[In Retro We Trust] Mortal Kombat History: dalle origini ad oggi

La serie Mortal Kombat sta per arrivare alla sua undicesima reincarnazione, per cui mi sembra doveroso ed opportuno fare un po’ di storia di questo titolo.

Choose your fighter

Il primo Mortal Kombat uscì, dapprima in sala giochi sotto il marchio Midway e poi su console e computer dell’epoca , tra le quali possiamo citare Megadrive, Super Nintendo e Amiga, nel 1992.
Il team di programmatori era composto da sole quattro persone: Ed Boon e John Tobias erano i creatori,ai quali si aggiungono John Vogel e Dan Forden. Parlo di di Boon e Tobias come i creatori perché furono loro a infondere nel titolò le loro più spinte fantasie da nerd. Il personaggio di Johnny Cage prende vita dal mitico Van Damme, Liu Kang emula il mai troppo compianto Bruce Lee, mentre il temibile Kano, mezzo uomo e mezzo macchina, non è altro che la loro trasposizione del T-800 che appare in Terminator.
Ma oltre ad essere il contenitore di un sacco di elementi iconici dell’epoca, MK è anche il pioniere in molti altri campi.
In esso abbiamo per la prima volta un tasto dedicato alla parata, così come l’utilizzo delle animazioni digitalizzate per dare più realismo alla grafica. Oggi siamo abituati al foto realismo quasi osceno, ma pensate come dovevano apaprire quegli sprites digitalizzati 28 (VENTOTTO) anni fa!
Ma l’elemento che rese famoso nel bene e nel male il primo MK era il livello di ultraviolenza e l’eccesso di gore che trasudava da ogni pixel. Non era nemmeno lontanamente paragonabile alla complessità tattica di Street Fighter, ma proprio per la sua personalità rappresentò un evidente punto di rottura con quanto visto fino a quel momento. Quando fu pubblicato sulle console domestiche il titolo ricevette trattamenti diversi, per arginare in parte la violenza che faceva tanto discutere. Nintendo decise di cambiare il colore del sangue e farlo diventare grigio, così da simulare il sudore, mentrwe Sega censurò le Fatality, ma con il trucco. Bastava infatti inserire il codice “A-B-A-C-A-B-B” sul pad del Mega Drive per sbloccarle.

Il senatore degli Stati Uniti Joseph Lieberman si fece latore di una crociata contro MK e fu proprio grazie alla sua campagna moralizzatrice che nel 1994 fu varato l’ESRB e il suo sistema di rating. Da quel momento in poi, tutti i videogame venduti sul suolo americano e canadese sarebbero stati contrassegnati da un sistema di valutazione che ne indicava i “rischi”: contenuti, violenza, linguaggio.

Mortal Kombat II

Nel 1993 esce il secondo capitolo della serie, e ancora le discussioni sulla violenza di Mortal Kombat riprendono vigorose. Ma questo non sembra importare molto Boon e Tobias che anzi, sfruttando l’onda delle polemiche, infarciscono Mortal Kombat II anche di siparietti comici. Inseriscono infatti le Babality, mosse finali che trasformano i nemici in infanti e le “Friendship” che invece fanno sbocciare eterna amicizia tra i combattenti che fino a quel momento si erano confrontati senza tregua. Ci sono ancora ovviamente le fatality, che sono ancora più devastanti e fuori di testa.
Viene migliorato l’impianto di gioco con dodici personaggi, ovvero quattro in più del primo e un numero maggiore di mosse a disposizione. Anche la realizzazione tecnica ha un upgrade, con una grafica ancora più definita; stage più grandi e interattivi: come non ricordare la celeberrima caduta nel pozzo! Il successo oltre che dai giocatori affezionati è anche garantito dalla copertura mediatica e al risalto che viene dato al gioco. MK arriva anche ad essere citato, ironicamente, in una puntata dei Simpson, già all’epoca l’emblema dissacrante del politically scorrect.
La New Line Cinema produce un film dedicato a MK, che debuttò direttamente al primo posto nelle classifiche dei film più visti nel week-end di apertura.

Mortal Kombat 3

Il terzo titolo del franchise non andò bene come Midway sperava, perché nel frattempo sul versante dei picchiaduro si era passati alla grafica tridimensionale, mentre MK3 aveva ancora quella bidimensionale, Oltretutto il roster dei lottatori era diminuito, con l’incomprensibile scomparsa di un beniamino dei fans, ovvero Scorpion. Furono introdotte le Animality, mosse finali in cui il protagonista si trasformava in bestia per uccidere l’avversario, ma nonostante ciò il successo non fu paragonabile a quello dei precedenti episodi. Per cercare di dare una risposta ai fan indignati, vennero prodotte due versioni da sala giochi, dove vennero introdotti più stage e personaggi.
Mortal Kombat Trilogy fu l’ultima evoluzione di MK3 e rappresentava la sua versione definitiva includendo molti elementi dei primi due titoli e introduceva le Brutality. Esse erano in pratica lunghe combo che facevano letteralmente esplodere il nemico se compiute con successo.
Questa versione non fu rilasciata come cabinato, ma arrivò solo su PC, PlayStation, Sega Saturn e Nintendo 64.

Mortal Kombat 4

Nel 1997 esce il quarto titolo della serie e finalmente si passa alla grafica tridimensionale. Il gioco viene lanciato prima in sala giochi e poi su PS1 e N64, Mortal Kombat 4.

