Kingdom Hearts III – Recensione (ora parliamo noi)

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla concorrenza, ci accingiamo adesso anche noi di MyReviews ad occuparci di Kingdom Hearts III. La “lentezza” nella produzione di questo articolo non è dovuto dalla nostra pigrizia, piuttosto dalla volontà di offrirvi un testo basato sia su di una esperienza di gioco completa sia sull’esplorazione di tutta l’offerta ludica di questa ennesima perla di Tetsuya Nomura. E fidatevi: Kingdom Hearts III non ci appare così negativo come altri hanno voluto sottolineare…

Era il lontano 2002 quando un giovanissimo me, preso dall’amore e dalla passione per la serie Final Fantasy, decise di acquistare a occhi chiusi (e con un po’ di rischio) quello che venne venduto a suo tempo come un “Final Fantasy con i personaggi Disney”. E per i tempi di allora sembrava strano pensare che qualcuno fosse riuscito a concepire un gioco di ruolo miscelando al suo interno elementi della serie Final Fantasy e personaggi presi dai più celebri lungometraggi Disney. Il tempo e il mercato hanno dato ragione all’azzardo di Square-Enix, al punto di permettere al colosso nipponico di pubblicarne un seguito nel 2005 (Kingdom Hearts 2) e una lunga serie di spin-off negli anni a seguire. Col tempo, però, i fan della serie si sono accorti che gli spin-off di Kingdom Hearts, non erano propriamente dei capitoli secondari volti a raccontare storie collaterali, ma, piuttosto, dei mini-capitoli che arricchivano di dettagli la serie e che spiegavano come avevano avuto luogo le vicende narrate all’interno dei due capitoli principali. Di Kingdom Hearts esistono ben sette spin-off, uno concepito addirittura come titolo mobile e che, nonostante tutto, ha una sua importanza estremamente rilevante ai fini della storia. Ora, se pensate di volere acquistare Kingdom Hearts III sulla fiducia, pensando di poter giocare a questo capitolo senza avere toccato con mano i precedenti, vi state sbagliando di grosso e rischiate di vivere un’avventura confusionaria, dove improvvisamente vengono fuori personaggi sconosciuti, alcuni dei quali simili tra loro e chiamati spesso con nomi diversi. Fortunatamente, però, Square-Enix ha incluso all’interno del gioco alcuni mini-video che raccontano gli eventi accaduti fino a Kingdom Hearts III (il primo lo trovate qui sotto) oppure potreste affidarvi a uno dei tanti riassunti eseguiti dagli Youtube. Fatto sta che recuperare e giocare le diverse raccolte in HD pubblicate su PlayStation 4 sicuramente vi permetterà di avere una visione più completa della storia e capire per quali ragioni milioni di videogiocatori si sono innamorati del marchio Kingdom Hearts.

