The Raven: Legacy of a Master Thief – Recensione

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Titolo:  The Raven: Legacy of a Master Thief

Sviluppatore: KING art
Publisher: Nordic Games
Numero giocatori offline/online: 1/no online
Piattaforme: PC
Localizzazione: Testi in italiano, voci inglesi

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=ILP9pKukDPs]

Agatha Christie, con più chili e più baffi

Un uomo travestito da corvo si introduce in un museo, e riesce a fuggire senza esser preso portando con sé uno dei due preziosissimi “Occhi della Sfinge”, gioielli di immenso valore. Così si apre The Raven: Legacy Of a Master Thief , un titolo che si rifà chiaramente alla tradizione giallistica da Agatha Christie in poi: punto di partenza della nostra avventura sarà infatti il celebre Orient Express.

Qui facciamo conoscenza del buffo protagonista, il poliziotto svizzero Anton Jakob Zellner, che è tutto fuorché lo stereotipo del detective Holmesiano: goffo, calvo, sovrappeso e col classico volto da bonaccione. Ciononostante egli è estremamente arguto, e le sue competenze si riveleranno d’aiuto per il ben più acclamato detective francese Nicolas Legrand, anch’egli presente sul treno per trasportare il secondo Occhio della Sfinge fino al Cairo, dove verrà esposto.

Le preoccupazioni sono dovute al rischio che il ladro citato in precedenza colpisca ancora: egli sembra essere l’erede del Corvo, un incredibile ladro che fu ucciso proprio da Legrande anni prima. A differenza del precursore, il “Nuovo Corvo” si distingue però per azioni più violente, come l’uso di bombe.

Il titolo verrà rilasciato tramite tre episodi del prezzo di 23 euro circa.

Un treno che prende il via lentamente

Il primo approccio col titolo non è dei migliori: fin da subito veniamo letteralmente spiazzati da una resa grafica piuttosto mediocre, specie per quanto riguarda il dettaglio dei volti e, ancora peggio, le animazioni, davvero improponibili.

Al contrario si può notare come maggior attenzione sia stata data alle ambientazioni, che nel corso del primo episodio saranno due: l’Orient Express e una nave da crociera.

Tuttavia la prima fase di gioco si rivela estremamente lenta: lunghi dialoghi necessari ad introdurre i vari personaggi, qualche enigma basilare per prendere dimestichezza col sistema di gioco e una missione extra rendono l’incipit di The Raven estremamente piatto, almeno finché la trama non inizia a svilupparsi.

Il gameplay è quello classico dei punta e clicca, basato su una attenta (a volte maniacale) attenzione per gli elementi dell’ambiente, unita alla raccolta di oggetti richiamabili da un semplice inventario in fondo allo schermo e di prove e note che verranno aggiunte al diario di Zellner.

Qualora ci trovassimo in difficoltà potremo utilizzare i cosiddetti “punti avventura” che guadagneremo proseguendo nel gioco. L’utilizzo di questi consisterà nell’attivare dei consigli nel diario oppure la possibilità di evidenziare sulla schermata di gioco tutti gli elementi con cui possiamo interagire, facendoci notare oggetti che magari non avevamo preso in considerazione.

Non pensiate però che le soluzioni per procedere vi vengano regalate tanto facilmente: in certi casi dovrete davvero fare molta attenzione all’ambiente e analizzare tutto con cura.

Ci son due investigatori, un giovane ambizioso… non manca più nessuno…

Come già detto, la trama impiega tempo a decollare, e non lo fa mai completamente a dirla tutta.

Tutta la fase dell’Orient Express non riesce a dare grandi emozioni, ma si limita a fornirci informazioni sui vari personaggi, i più classici che possiate immaginare: la ricca baronessa, il giovane amante della vita mondana ma povero, l’illustre detective, il poliziotto scemo, la vecchia scrittrice di gialli (leggasi un omaggio alla Christie) e così via.

Nella sezione della nave invece le cose si fanno più interessanti, pur riuscendo a smorzare anche i momenti che dovrebbero essere più avvincenti.

La climax finale però è riuscita e riesce certamente a tenere alto l’interesse in vista del prossimo capitolo.

Se non gli occhi, almeno le orecchie

Graficamente abbiamo detto che ci troviamo davanti ad un lavoro mediocre, ma di altro spessore è il comparto audio, che presenta un doppiaggio generalmente molto buono, eccezion fatta per alcune comparse, e soprattutto una colonna sonora di livello, che si intona perfettamente al contesto storico degli anni ’60-’70.

Ciò contribuisce ad aumentare l’immersività nel mondo di gioco che il motore grafico non riesce ad offrire, assieme ad una caratterizzazione dei personaggi discreta: i vari protagonisti dell’avventura sono stereotipati, ma comunque hanno un certo spessore, mentre i due detective, Zellner e Legrande, vantano una cura maggiore.

Il caso è ancora aperto

The Raven: Legacy of a Master Thief è un buon prodotto, certo penalizzato da un comparto tecnico insufficiente e un ritmo non costante, ma ciononostante è un prodotto che potrà fare la gioia per gli amanti del Punta & Clicca.

Il prezzo non è proprio generoso contando che il primo episodio si conclude in 7 ore ma è possibile acquistare il Season Pass con tutti e tre gli episodi a soli 30 euro (27 euro fino al 30 luglio).

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