Dirt Rally 2.0 – Recensione

A circa quattro anni di distanza dal primo Dirt, Codemasters ci propone una nuova versione del titolo che farà felici tutti gli appassionati del rally. Se il primo capitolo di questa fortunata saga aveva dei difetti evidenti ma che ha saputo allo stesso tempo stregare la fanbase, riuscirà questo seguito a mantenere le grandi aspettative che si porta dietro?
Chiariamo subito, DiRT Rally 2.0 è in tutto e per tutto un titolo fortemente simulativo che affonda le proprie radici nella struttura del predecessore (considerato uno dei titoli più difficili del mercato) con un modello di guida duro da apprendere che non fa sconti. Non esiste il rewind, ormai onnipresente in quasi tutti i titoli di guida, nonostante la presenza di alcune tappe davvero lunghe che non di rado sfiorano i 10-15 minuti per essere completate, e il numero di riavvi in gara è limitato a 5 per evento. Il titolo di fatto resta accessibile solo a chi ha grande pazienza, o è un “veterano” del genere da tempo. La gratificazione passa sia attraverso il miglioramento dei propri tempi sia il riuscire ad affrontare una run il più pulita possibile, aspetti che spesso non si identificano con la comune vittoria di tappa; esistono certamente gli aiuti, come l’ABS, ma questo non semplifica più di tanto la gara in sé. L’intelligenza artificiale è adattiva, dominata dunque da comportamenti dinamici che dovrebbero adeguarsi all’incirca alle prestazione del giocatore.  I puristi, in ogni caso, possono stare tranquilli. DiRT Rally 2.0 resta uno spettacolo brutale, adrenalinico e viscerale come solo il rally sa essere, disabilitando (gradualmente o meno) gli aiuti e pestando furiosamente sui pedali di freno e acceleratore nella celebrazione della pattinata non assistita.

Rispetto al primo capitolo si è inoltre lavorato in maniera eccellente sul lato gameplay e Il lavoro sulla fisica del terreno è quello più massiccio e tangibile pad alla mano: il veicolo reagisce in maniera molto diversa non solo a seconda del fondo, ma anche dell’ordine di partenza in griglia, simulando la percorrenza delle auto che sono partite prima. L’attenzione alla frizione tra ruota e asfalto è sorprendente anche per quanto riguarda la situazione del meteo e del terreno e passare dall’asfalto alla ghiaia cambia completamente le sensazioni di gioco  in maniera molto più netta e realistica rispetto al passato:  quanto detto poc’anzi lo si avverte soprattutto sul tarmac, in particolar modo nei passaggi dall’asfalto bagnato alla ghiaia, dove l’effetto saponetta del primo episodio lascia spazio a un grip comunque non perfetto (com’è giusto che sia) ma finalmente verosimile. Benissimo anche il modo in cui il force feedback del pad riesce a trasmettere i trasferimenti di peso e di trazione, tanto da avermi lasciato piuttosto meravigliato in un paio di situazioni di sbilanciamento totale dell’auto: “sentire” così bene la perdita di aderenza dell’anteriore destra anche tramite DualShock è un’ottima notizia per tutti quelli che non hanno a disposizione una periferica dedicata ai racing game. Va sottolineato che a difficoltà più alte l’utilizzo del gamepad stona un po’, nonostante sia quest’ultimo molto migliorato rispetto al primo capitolo come giocabilità generale. Va comunque detto che pur avendo ancora delle caratteristiche arcade, punta prevalentemente alla simulazione, quindi è assolutamente normale trovare difficoltà con un gamepad qualsiasi.

La complessità più alta rimane comunque gestire tutta la componente strategica del gioco, sfruttare quindi i diversi terreni e le diverse condizioni climatiche  in maniera intelligente, cercando nel contempo di non danneggiare l’auto, visto che ogni incidente può causare un ritardo sul tempo finale che può segnare la nostra classifica in negativo
Nel complesso, al di là un più ampia gamma di possibilità di configurazione, il modello di guida di DiRT Rally 2.0 resta fedele a quello impetuoso, appagante e, perché no, stancante, del primo capitolo. La simbiosi con la macchina è totale e lanciarsi sul ciglio di un crinale nei budelli tortuosi è esaltante perché in ogni circostanza si hanno i mezzi per controllare la macchina e provare a spingere oltre il limite.
Il gioco si presenta in modo molto simile al predecessore: con una corposa schermata delle opzioni che permette di scegliere la modalità di gioco con cui affrontare il titolo Codemasters. Il piatto forte è sicuramente la carriera con un proprio team costruito facendosi le ossa nelle categorie inferiori. Il sistema di progressione è quasi identico a quello del primo capitolo: occorre vincere gare o piazzarsi in posizioni di prestigio nelle varie prove o campionati a cui si decide di partecipare per accumulare il denaro necessario a migliorare l’auto o acquistarne di nuove. La seconda parte del menu è dedicata ai contenuti extra che sono parecchi e richiedono molte ore di gioco per essere esplorati a fondo; bisogna infine segnalare la presenza del campionato ufficiale FIA Rallycross in cui fino a cinque vetture corrono su tracciati brevi con le deviazioni del joker lap.

Ulteriore variante sono i rally storici, campionati predefiniti in cui si affrontano le speciali con vetture particolari che hanno fatto la storia di questa specialità tra cui le leggendarie Gruppo A e B ma anche auto degli anni 60′ e 70′ come Lancia Stratos e Renault Alpine. il menu di personalizzazione permette di comporre dei campionati a piacimento nel numero di appuntamenti e di tappe all’interno di ognuno. In questa modalità  il gioco mantiene la struttura di Dirt Rally per quanto riguarda le opzioni a disposizione del giocatore, sia per quanto riguarda il realismo sia per il livello di difficoltà che si ottiene combinando velocità delle vetture controllate dalla CPU. L’interfaccia è completamente personalizzabile e già questo permette di togliere numerosi indicatori a schermo che possono aiutare nella guida, soprattutto chi è alle prime armi.

dirt 4

In sostanza, comparando il titolo col capitolo precedente, DiRT Rally 2.0 racconta un rally più emozionante, con qualche essere umano in più a bordo tracciato, una meravigliosa profondità visiva finalmente accompagnata da colori più vividi (sebbene a volte fin troppo accesi, ma qui entrano in campo i gusti personali) e in generale scenari che restano più impressi nella mente. Buono anche il lavoro svolto nel rendere il rallycross esteticamente più nel vivo del gioco, con esplosioni di gomme, pezzi di scocca che volano ovunque e nuvole di terra che si alzano e rendono pressoché impossibile vedere la strada. Tutto ciò, senza mai scendere al di sotto dei 60 frame al secondo (ho provato la versione PlayStation 4, su modello Pro). Ciò di cui pecca Dirt Rally 2.0 è principalmente una presenza di contenuti abbastanza irrisoria per un prodotto di questo calibro. Qualche tracciato in più o auto non avrebbe guastato, ma questo non significa che non ci saranno aggiunte nel corso del tempo, come promesso dagli stessi sviluppatori durante il nostro provato.

In Conclusione

Dirt 2.0 è un titolo simulativo di Rally brutale. Codemasters ha realizzato un prodotto indirizzato a tutti coloro che cercano una vera sfida e non sicuramente a coloro che vogliono guidare e vincere subito. Questo è sicuramente un pregio che però potrebbe scoraggiare chi non ha la pazienza di addomesticare il gameplay. Graficamente buono e con un sonoro degno di nota, Dirt 2.0 riesce a fare centro e se giocato con un buon volante riuscirà sicuramente a regalare tante soddisfazioni.


9
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com