Ace Combat 7 (PS4/PSVR) – Recensione

Ace Combat si presenta nella sua settima iterazione decide di farlo alla grande. Missioni su missioni, duelli su duelli, e una trama che rievoca antichi fantasmi e nuovi scenari bellici. Se a tutto questo si unisce anche su PS4 la componente VR, potremmo trovarci di fronte ad un prodotto potenzialmente “esplosivo”. Scopriamolo assieme!

Mighty Wings

In molti considerano i simulatori di aerei solo per hardcore gamers, gente disposta a dedicare ore in settaggi pre-volo, calibrazione di flaps, angoli di picchiata e registrazione di radiofari. C’è sicuramente un senso di vertigine quando si cerca di padroneggiare i complessi controlli, ma anche una dedizione che non è certo propria della maggior parte dei giocatori che vogliono volare e combattere senza troppe complicazioni.Naturalmente ho grande rispetto per coloro che hanno le doti necessarie per dedicarsi alle simulazioni più complesse, ma devo ammettere che un approccio più arcade è sicuramente quello che preferisco.
Ace Combat 7 riesce ad essere la perfetta via di mezzo: è abbastanza complesso da farci provare sembrare di volare nella cabina di pilotaggio di un aereo da combattimento, ma al contempo è abbastanza accessibile da non dover essere degli ingegneri aeronautici per goderselo.
AC7 ha anche il notevole pregio di avere un taglio molto vicino a quello cinematografico, senza però essere tedioso.Ciò è dovuto dalle frequenti scene di intermezzo, che sono state prodotte con uno standard veramente elevato. Le storie si intrecciano, si narra di guerra su scala globale, della lealtà verso la nazione, del pionierismo del volo, di rovinose cadute e di momenti di liberatoria redenzione. Non voglio entrare troppo nei dettagli, ma il tutto è amalgamato in modo eccezionale, con repentini ribaltamenti di fronte, con fili narrativi che sembra non avere inizialmente un senso, ma che poi tessono una trama profonda e appassionante.
La narrativa ci porta avanti ed indietro nel tempo con il sapiente uso dei flashback. Il risultato dell’uso intensivo di questa tecnica è quello di proporci una approccio realmente cinematografico. Anche il replay completo alla fine ogni missione, che ci presenta in modo dinamico ti vari angoli di inquadratura della telecamera, crea ancor di più la sensazione di essere immersi completamente in un film interattivo.
Il tutto è presentato secondo una prospettiva narrativa tipica giapponese, che ci porta verso un modo completamente diverso di leggere le vicende belliche.L’intera saga di Ace Combat si svolge in un mondo completamente fittizio, con alcune somiglianze con le nazioni del mondo reale, gli imperi e le loro azioni, come ad esempio succede nel JRPG Valkyria Chronicles. In questo mondo devastato da un meteorite cerca di rialzare la testa costruendo un ascensore per lo spazio, il seme della discordia genera i suoi frutti, che si palesano in gigantesche portaerei volanti che trasportano sciami di droni stealth e in lotte devastanti. Ma questo non è narrato con l’intento di elevare i vincitori a eroi, ma con l’occhio triste di chi una guerra l’ha persa. Il Giappone moderno nasce dalle rovine di una tremenda sconfitta e in Ace Combat l’accento viene posto su ciò che si viene perso durante la  guerra e l’impatto che la stessa ha sulle persone e sui soldati.

Destination Unknown

Ace Combat 7 ci presenta una campagna impegnativa e duratura, suddivisa in moltissime missioni che a loro volta sono suddivise in stage. Sicuramente vale la pena completarla tutta per arrivare alla termine del racconto, ma in alcuni casi può essere abbastanza ostico procedere e alcune missioni, oltre ad avere un elevato livello di difficoltà, rischiano di essere troppo lunghe. Non parlo di un senso di noia, perché l’azione è sempre adrenalinica ed emozionante. Più che altro ho provato un senso di fastidio perché molte missioni potevano avere una durata sicuramente inferiore se fossero state suddivise in due blocchi separati e non in due blocchi contigui. In alcuni casi si arriva a anche mezz’ora di gioco e vi posso assicurare che uno ne esce provato. Se poi ci mettiamo anche il fatto che alcuni passaggi li dovremo affrontare più volte per capire quale sia la tattica più corretta per evitare la sconfitta, allora capite bene che l’impegno che ci si prende quando si inizia una nuova missione è elevato in termini sia di tempo che di concentrazione.

Danger Zone

Il nucleo del gioco rimane sempre e comunque il combattimento aereo che si concentra tutto nelle spericolate manovre di intercettamento e distruzione di avversari pronti a restituirci pan per focaccia.

Quando si entra nel vivo dell’azione tutto il mondo attorno a noi perde consistenza, ci sono solo i nostri occhi, i nostri sensi e la nostra caparbia voglia di primeggiare a dettare le regole del gioco. Con cabrate folli, picchiate da migliaia di metri per agganciare un aereo ignaro con alcuni missili si apre un mondo completamente nuovo, che esula dai confini dello schermo: AC7 ci proietta all’interno dell’azione grazie alla velocità del nostro mezzo, alla potenza grezza dei missili, alle fiamme e al fumo che ci avvolgono mentre mitragliamo un avversario fino ridurlo in una palla di fuco e rottami. Si prova vera tensione quando si stanno esaurendo i missili aria-terra e si decide di fare un passaggio a bassissima quota per crivellare una postazione  SAM con i nostri proiettili.