Nonostante questo cambiamento e l’introduzione delle armi in combattimento, ormai il gioco non sembrava più avere molto da dire. Nel frattempo il Boon e Tobias non lavoravano più assieme. Tobias aveva lasciato il team dietro MK4 e lavorava su un suo progetto, ovvero quello di portare Mortal Kombat verso il genere action, creando dei giochi che raccontassero le storie dietro ogni personaggio.Fondò il team Mortal Kombat Mythologies, che creò il primo titolo dedicato a Sub-Zero nel 1997, per PlayStation e N64. Purtroppo, nonostante la buona volontà di Tobias, il gioco non ottenne una grande risposta sia dal pubblico che dalla critica. Sub-Zero fu giudicato un prodotto mediocre e le scarse vendite lo dimostrarono. Tobias non si dette per vinto e e decise di portare comunque avanti i lavori sul secondo progetto:

Mortal Kombat Special Forces.

Complici una serie di problemi e polemiche, nel 2000 Tobias e parte del team lasciarono Midway., che decise comunque di portare a termine la creazione del gioco. L’impianto complessivo, rispetto alle direttive di Tobias, venne ampiamente rivisto, ma il risultato fu comunque disastroso, tanto che oggi , Mortal Kombat Special Forces è considerato il peggiore titolo della serie

Deadly Alliance

Nel corso degli anni successivi Ed Boon ormai solo al comando della saga di MK, cerca di creare qualcosa all’altezza del successo iniziale, e dopo alcuni anni di silenzio, la serie torna nel 2002 con Deadly Alliance. Il nuovo Mortal Kombat, sulla falsa riga di Soul Calibur, proponeva un sistema di combattimento basato su diversi stili e sull’uso di armi. Fu creato anche un nuovo motore grafico che dette una vera scossa alla serie, ergalando ai giocatori un titolo sicuramente diverso, ma che fortunatamente trovò grande riscontro nel pubblico.

Mortal Kombat Deception

Nel 2004, arriva Mortal Kombat Deception. In esso Boon decide di far schierare ben ventotto personaggi, compreso Liu Kang che era stato ucciso in Deadly Alliance e che qua riappare come “zombie” sbloccabile. Oltre al roster ampliato troviamo in Deception anche tantissime modalità, mini giochi, personaggi sbloccabili ed un sistema di combattimento ancor più elaborato.

Shaolin Monks

Anche senza l’apporto di Tobias, Midway prosegue sulla strada degli spin-off dedicati alla serie e nel 2005 esce Shaolin Monks, sotto la guida di Ed Boon e sviluppato internamente. Questa volta il progetto non ha alcuna difficoltà e il gioco, che narra la della lotta di Liu Kang e Kung Lao contro Shang Tsung, risulta ben realizzato e divertente da giocare, grazie anche alla modalità cooperativa.

Mortal Kombat Armageddon

L’anno successivo, ovvero nel 2006, viene pubblicato Mortal Kombat Armageddon, prima su PlayStation 2 e Xbox e poi su Wii.

In esso troviamo la modalità Konquest, una gioco d’azione in 3D che rappresentava una piacevole variazione sul tema rispetto alla modalità principale, già visto in Deadly Alliance.
Sebbene non fosse di fattura eccelsa, fu comunque una valida aggiunta all continuum della saga, avendo al suo interno una rosa di ben 62 lottatori.

La rinascita: Mortal Kombat (2009)

La Midway dichiara il fallimento fallimento nel 2009 e diversi suoi marchi vengono acquisiti da Warner Bros.: il più prezioso è quello di Mortal Kombat. WB decide si lasciare Ed Boon rimane alle comando della saga, e fonda la NetherRealm Studios, di proprietà di WB Games, e comincia subito a lavorare su un nuovo capitolo.
Il gioco si chiamerà semplicemente Mortal Kombat, quasi a significare un ritorno alle origini segna l’inizio di quella che si può chiamare la rinascita della saga, ma anche un ritorno alle origini.
Nonostante le ambientazioni e personaggi siano in 3D, i combattimenti si svolgono su un piano bidimensionale, con livelli altamente distruttibili che spesso nascondono zone segrete e altre sorprese.
Ed Boon cerca di dare nuovo respiro anche alla violenza degli scontri, introducendo le mosse “X-Ray“.
In pratica vengono mostrate al rallentatore le ossa e gli organi interni che si frantumano durante le mosse più violente, con una visuale ai raggi x che non lascia davvero nulla all’immaginazione.
Il risultato complessivo è un titolo che è riuscito a riportare il nome Mortal Kombat all’attenzione sia dei vecchi che dei nuovi fan. Un gioco che è al contempo un sentito omaggio ai seguaci più fedeli e una perfetta introduzione per quelli che si avvicinano la prima volta alla serie. Ed Boon, ancora una volta, ha fatto centro.

Mortal Kombat X

Fu poi la volta di Mortal Kombat X, nel 2015, che continuò sulla nuova linea tracciata da WB e Boone, proponendo al pubblico nuovamente un titolo solido e molto apprezzato da pubblico e critica.

A breve sarà disponibile anche Mortal Kombat XI, ma il mio pensiero torna alla lontanissima estate del 1992, quando, inserito il gettone nel cabinato, per la prima volta ebbi l’occasione di giocare per la prima volta all’originale MK, rimanendo basito da ogni suo aspetto.
Nonostante il mondo dei videogiochi sia cambiato ed evoluto ancora oggi provo un sottile brivido di piacere a riprendere il comando di Sub-Zero & Co, per immergermi in combattimenti senza tregua, pronto a fracassare ossa e strappare colonne vertebrali!


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