Chiariamo fin da subito che non abbiamo alcuna intenzione di raccontarvi la trama e/o fare spoiler a riguardo, ma vi segnaliamo che le vicende narrate in Kingdom Hearts III hanno luogo esattamente dopo i fatti di Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance e vedono un Sora impegnato, almeno per le prime battute di gioco, a recuperare tutte le abilità di combattimento acquisite nelle precedenti avventure e come sempre sarà affiancato dai prodi Donald (Paperino) e Goofy (Pippo). Come accadeva anche nel precedente capitolo, il gioco inizia ponendo al giocatore alcune domande e, in base alle risposte fornite, le skill e i punti abilità  con cui inizierà Sora l’avventura cambieranno.
Kingdom Hearts III offre rispetto al passato un approccio al sistema di combattimento molto più dinamico fin dalle prime battute di gioco. Come molti di voi ricorderanno, in passato era possibile ottenere diverse tipologie di Keyblade in base ai mondi chiusi e alle missioni secondarie completate; sebbene in questo terzo capitolo non cambino le modalità di ottenimento delle diverse armi, cambia la possibilità di equipaggiarne fino a tre diversi e diventa possibile switchare da uno all’altro con la semplice pressione di un pulsante. A ciascun Keyblade corrisponderà inoltre una specifica “Limit” che consentirà all’arma di trasformarsi in un qualcosa di molto più potente per un certo lasso di tempo fino all’attacco finale (chiamato Epilogo): non stupitevi quindi se improvvisamente il vostro Keyblade dovesse trasformarsi in una coppia di pistole per poi ritrasformarsi nuovamente in un potente bazooka. Come sempre non manca un vasto campionario di abilità (e Magie) che potranno essere attivate a proprio piacimento utilizzando i punti abilità ottenibili facendo salire di livello i diversi personaggi. Le novità riguardanti il sistema di combattimento non finiscono qui, in quanto anche questa volta sarà possibile creare degli attacchi combinati sfruttando le abilità e le caratteristiche dei propri compagni di squadra; non manca inoltre una lunga serie di attacchi speciali in cui verranno coinvolte delle speciali attrazioni, capaci di creare attacchi-combo belli da vedere e ricchi di effetti speciali.
In Kingdom Hearts III gli sviluppatori hanno deciso di dare quasi un taglio netto col passato e con il concetto di “Summons” (Evocazioni), introducendo i cosiddetti Link: i Link sono personaggi, tratti dal mondo Disney e non, che potranno intervenire sul campo di battaglia (se convocati) e partecipare agli attacchi di Sora per un certo periodo di tempo fino a eseguire il potentissimo attacco finale denominato anche in questo caso “Epilogo”. Alla fine e durante ciascuna battaglia i diversi personaggi a schermo saranno premiati con alcuni punti esperienza che, oltre a migliorare le caratteristiche, daranno la possibilità di accedere a nuove abilità.

In Kingdom Hearts III la storia viene raccontata attraverso le numerose cut-scene di cui è stato arricchito il gioco; se in passato Kingdom Hearts I e II vantavano delle cut-scene da urlo, dal taglio cinematografico e a tratti spettacolare, in questo terzo capitolo Square-Enix ha dato il meglio di sé: è innegabile infatti che questa volta siamo di fronte a un prodotto tecnicamente eccellente, probabilmente anche grazie alla collaborazione con Pixar e, a proposito dell’azienda citata poc’anzi, bisogna ammettere che Pixar è quasi assoluta protagonista in Kingdom Hearts III in quanto quasi la totalità dei mondi sono ambientati in lungometraggi della casa di produzione nata grazie al contributo del geniale Steve Jobs.
Quel che sorprende dell’esplorazione nel gioco è l’estrema fluidità della stessa, grazie all’eliminazione dei caricamenti estenuanti all’interno della mappa e grazie alla notevole diversificazione degli ambienti di gioco: basti pensare che il mondo di Toy Story presenta una struttura a “piani” mentre quello di Rapunzel, per esempio, ha una struttura completamente labirintica che più di una volta porta il giocatore a perdersi e a dover rifare da capo il percorso. Inutile dirvi che ogni mappa è arricchita da una serie di attività secondarie e di collezionabili da raccogliere al fine di sbloccare alcuni contenuti aggiunti, come il filmato Epilogo Segreto aggiunto solamente qualche giorno fa da Square-Enix grazie a una corposa patch di aggiornamento del gioco.
Lo spostamento tra i diversi mondi avviene come di consueto attraverso l’immancabile Gummiship creata da Cip e Ciop che il giocatore potrà decidere di potenziare, modificare e costruire da capo a proprio piacimento; come sempre quella della Gummiship risulta essere una aggiunta fine a sé stessa, in quanto non aggiunge e non toglie nulla alla trama del gioco, nonostante l’introduzione di alcune boss battle che permetteranno di ottenere alcuni potenziamenti per l’astronave.

