jump Force è inoltre un titolo veramente veloce, in cui i combattimenti riescono a proporre la stessa velocità e lo stesso dinamismo delle controparti animate. La telecamera di gioco, posizionata alle spalle del personaggio che state utilizzando, riesce a seguire abbastanza fedelmente l’azione senza perdersi troppo di frequente. Come detto in precedenza, procedendo nei combattimenti, il protagonista diventerà sempre più forte e potrà apprendere nuove mosse (acquistabili nello shop); non manca inoltre la possibilità di acquisire nuovo vestiario tratto dalle più celebri serie o ispirato ai vari personaggi dei diversi mondi.

Dal punto di vista tecnico Jump Force è un titolo riuscito a metà sotto praticamente tutti i punti di vista. L’idea di “umanizzare” e rendere realistici i personaggi Jump è sicuramente una gran trovata (anche se a qualcuno potrebbe trovare la scelta alquanto fastidiosa), ma la resa dei personaggi non è sempre convincente e, a tratti, sembra di avere di fronte delle parodie degli eroi che tanto abbiamo amato. Siamo sicuri che, probabilmente, un titolo realizzato in cel shading sarebbe stato molto più convincente e fedele, anche in virtù del fatto che, così com’è, Jump propone un numero veramente estenuante di rallentamenti che fortunatamente riguardano solamente l’inizio dei vari duelli e l’introduzione delle cut-scene. Durante le fasi dialogate e doppiate i personaggi muovono la bocca in maniera del tutto meccanica e innaturale, un vero passo indietro per un titolo del genere visti i numerosi progressi fatti con le serie videoludiche di Naruto e Dragon Ball. Quello che abbiamo notato di veramente simpatico in Jump Force è il fatto che durante i combattimenti i vestiti dei personaggi si lacerano esattamente come accadeva nelle serie animate; stesso discorso riguarda ferite e tagli vari sul volto.
Ultima nota: il gioco presenta un doppiaggio esclusivamente in lingua giapponese (sentirete le voci dei personaggi esclusivamente nelle cut-scene mentre per il resto i dialoghi saranno solamente scritti) con sottotitoli in lingua italiana.

In Conclusione

Jump Force è indubbiamente un titolo riuscito a metà: da una parte, il roaster di personaggi è la concretizzazione esatta del sogno di coloro che sono cresciuti a pane e manga/anime, dall’altra la realizzazione tecnica e il gameplay non sempre convincente fanno del titolo un prodotto divertente SE preso a piccole dosi. Giocare intensamente e ininterrottamente Jump Force produce un senso di noia dopo poche ore a causa della poca varietà d’azione e dell’estrema semplificazione del sistema di combattimento. Bandai Namco ha annunciato fortunatamente, nel mentre che vi scriviamo, una patch di aggiornamento del gioco che ridurrà i tempi di caricamento e qualche piccolo altro accorgimento. Basterà a risollevare le sorti di un gioco di per sé carente sotto tanti punti di vista? Non ne siamo sicuri, ma quel che siamo certi è che Jump Force, così com’è, è un prodotto incompleto, che poteva, anzi, DOVEVA essere fatto meglio. Peccato.


6.5
voto

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