Parlando di mitragliatrici, ho trovato i momenti più soddisfacenti in Ace Combat quando, invece di usare i missili a ricerca, ho deciso di inseguire il mio avversario cercando di abbatterlo solo usando i proiettili. Qua la componente arcade la fa da padrona, in quanto tutti sanno bene che in qualsiasi simulazione di combattimento non si può mai mirare al velivolo stesso. Bisogna mirare a dove il velivolo sarà un secondo dopo, ma in AC7 la situazione è stata semplificata, anche se comunque bisogna acquisire la capacità di usare con successo la mitragliatrice, anche perché l’intelligenza artificiale del gioco è più che capace di azioni evasive.

Playing with the boys

Se pensate che non sia facile programmare l’IA di un gioco con un un raggio d’azione a 360°, quando affrontare gli avversari di Ace Combat 7 vi ricederete.
I “bogey” sanno come usare i loro missili e i loro mezzi, arrivando spesso e volentieri a piazzarsi ad “ore 6” per riempirci i piani di coda di proiettili. Durante le missioni più difficili si percepisce nettamente un senso del ritmo in cui dovremo lavorare duramente per evadere, schivare,e al contempo cercare di posizionarci per sferrare l’attacco decisivo. É tutto un gioco di accelerazioni e decelerazioni, strette virate, uso dei flares per cercare di inquadrare nel mirino l’avversario e agganciarlo con i nostri missili. Ma non pensate che una volta agganciato lui stia li a farsi abbattere come un pivellino. Anch’egli cercherà di togliersi dalla coda il missile e molte volte ci riuscirà. Velocità, tempismo, tattica e intuito sono le qualità richieste per avere la superiorità aerea, una lezione che AC7 insegna molto bene..

Portare a termine nel migliore dei modi le missioni ci fa guadagnare punti, che possono essere utilizzati per acquistare nuovi aerei e potenziamenti. Non vi aspettate la varietà di aerei che si trovano in titoli free-to-play, perché qua non si devono spendere soldi reali per rimpinguare il nostro hangar. Ma l’albero degli aerei ci permette di sbloccare comunque un considerevole numero di mezzi sia reali che immaginari, che poi potremo utilizzare nelle varie missioni. Scegliere l’aereo giusto per la missione giusta è fondamentale per prendere le varie medaglie presenti nel gioco. Un A-10 non serve in un dogfight contro un Mirage, ma è essenziale per portare a termine missioni di combattimento aria-terra. Solo dopo aver preso confidenza con i comandi nella campagna, allora potrete anche dedicarvi nel comparto multiplayer. Anche qua si possono comprare aerei alla fine di ogni missione, tutte dedicate al combattimento, sia PvP, che Deathmatch oppure nella ormai necessaria modalità Battle Royale. Sappiate che il comportamento degli avversari umani è ovviamente molto diverso da quello della IA presente nella campagna, per cui dovrete cambiare assolutamente atteggiamento e tattiche.

Take My Breath Away (with the PSVR)

Una sezione a parte è giusto dedicarla alla modalità VR in Ace Combat 7 per Playstation 4.
Devo dire che sono rimasto basito perché questa modalità è assolutamente incredibile ed il perfetto esempio di come un gioco in VR debba essere progettato.
Qua le missioni sono più brevi, ma non più semplici e tutte giocate all’interno della carlinga dell’aereo. La tecnica usata per adattare il motore del gioco alla Realtà Virtuale svolge un ottimo lavoro nel creare la percezione del movimento, tanto che quando si effettua un attacco in immersione dall’alto, il nostro corpo tende a rispondere alla caduta percepita, coinvolgendo tutti i sensi. Grazie alla visione a 360°, anche se poi in effetti ci limiteremo solo a guardare in alto e in basso e a destra o sinistra, perché non avremo tempo di guardarci alle spalle, ogni missione è una delizia per gli occhi, è stimolante, elettrizzante, coinvolgente. Se già nella versione normale sentiamo la potenza del gioco, qua avremo la netta sensazione di viverlo e di affrontarlo ad un livello completamente diverso. Nonostante soffra di chinetosi, non h avuto alcun effetto negativo nel giocare ad AC7 su PSVR, ma ho avuto comunque l’accortezza di fare sessioni di gioco non troppo lunghe. L’unico limite dell’esperienza VR sono gli scarsi contenuti che purtroppo si contano sulle dita di una mano. Tolta la mini-campagna composta da tre lunghe missioni, non c’è molto altro da fare a parte la modalità di volo libero, giocabile su tutte e tre le mappe sulle quali prendono vita le missioni principali, e una denominata spettacolo aereo, nella quale  è possibile assistere ad una manciata di coreografie. Altro elemento di interesse è la possibilità di  visualizzare il nostro velivolo da diverse angolazioni, durante la fase di selezione pre-volo, però sappiate che i modelli giocabili in VR sono solo quattro. In definitiva si tratta di un interessante addendum, molto ben realizzato,ma che poteva essere sviluppato in maniera più ampia. La speranza è che in futuro possa essere realizzato un gioco stand-alone solo per PSVR che riesca ad aumentare l’offerta rispetto a quanto visto finora.

In conclusione

Nonostante i suoi venti anni, la saga di Ace Combat con questo settimo capitolo è ancora fresca ed appassionante. La trama avvince, il gioco trascina, i combattimenti elettrizzano e la componente VR della versione PS4 affascina, seppur con i limiti dell’esigua durata, regalando agli appassionati del genere un titolo imprescindibile. L’Unreal Engine è stato spremuto al massimo per regalarci uno spettacolo per gli occhi.
Naturalmente gli amanti delle simulazioni estreme e gli appassionati degli arcade puri lo troveranno da un lato o troppo semplice o troppo difficile, ma il mio consiglio è quello di provarlo, perché scoprirete di amarlo dopo pochi minuti.

NdR riuscite a scoprire da dove sono stati presi i titoli dei paragrafi? E’ facile, ditecelo nei commenti!


8.5
voto

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