A conclusione dello sviluppo di Kingdom Hearts III gli sviluppatori hanno garantito al pubblico circa una trentina di ore di gioco, ma la nostra impressione è che l’ultima fatica di Square-Enix possa essere capace di garantirne molte di più, soprattutto se, come detto in precedenza, siete amanti dei collezionabili e dei minigiochi. Kingdom Hearts III offre infatti un vasto campionario di attività secondarie, come la possibilità di cucinare all’interno della cucina di Remì (al fine di creare pietanze per ottenere potenziamenti temporanei) oppure giocare ad alcuni minigiochi (più di 20) stile Game&Watch, sbloccabili attraverso missioni secondarie o aprendo i diversi forzieri. Non manca inoltre la possibilità di raccogliere materiali e materie prime utili a forgiare nuove armi o potenziare quelle già in vostro possesso attraverso un ben delineato percorso di evoluzione per ciascun Keyblade.
Kingdom Hearts III, insomma, è la degna chiusura di una serie iniziata più di dieci anni fa e i fan della serie di lunga data non potranno che restare soddisfatti da questo capitolo e questo potrebbe rappresentare un problema. Come detto in precedenza Kingdom Hearts III è un titolo che taglia praticamente fuori tutti coloro che non hanno mai  giocato ad alcun capitolo della serie e nonostante la presenza di video di riassunto, etc, questi potrebbero non essere sufficienti a trasmettere ai neofiti le stesse emozioni che hanno provato quelli che i titoli precedenti li hanno realmente giocati. Kingdom Hearts III, insomma, è quasi una risposta affettuosa di Nomura a coloro che volevano sapere cosa è successo a Sora e se quest’ultimo è riuscito a ricongiungersi ai suoi amici.
Potremmo stare qui per tantissimo tempo a raccontarvi quante cose potete fare in Kingdom Hearts III, ma ci sembra lecito non guastarvi il gusto della scoperta e invitarvi a esplorare ogni anfratto del gioco, interagendo con ogni cosa che vi offra la possibilità di farlo e portare a termine ogni missione secondaria che vi si pari davanti: è probabilmente l’ultimo viaggio di Sora ed è giusto che ve lo godiate intensamente a modo vostro.

Il motore grafico utilizzato in Kingdom Hearts III, come anticipato già attraverso anteprime e comunicati stampa, è l’Unreal Engine 4 (a differenza del Luminous Engine usato in passato) e il risultato è veramente strabiliante: i personaggi si muovono in modo veloce e fluido e nonostante la frenesia dei combattimenti non si ha mai l’impressione di stare menando colpi a caso. Degna di nota è la realizzazione degli effetti speciali e di luce che intervengono sia durante ogni attacco e sia (e forse soprattutto) nel caso delle diverse tipologie di colpi speciali. Abbiamo già parlato in precedenza delle cut-scene e del contributo che, secondo noi, ha fornito Pixar nella realizzazione delle stesse.
Per quanto riguarda il sonoro Kingdom Hearts III offre un main theme (Face My Fears) sublime, cantato ancora una volta da Utada Hikaru e una colonna sonora che presenta alcuni brani caratterizzanti delle pellicole cinematografiche Disney. Il doppiaggio del gioco si presenta ancora una volta di ottima fattura, completamente in inglese e sottotitolato, in maniera leggibile e grammaticalmente corretta, in lingua italiana.

In Conclusione

A questo punto è lecito chiedersi: “è valsa la pena aspettare quattordici anni per giocare Kingdom Hearts III?” La risposta, almeno mia, da fan, è ASSOLUTAMENTE SI. Kingdom Hearts III è la degna conclusione di un’avventura lunga diciassette anni, in cui abbiamo imparato ad amare, poi a odiare, poi di nuovo ad amare i diversi personaggi, a soffrire con loro, ad emozionarci con loro, grazie sopratutto alle meravigliose cut-scene presenti nei diversi capitoli. Onestamente non saprei dire come e perché Kingdom Hearts sia una serie che è piaciuta e continua a piacere a tantissime persone, forse sarà la presenza perfettamente integrata dei personaggi Disney, sarà per la storia, ma Kingdom Hearts e soprattutto Kingdom Hearts III è un prodotto che funziona e convince in ogni sua singola parte. Gli unici difetti, se così vogliamo chiamarli, potrebbero essere rappresentati da alcuni minigiochi fin troppo ripetitivi e dall’impossibilità per i neofiti della serie ad avvicinarsi direttamente a Kingdom Hearts III (consiglio di recuperare comunque le due raccolte pubblicate su PlayStation 4). Grazie Disney, grazie Square-Enix, grazie Nomura: Kingdom Hearts III è esattamente quello che volevamo.


9.5
voto

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